Immagino i suoi funerali con una gondola nera solitaria che porta a San Michele Giorgio Crovato. Coperta di fiori e guidata da quattro gondolieri. E magari sulla punta della Dogana, a salutarlo, seduti sulle rive, i testimoni di una Venezia che se n’è andata per sempre, quelli che come lui amavano isole abbandonate, regate, regatanti. Come scriveva Pound anche i poeti dovevano accontentarsi di sedere sulla pietra d’Istria “perché le gondole costavano troppo, quell’anno”.
Giorgio e le “sue” isole con le quali coinvolge anche il gemello

E poi la nebbia che nasconde la gondola nera agli occhi della gente e la deposita nell’unico approdo dell’isola dei morti. In un giorno di settembre, il mese nel quale Venezia appare al poeta Alfonso Gatto come “gemma di lutto e di bianchezza eterna”. Forse Giorgio Crovato sorride guardando da quella terra circondata dall’acqua le molte altre isole sparse, i muri diroccati, le vecchie torri abbandonate, ospedali per matti chiusi in fretta e lasciati a un domani che cancella ogni traccia dell’avventura del popolo della Serenissima.
Giorgio amante della Laguna e dei suoi segreti

Lo storico, studioso scrupoloso della Laguna, autore spesso col gemello Maurizio di decine di libri su ogni angolo segreto di Venezia, dei suoi rii, del suo mare chiuso e aperto, delle maree, se n’è andato a 74 anni dopo aver combattuto contro un insidioso tumore. Si era laureato in Storia a Ca’ Foscari, aveva trovato lavoro in una grande banca del territorio, la Cassa di Risparmio di Venezia per la quale metterà insieme l’Archivio Storico sino ad allora mai realizzato, e creerà il catalogo del patrimonio artistico sino a quel momento mai catalogato e sparso anche in posti impensabili. Un’opera risultata fondamentale quando, dopo la vendita della gloriosa banca veneziana, si è rischiata la dispersione dei capolavori.
Giorgio e quella passione per la storia di Venezia

Una passione per la storia, per la sua città e per il suo territorio che lo ha portato a girare ogni angolo della laguna, isolotto per isolotto, sestiere per sestiere. Aveva incominciato nel 1977 col fratello gemello Maurizio che farà il giornalista, volto noto della Rai, speaker del Tg2 e inviato di guerra nei giorni drammatici della disgregazione della ex Jugoslavia. Insieme incominciano l’avventura lagunare per fotografare tutte le piccole isole abbandonate. Dormono per un paio di settimane in barca, fotografano, scavano, annotano. Col materiale raccolto scrivono “Isole abbandonate della laguna”, prodotto dall’Associazione Settemari. La documentazione viene esposta in un grande mostra nel giugno ’78 alla Scuola Grande di San Teodoro.
Un futuro Papa fa omaggio a Giorgio


Il successo è inaspettato, tra i visitatori anche il patriarca Albino Luciani che sta per partire per Roma, per il Conclave che deve eleggere il nuovo Papa dopo Paolo VI. Vuole vedere le fotografie della piccolissima isola di San Giorgio in Alga dove avevano vissuto tre pontefici veneziani. Luciani non fa in tempo a visitare tutta la mostra, si congeda dai gemelli Crovato dicendo: “Vado a Roma ma tornerò subito a Venezia”. Non riuscirà a tornare, sarà eletto Papa Giovanni Paolo I e dopo 33 giorni di pontificato morirà nel suo letto per infarto, in un modo ancora avvolto da un mistero rimasto insoluto dopo quasi cinquant’anni.
La lunga avventura lagunare varrà a Giorgio e Maurizio Crovato il premio nella prima edizione del Veneziano dell’anno

Fa tutto in prima persona: voga, indaga, dorme in barca e in tenda, fotografa, registra, ascolta, scrive. Sostiene la polemica, difende le sue idee, lo vorrebbero in politica da indipendente ma chiude la porta a destra e a sinistra. Non si tira indietro se c’è da discutere, gli piace difendere sino all’ultimo le proprie idee. Come quando smaschera una non limpidissima manovra per trasferire di nascosto da Venezia il patrimonio artistico della ex Carive e mostra la ricchissima catalogazione delle opere veneziane che per un vincolo non possono essere spostate dalla città se non per esposizioni a tempo.
Uno scambio che lo porta a sorridere e a conoscere personaggi illustri come Tina Anselmi

Talvolta gioca con chi lo conosce non benissimo, quando lo scambiano per il gemello Maurizio: si finge il giornalista, poi scoppia in una risata. Lo scrupolo dello storico nasconde spesso l’ironia del veneziano.


Un altro futuro Papa nella vita di un giovane Giorgio

Giorgio non perde mai la voglia di raccontare la sua terra e il suo mare. Ecco: Sant’Erasmo; via Garibaldi; Burano nel Novecento; Costantino Reyer; Storie della Voga a Venezia; Murano; Pellestrina; Venezia in divenire; Venezia nei campielli: L’uso dell’acqua lagunare: La reinvenzione di Venezia… Sono soltanto alcuni titoli della produzione di Giorgio Crovato. Senza citare il suo ruolo di intellettuale attivo in una città gelosa di se stessa e sempre guardinga con chiunque voglia raccontarla. Da segnalare la lunga attività di docente nelle lezioni di storia dei corsi di storia veneta all’Ateneo del quale è stato uno dei soci più presenti. E anche quando per raccontare le isole ripesca dall’archivio le foto di un giovanissimo Pino Donaggio e quelle di una scampagnata tra vigne e carciofi di Angelo Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII.
Venezia perde un “occhio” attento

Adesso è sulla gondola nera, anche se davvero in questo settembre costano troppo e in tempi di Mostra del Cinema le paghi più della Limousine il giorno degli Oscar davanti al Dolby Tehater di Los Angeles. Anche se adesso ogni angolo di Laguna è percorso a velocità folle e due giovani sposi sono saltati dalla barca come proiettili impazziti dopo uno scontro. Troppa follia per fermarsi a prendere nota.
Giorgio ora può sognare

Ci mancherà l’occhio attento di Giorgio, più attento alla sua Venezia che a se stesso, più aperto sui veneziani che dentro di se. Come diceva Brodskij: “A Venezia le responsabilità iniziano nei sogni”. Buonanotte Giorgio.
A Maurizio Crovato, nostro insostituibile collaboratore, e alla famiglia di Giorgio le condoglianze di tutta la redazione di www.enordest.it








































































Un caro amico di adolescenza. Sempre presente. Ciao Giorgio
Ciao Giorgio
Il tuo cuore resta a Venezia e ci hai insegnato ad usare il cuore per le ricchezze che ci circondano e la storia che ci avvolge della Nostra Venezia, che tu sicuramente continuerai a solvergliare e sicuramente metterai in ordine anche l’ ARCHIVIO, e caronte saprà indicarti la sponda dove c’è già apparecchiata la tua scrivania.Riposa in Pace Giorgio.
Grazie all’ultimo sorriso che mi hai regalato anni fa all’ Ateneo Veneto.
A MAURIZIO E TUTTI I SUOI FAMILIARI, UNITAMENTE ALLA MIA FAMIGLIA ESPRIMO LE PIU’ SENTITE CONDOGLIANZE.
RANZATO GABRIELE – 65° CORSO AVVA