L’economia è una scienza, e come scienza potrebbe essere imperfetta ma, se dovessimo valutare la storia, potremmo dire che è: ” perfetta”. Molti economisti odierni esternano delle teorie economiche su delle basi dettate dal mercato e cioè: imperfette, in quanto, un mercato senza regole è destinato a creare delle differenze sociali sempre più evidenti.
Le parole di Tremonti sull’economia

L’onorevole Giulio Tremonti, più volte Ministro dell’Economia nei governi di Berlusconi, ebbe a dire: ” il mercato libero ha la capacità di aggiustare gli errori perché è flessibile.” Questa frase è un elemento poco felice per quanto concerne l’economia di una nazione. Il mercato libero è come un oceano dove gli squali e le orche sono alla sommità della catena alimentare. E non possono essere gli stessi attori del mercato libero a dettare tali regole perché emerge un evidente e sostanziale conflitto d’interessi.
Economia e mercato libero

Da quando la politica ha smesso di essere l’ago della bilancia, il mercato libero ha di fatto commesso errori macroscopici capaci solo di implementare le disuguaglianze sociali. Purtroppo il denaro ha condizionato elezioni ed eletti e, in questo marasma, il popolo è diventato un problema. L’economia così com’è sviluppata in questo periodo, sta facendo confluire nelle mani di pochi soggetti il potere delle decisioni economiche, monetarie ed economiche di sviluppo condiviso.
Per far capire meglio il concetto di economia condivisa, serve a tutti noi di affrontare alcuni cenni storici

9 Maggio 1978, viene assassinato il Presidente Aldo Moro, uno dei Padri sostenitori della moneta di stato.

29 Giugno 1979, G7 Tokyo. Durante quell’incontro, i potenti della terra, spinti dal potere finanziario decisero di eliminare la sussidiarietà tra le nazioni che aderivano al G7. Infatti, fino a quel momento, le varie nazioni intervenivano quando una di essa era in crisi in specie con il segmento delle esportazioni, ( bilancia estera). Da quel momento, il potere finanziario e delle multinazionali ha avuto una strada facile, sempre più in ascesa, puntarono i loro investimenti sulle nazioni dette del terzo mondo. Dietro agli aiuti, si mascherava la produzione a basso costo, un vero e proprio sfruttamento di intere popolazioni per un solo obiettivo: il profitto. Oggi tutti noi la conosciamo con la parola “globalizzazione”.

In Italia: 1981, divorzio tra Ministero del Tesoro e Banca D’Italia. Questo divorzio avvenne senza che il Parlamento Italiano fosse informato e ci fu uno scontro molto aspro tra Rino Formica e Beniamino Andreatta, fatto che fece cadere il secondo Governo Spadolini.

15 Aprile 1987, misteriosamente sparisce a Roma l’economista Federico Caffè. Acerrimo nemico del sistema economico che si stava delineando.
Questi sono solo alcuni cenni storici per capire l’evoluzione dell’economia in Italia.
L’economia durante la Prima Repubblica

Durante la Prima Repubblica, iniziando dal 1964, i politici del tempo pensarono di creare in Italia una democrazia compiuta grazie al comparto economico condiviso-sociale. Il primo elemento fu quello di sostenere l’I.R.I. Il secondo elemento fu la creazione di una moneta di stato, elemento principale per non aumentare il debito pubblico e diminuire l’eventuale aumento della tassazione. Anche l’eccessiva tassazione è un peso considerevole per l’economia. Troppa tassazione comporta l’emigrazione delle imprese in nazioni più favorevoli e spesso volte più compiacenti. Desertificazione produttiva ed economica sul suolo nazionale e sviluppo ( sfruttamento) nelle nazioni compiacenti.
Economia e disoccupazione

La desertificazione dell’economia comporta ad un aumento esponenziale della spesa pubblica tramite i sussidi di stato vedi: disoccupazione, cassa integrazione e via dicendo. Con le regole odierne lo possiamo tradurre sinteticamente: “aumento del debito pubblico”. In sintesi è il cane che morde la coda.
Quasi 20 anni per un’economia con la moneta unica europea

Già nel 1975, la grande finanza stava lavorando per creare le condizioni del debito perpetuo, infatti, è in quell’anno che iniziano le manovre della moneta unica in Europa. L’Italia, essendo uno dei Paesi fondatori della Comunità Europea, non poteva estraniarsi dal progetto. L’unico scoglio da superare era la classe dirigente politica del tempo, formata da Statisti che erano nel contempo Padri Costituenti, quindi, era necessario eliminare tutti coloro che avevano intrapreso la strada della democrazia compiuta. Come ben sappiamo, il potere economico finanziario è molto paziente, sa attendere, ci vollero quasi vent’anni per arrivare al quasi compimento del loro progetto, ancor oggi quel progetto non è completamente realizzato, manca un pezzo molto importante.
Anni 50/60/70 e 80, l’Italia ebbe un ruolo importante nell’economia mondiale in specie nel Mediterraneo
L’industria italiana, grazie all’I.R.I. e alle politiche economiche sviluppate in quel periodo fecero sì, che si potesse contare su uno sviluppo economico molto importante, noi lo conosciamo come ” boom economico”. Oggi possiamo affermare senza ombra di dubbio che stiamo vivendo il fallimento economico.
Separazione tra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia
Con il divorzio tra il Ministero del Tesoro e la Banca D’Italia, il debito pubblico ebbe una grossa impennata, si passò da un 58% di debito ad un 120%. In quanto, il ministero non decide più nulla ma era il mercato che decideva il tasso d’interesse sui Titoli di Stato. Vi ricordate la frase dell’Onorevole Giulio Tremonti?
La crisi economica del 1982

1982, in Italia inizia una crisi economica derivata non dalla mancanza di economia produttiva ma da una mancanza di liquidità e da un aumento esponenziale della pressione fiscale. Qui dovrei dire che anche il sindacato fu miope sulla questione di quel periodo. Durante il periodo della Prima Repubblica, i politici di quel tempo ebbero il coraggio di imporre delle regole economiche ed il mercato per operare era costretto ad assoggettarsi, non più mercato libero ma mercato regolamentato, questo permise all’Italia di godere del boom economico.
Economia e moneta sovrana nel Mondo

Oggi, il mercato non è libero, come ci vogliono far credere, ma è condizionato da poche persone capaci di determinare ascese economiche e fallimenti. Tutto ciò è stato possibile perché nel tempo è stato possibile corrompere le classi dirigenti politiche di mezzo mondo. Oggi la Cina, l’India ed altre poche nazioni, avendo una moneta sovrana, possono esportare beni che hanno un costo molto basso e, nel contempo, incassano valuta pregiata tramite la quale possono acquisire fette di economia produttiva e di mercato nei paesi occidentali. Altro problema è la concentrazione di troppa ricchezza nelle mani di pochi. Questa situazione fa sì che i vari governi occidentali accettino delle regole capestro che accentuano il potere dei pochi e creano le condizioni di sottomissione dei molti ( popoli).
Economia e tecnologia

Anche l’avvento della tecnologia vedi: intelligenza artificiale, creazione di robot umanoidi, estrema meccanizzazione delle produzioni e via dicendo, hanno prodotto e stanno producendo dei disastri economici di immane portata. L’intelligenza artificiale sta già creando dei problemi perché sfugge spesso al controllo dell’uomo. Stesso discorso vale per i robot umanoidi, anche loro in qualche occasione si sono ribellati ai propri costruttori. Anche l’estrema meccanizzazione dei settori produttivi hanno creato disuguaglianze sociali e per sopperire questa frammentazione sociale, i politici hanno inventato i terzi settori, segmenti di economia che per certi versi sono elementi parassitari di un’economia reale.
Siamo ancora in tempo a rimediare i danni sino a qui prodotti?

Sì, ci vuole coraggio perché, come insegna la storia, chi ha intrapreso la strada della democrazia compiuta ha messo in pericolo la propria vita per difendere le istituzioni. Noi del Partito Comitato Popolare Costituente abbiamo intrapreso questa strada.











































































