Spegni questo buio è il titolo ossimorico del nuovo romanzo di Saveria Chemotti, pubblicato nel settembre dello scorso anno per i tipi de Il Poligrafo. Ma è anche il titolo scritto a mano, a penna, su un adesivo incollato sopra la copertina in finta pelle di una specie di agenda blu, nella quale la protagonista del romanzo, Anna Dandolo, detta anche Nana, ha scritto il suo diario tra il 1990 e il 2015 (p. 76).
Saveria e la vita di Anna

Una vita spesa, quella di Anna, ad accogliere bambini abbandonati, rifiutati per la maggior parte a causa di malformazioni, disabilità, le più diverse problematiche, storie che lei racconta e che vengono lette su questa agenda da Livio , il chirurgo che ha eseguito un delicatissimo intervento alla sua spina dorsale, per risolvere una grave malformazione che l’ha afflitta fin dalla nascita. Così, la storia di Anna, trovatella anch’essa, si intreccia a quella di tante vite che lei ha restituito al mondo, attraverso cure amorevoli, sacrifici e nuove opportunità.
La prima vita salvata

La prima vita salvata è proprio quella di Livio (p. 81 e segg.), a cui si susseguono quella di Eloisa, Dafne, Giovanni, Luca, Cesca, Manuela, Mattia e Paola. Ma il vero inizio di questo recupero salvifico è accaduto molti anni prima, negli anni ’60 del secolo scorso, quando è stata proprio Anna – nata con il collo storto, appoggiato in modo innaturale a una spalla che la costringerà a vedere il mondo attraverso uno «sguardo sghembo» – a essere salvata. Sarà Suor Imma – arrivata da Calcutta a Venezia dopo aver lavorato a lungo con Madre Teresa e aver denunciato certi aspetti intollerabili del suo operato («il riutilizzo degli aghi delle siringhe, l’assenza di diagnosi sistematiche, la cattiva qualità dell’igiene, la scarsa inclinazione al trattamento del dolore, la limitata trasparenza riguardo la destinazione dei cospicui fondi raccolti» (p. 25) – a prendersi cura di lei, a crescerla, a farla studiare.
In questo circolo virtuoso, Livio, divenuto neurochirurgo di fama internazionale, deciderà di tentare un intervento sperimentale che risulterà perfettamente riuscito dal punto di vista tecnico (p. 10-14), ma che riserverà un’inattesa complicazione: Anna, Nana, non si sveglia dall’anestesia. Spegnere anche quel buio sarà l’angoscioso impegno che Livio non smetterà di perseguire, fino all’ultima pagina del romanzo.
Saveria e il suo romanzo

Un romanzo carico di empatia, di compassione, mai pietistica, che Saveria Chemotti prova per l’umanità dolente dei diseredati e di cui aveva già dato prova nel romanzo Quella voce poco fa (Iacobelli editore, 2019) che racconta la storia di una bambina deforme che però ha un dono: una voce celestiale che le permetterà, pian piano, di superare il disgusto della gente di fronte al suo aspetto e di costruirsi un futuro e trovare anche l’amore (cfr.: https://www.enordest.it/2021/02/07/saveria-chemotti-la-signora-della-scrittura/). Una storia che racconta anche la forza dell’amore genitoriale non biologico, tema che l’autrice aveva già affrontato nel romanzo Siamo tutte ragazze madri (L’Iguana editrice, 2018).
Per spegnere il buio, ci dice l’autrice, è necessario lasciar entrare nelle nostre vite la luce dell’aiuto, del soccorso, dando delle opportunità a chi è stato abbandonato, rifiutato, e non lasciarlo mai solo. Nelle note infatti scrive: “Spegnere il buio significa scoprire i volti offuscati dei bambini e dei ragazzi, l’essenza della loro anima, i vincoli del loro cammino intricato e la loro dimensione di persone in difficoltà. […] la loro imperfezione è un cunicolo dove vanno accese le lampade che erano spente quando sono apparsi.” (p. 165).
Chi è Saveria Chemotti

Saveria Chemotti ha insegnato Letteratura italiana moderna e contemporanea e Letteratura italiana di genere e delle donne presso l’Università di Padova. Ha scritto numerosi saggi sulla narrativa e la poesia del Novecento italiano e dedicato molte ricerche alla storia e alla scrittura delle donne. Ha pubblicato i romanzi: La passione di una figlia ingrata (2014), Ti ho cercata in ogni stanza (2016), Siamo tutte ragazze madri (2018) con l’editrice L’Iguana; A che punto è il giorno. Racconti (Apogeo, 2019); Quella voce poco fa (Iacobelli, 2019), Ci darà un nome il tempo (Iacobelli, 2022). Per Il Poligrafo dirige la collana “Soggetti rivelati. Ritratti, storie, scritture di donne”. Vive e lavora a Padova.
Saveria Chemotti, Spegni questo buio, Padova, Il Poligrafi, 2025.































