Luglio sta per uscire dalle nostre vite lasciando spazio ad un mese che si annuncia strepitoso dal punto di vista astronomico. C’è attesa infatti per l’eclissi solare del 12 agosto, ben 2 minuti di buio totale in Groenlandia, Islanda e Spagna. In Italia sarà solo parziale ma ugualmente magica. L’eclissi ha sempre qualcosa di ancestrale e letterario, per questo vi invitiamo a scrutare gli orizzonti perduti in libreria. Ci sono grandi sorprese e solide conferme. e senza bisogno di intelligenza artificiale
Con l’eclisse e senza intelligenza artificiale entriamo alla Lovat

Andiamo subito a sfogliare alcune pagine del medagliere in compagnia della nostra fantastica Libreria Lovat presidio delle novità editoriali e autentico luogo d’incontro con autori e autrici. Due belle sedi: Villorba (Treviso) e Trieste.
Ecco la classifica con i primi dieci titoli del momento:
1 Gotto Gianluca, CI BASTERA’ MANGIARE IL VENTO, Mondadori
2 Tuti Ilaria, ED È UN POCO LA NOTTE E UN POCO L’ALBA, Longanesi
3 Mari Michele, I CONVITATI DI PIETRA, Einaudi
4 De Gregorio Concita, LA CURA, Einaudi
5 Stefania S, RED. OLTRE IL CUORE, Sperling & Kupfer
6 Leone XIV, MAGNIFICA HUMANITAS, Libreria Editrice Vaticana
7 Crepet Paolo, RIPRENDERSI L’ANIMA, Harper Collins
8 Righetto Matteo, LO ZEN E L’ARTE DI ANDARE A FUNGHI, Feltrinelli
9 Manzini Antonio, I TRAMEZZINI DI ROCCO SCHIAVONE, Sellerio
10 Galiano Enrico, IL CUORE NON VA A DORMIRE, Einaudi
L’evento letterario della settimana porta la firma di Robert Francis Prevost; l’umanità che disarma l’intelligenza artificiale

In libreria e subito nel medagliere la prima attesissima enciclica di Papa Leone XIV: Magnifica humanitas (Libreria Editrice Vaticana) – Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Decisamente di grande attualità per il tema affrontato dal Pontefice accolto con interesse trasversale considerato l’impatto delle nuove tecnologie sulla nostra vita. Leggiamo un frammento dell’introduzione che pone le basi per infinite riflessioni: La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. Il potere del digitale è immenso e per questo l’enciclica chiede regole chiare come tracciabilità e trasparenza degli algoritmi. La concentrazione di queste risorse in mano a pochi soggetti rischia di creare grandi disuguaglianze. Dipendenze, manipolazioni, violazioni della privacy, pericoli enormi nel settore degli armamenti. Anche per questa ragione Papa Leone utilizza una definizione molto efficace: disarmare l’IA. La potenza delle nazioni oggi dipende sempre più da brevetti, piattaforme digitali, infrastrutture tecnologiche. È indispensabile quindi proteggere la persona umana in epoca di intelligenza artificiale. Tra i temi di giustizia prioritari ci sono i migranti che non dovrebbero essere solo un problema da gestire. Si tratta di donne e uomini che lasciano il proprio paese a causa di povertà, violenze, mutamenti climatici e che hanno diritto a risposte degne di umanità e accoglienza. Papa Leone è nato il 14 settembre 1955 a Chicago ed è stato vescovo in Perù nel 2014. È stato eletto Papa l’8 maggio 2025.
C’è una ventata di umanità in tutti i libri presenti questa settimana nel medagliere. Sembra una cosa magnifica!

Il protagonista di questo romanzo ha paura di confrontarsi con l’umanità, ma ne troverà un pezzetto in ascensore e da quel momento dovrà modificare i parametri della sua vita. Sempre ai vertici della classifica il nostro travolgente nomade digitale Gianluca Gotto: Ci basterà mangiare il vento (Mondadori). Titolo che si ispira ad una espressione malese come “mangiare il vento” sinonimo di uno stato d’animo leggero e gioioso, un sentimento che proviamo quando facciamo piccole cose generalmente considerate inutili, probabilmente molto diverso dal nostro “parlare al vento” che assume sempre un’accezione negativa. La nuova storia dello scrittore torinese è ambientata tra Singapore e Torino. Luoghi magici e perfetti per incontri enigmatici.
Nello spaventoso conflitto della Seconda Guerra Mondiale una donna cerca amore e compassione

Secondo posto nel medagliere per la scrittrice di Gemona del Friuli Ilaria Tuti: Ed è un poco la notte e un poco l’alba (Longanesi). Estate del 1944, un contingente cosacco invade il Friuli, nella Zona libera della Carnia. Storia devastante di un conflitto nel quale una donna cerca frammenti di compassione e umanità tra popoli diversi. Una strategia per sconfiggere l’odio e l’inutilità della guerra. Ilaria Tuti ha studiato Economia ed è appassionata di pittura. Ha fatto anche l’illustratrice per una piccola casa editrice. Ha esordito con il thriller Fiori sopra l’inferno ideando Teresa Battaglia, commissario di polizia di Udine, profiler dalla grande capacità investigativa portata sullo schermo da Elena Sofia Ricci.
Tutti stregati da Michele Mari

Sale in classifica il neo vincitore del Premio Strega che ci coinvolge con una storia molto particolare: I convitati di pietra (Einaudi). Lo scrittore milanese è anche traduttore, poeta, filologo e docente di letteratura italiana. Utilizziamo questo piccolo frammento come incipit del romanzo: 2 luglio 1975: la data fatidica in cui una classe del liceo, festeggiando con una cena il primo anniversario dell’esame di maturità, decide di stipulare un accordo di sangue e denaro. Ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra, e il capitale sarà investito in modo da generare – col trascorrere dei decenni – un’autentica fortuna”.
Quando prendersi cura degli altri significa anche curare noi stessi

Sempre tra le prime postazioni una giornalista dal volto internazionale con una sensibilità che è riuscita a trasmettere a un pubblico vastissimo Concita De Gregorio: La cura (Einaudi). Il suo romanzo da molto tempo al centro dell’attenzione editoriale lancia nuove strategie per affrontare il dolore, come bellezza e leggerezza. Una riflessione piena di umanità per sconfiggere ogni stereotipo legato alla malattia con una scrittura emozionante, ironica e ricca di aneddoti.
Ama la musica e i viaggi intorno al mondo, è diventata celebre con la serie bestseller Love me love me

Entra in classifica: Red. Oltre il cuore (Sperling & Kupfer) di Stefania S, nome d’arte di Stefania Serafini scrittrice italiana molto amata dai Millennial e dal mondo Romance grazie anche alla sua presenza sulla piattaforma Wattpad che ha lanciato le sue opere. Ora viaggia con un milione di copie vendute e traduzioni in Francia, Germania e Stati Uniti. Dal primo volume della serie è stato tratto anche un film che ha registrato un grande successo internazionale.
Dalle novità alle conferme dove l’anima è sempre al primo posto

Tra le scelte del pubblico sempre in evidenza Riprendersi l’anima (Harper Collins) di Paolo Crepet. Il celebre psichiatra e sociologo ha realizzato un mosaico di storie meravigliose unite a riflessioni personali. Un viaggio dell’anima tra gli arcani della mente e del cuore. Un libro che è stato definito antidoto contro l’omologazione e i rischi della tecnocrazia.
I tramezzini

E mentre Antonio Manzini continua a sorprenderci con I tramezzini di Rocco Schiavone (Sellerio), da sottolineare con piacere la presenza costante di due protagonisti che hanno cuore e anima a nordest.
Zen e funghi

Da Padova viene lo scrittore e filosofo della montagna Matteo Righetto: Lo zen e l’arte di andare a funghi (Feltrinelli). Filosofo della montagna che ha esordito nel 2012 con Savana Padana. La sua Trilogia della Patria è diventata un evento editoriale internazionale, tradotta in molti paesi del mondo, dagli Stati Uniti all’Australia. Lavora molto anche per il cinema e il teatro. In questo libro scopriamo che andare a funghi non è solo un classico passatempo, ma un rituale antico. Approccio spirituale laico, invito alla meditazione tra le magie del bosco dove, oltre che trovare qualcosa, l’essenziale è perdersi.
Il prof. che tutti vorremmo

Da Pordenone viene il mitico professore che non abbandona mai i suoi studenti e nemmeno le classifiche. Enrico Galiano: Il cuore non va a dormire (Einaudi).In questo romanzo narra l’inquietudine dei sentimenti sottolineando che il nostro cuore, non si lascia mai ingannare. Pensando alle insidie della nostra era digitale, ecco un esempio di come dovrebbe essere questo strumento tecnologico se utilizzato bene e con intelligenza come fa Enrico Galiano che ha creato la webserie Cose da Prof superando venti milioni di visualizzazioni su Facebook.
Buona lettura!













































































Dott.ssa Elisabetta, non immaginavo vedere alla porta di Agosto un libro con un argomento così serio, per di più edito dalla Libreria Vaticana. Ho trovato pubblicata on line la LETTERA ENCICLICA MAGNIFICA HUMANITAS DEL SANTO PADRE LEONE XIV SULLA CUSTODIA DELLA PERSONA UMANA NEL TEMPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, quindi è disponibile a tutti, senza acquistare il libro. Io credo che i timori di Benedetto XIV siano condivisibili come tutti gli aspetti della società dove l’interesse, la ragione di Stato, la pianificazione di una guerra, il principio dell’efficienza ad ogni costo, ma anche cose più semplici come copiare una versione dall’italiano al greco antico durante un esame, trasformino l’uso dell’Artificial intelligence come un modello senza una verifica etica. Però siamo arrivati al punto che non potremo più fare a meno di questo strumento. Mi viene da pensare a come ha reagito la Chiesa davanti alle scoperte di Galileo, agli studi filosofici di Giordano Bruno, alla pena di morte tenuta in piedi in Vaticano, in modo atroce, fino alla fine dell’Ottocento, mentre già dal 1764 Cesare Beccaria si schierava contro la pena di morte. Per non parlare in tempi recenti dell’azione pesante contro la legge sul divorzio. Le emergenze etiche ci sono sempre state, ma la Chiesa ha assunto posizioni reazionarie in quasi tutti gli aspetti. Ora i timori per un uso improprio dell’intelligenza artificiale sono condivisi da tutti, ma il problema è definire cosa vuol dire uso improprio? La minaccia alla dignità umana avviene spessissimo, anche quando l’AI toglie posti di lavoro ad un operaio con famiglia. Per fortuna che il Papa si sofferma sulla centralità della giustizia sociale nel lavoro. Ora vedremo come inciderà effettivamente questo strumento nella vita quotidiana.