Continua su http://www.enordest.it la nuova rubrica dal titolo “Itinerari”. Ogni domenica sarò felice di presentarvi voci e storie tra Nordest e Sardegna, terre straordinarie tra cui vivo e lavoro. Vi accompagnerò lungo itinerari culturali, turistici ed imprenditoriali ricchi di fascino e creatività, che conto sapranno informare ed emozionare chi vorrà farci compagnia. Oggi con “Itinerari” vi porto a conoscere Casa Camboni, antica dimora storica e B&B nel cuore di San Vito, delizioso paese del Sarrabus nella Sardegna sud-est. Un itinerario davvero speciale che vi sorprenderà. Buona lettura!
Casa Camboni dove il tempo racconta

Ci sono luoghi che non si limitano a custodire il tempo: lo raccontano. Tra le vie di San Vito, nel cuore del Sarrabus, dove il profumo degli agrumi si mescola al respiro del mare e delle montagne del sud-est dellisola, sorge un’antica casa padronale che attraversa i secoli con discreta eleganza: Casa Camboni, una delle dimore storiche più rappresentative del centro di San Vito. Costruita nella seconda metà dell’Ottocento, intorno al 1850, la dimora testimonia il periodo di maggiore prosperità economica del paese, legato allo sviluppo dell’attività mineraria nella Sardegna sud-orientale. La casa fu fatta edificare da Daniele Vargiolu, che aveva accumulato ricchezza grazie ai proventi derivanti dai permessi di sfruttamento minerario.
Casa Camboni dove il tempo non passa




Casa Camboni conserva gli ambienti originali e racconta la vita quotidiana, le professioni e le tradizioni del territorio. Nel 1881 la proprietà passò alla famiglia Camboni, dalla quale prende il nome ancora oggi. Il Comune di San Vito la cita come uno degli esempi più significativi dell’architettura civile ottocentesca del paese, nata proprio durante il boom economico delle miniere del Sarrabus, regione storica della Sardegna sud orientale compresa tra i Gerrei, il campidano e il Mar Tirreno.
Molto più di una casa. Qui c’è il profumo delle spiaggie e degli stagni




Questo territorio intatto e suggestivo, è noto per il contrasto tra montagne, pianure alluvionali, spiagge e stagni. Casa Camboni rappresenta molto più di una semplice abitazione storica: è una testimonianza concreta della stagione d’oro delle miniere del Sarrabus, dell’evoluzione sociale ed economica di San Vito nella seconda metà dell’Ottocento e dell’architettura tradizionale delle dimore signorili sarde. Le antiche mura in pietra, i cortili silenziosi e gli ambienti segnati dalla vita quotidiana di un tempo sono la testimonianza di una Sardegna autentica, fatta di lavoro, tradizioni e legami profondi con la terra.
Una casa che conserva un segreto




Varcando il grande portone di ingresso della Casa, che si affaccia sulla via principale di San Vito, vengo travolta dalla bellezza di questa magnifica dimora, dove ogni angolo racconta antiche vicende familiari, lavoro e intraprendenza, cura e amore per ogni dettaglio. Il delizioso cortile interno è incorniciato dalle ampie vetrate ad arco della casa, mentre fiorellini e piante rampicanti decorano gli spazi esterni con tocchi di verde e di poesia. Dal cortile si può accedere a diversi ingressi: quello della casa padronale, ma anche quello dell’antica farmacia, una vera bomboniera dove si possono ammirare oggetti storici di grande valore: gli arredi originali, il laboratorio galenico, i vasi da farmacia, le bilance, i mortai, le bottiglie in vetro e gli strumenti utilizzati per preparare i medicinali, libri di ricette, formulari e cimeli della prima guerra mondiale.
Quando era una farmacia






La farmacia fu aperta nel 1905 da Giuseppe Camboni, che istituì quella che viene ricordata come la prima farmacia del paese. Il primo farmacista fu il dottor Luigi Camboni. Dopo la sua morte durante la Prima guerra mondiale, la gestione passò al dottor Giovanni Camboni. La farmacia venne poi trasferita in una sede più ampia, mentre gli arredi e il laboratorio originali sono stati conservati e oggi fanno parte del Museo di Casa Camboni. Oltre alla farmacia, all’interno della casa padronale è stato allestito un affascinante Museo Etnografico: elemento distintivo è il fatto che gli ambienti sono rimasti sostanzialmente intatti, permettendo al visitatore di entrare in una vera abitazione storica, anziché in una semplice esposizione di oggetti. Nelle sale dedicate ai mestieri tradizionali, sono esposti attrezzi agricoli, strumenti artigianali e oggetti della cultura materiale del Sarrabus.
Il tour della casa padronale è un susseguirsi di sensazioni ed emozioni




In ogni angolo della casa, sembra di avvertire la benevola presenza degli antichi proprietari. Di chi ha amato profondamente questa antica casa e, in fondo, non l’ha mai lasciata. Nella cucina tradizionale – dove si possono ammirare il focolare, gli utensili in rame, le ceramiche e gli oggetti della vita domestica – sembra di sentire riecheggiare le risate dei bambini che aspettano i dolci fatti in casa dalla mamma e dalla nonna. Le camere arredate con mobili originali sorprendono per l’elegante semplicità degli arredi e dei tessuti sardi.
Un viaggio nella memoria

Entrare a Casa Camboni significa compiere un viaggio nella memoria collettiva del paese, riscoprendo il fascino di un patrimonio che continua a vivere attraverso le storie di chi lo ha abitato e di chi oggi ne custodisce l’eredità. È un invito a rallentare, ad ascoltare il passato e a lasciarsi sorprendere dalla bellezza senza tempo di una delle più significative testimonianze della storia di San Vito. Dal punto di vista architettonico, Casa Camboni conserva le caratteristiche tipiche delle grandi case padronali del Sarrabus: un importante portale d’ingresso affacciato sulla via principale; un ampio cortile interno, cuore della vita domestica; ambienti di rappresentanza con soffitti alti e decorazioni d’epoca, elementi costruttivi tradizionali in pietra, legno e ferro battuto, restaurati con attenzione nel corso degli ultimi decenni.
La casa restaurata


Negli anni Duemila la casa è stata restaurata e trasformata in una dimora storica aperta all’ospitalità, mantenendo però il carattere originario. Oggi ospita un bed & breakfast ed è spesso inserita negli itinerari culturali dedicati alla storia mineraria del Sarrabus. Per chi decide di regalarsi un soggiorno a Casa Camboni, è possibile esplorare il territorio circostante alla scoperta di angoli suggestivi che raccontano il fascino di una Sardegna più intima e sorprendente. Si può partire da un bellissimo tour alla scoperta di San Vito, uno dei borghi più autentici del Sarrabus. Pur essendo meno noto delle vicine spiagge di Villasimius o Costa Rei, custodisce una storia millenaria e diverse curiosità. Il territorio era abitato già oltre 5.000 anni fa.
La storia millenaria

Nella località di Sa Cunserva sono stati ritrovati reperti della cultura prenuragica di Ozieri, tra cui frammenti di ossidiana e ceramiche. Il nome è legato ad un antico culto cristiano: il paese prende il nome da San Vito. Il culto del santo nel Sarrabus è documentato già nel 591 d.C. in una lettera di Papa Gregorio Magno, una delle testimonianze più antiche della presenza cristiana nella zona. Il paese sorge in una terra di miniere d’argento: tra Ottocento e Novecento il Sarrabus fu uno dei principali distretti minerari della Sardegna. La vicina miniera di Monte Narba impiegava centinaia di lavoratori ed era tra le più importanti per l’estrazione di argento e piombo. Oggi questa storia è raccontata nel museo “La Via dell’Argento”.
Il territorio è anche ricco di testimonianze archeologiche

Nei dintorni si trovano nuraghi, domus de janas, resti punici e romani. Tra i siti più conosciuti c’è il Nuraghe Asoru, testimonianza della civiltà nuragica che abitava il territorio oltre 3.000 anni fa. Tra gli edifici religiosi più significativi ci sono le chiese di San Lussorio, di Santa Barbara e di Sant’Elena, alcune delle quali conservano elementi costruttivi di tradizione bizantina. San Vito è famoso anche per le sue coltivazioni di arance, limoni e mandarini, favorite dal clima mite e dalla fertilità della valle del Flumendosa.
Una curiosità: il costume tradizionale di San Vito è tra i più eleganti della Sardegna

E’ riccamente decorato con ricami e gioielli in filigrana ed è ancora indossato durante le feste religiose e folkloristiche. Un “paese nell’entroterra” ma vicino al mare. Pur trovandosi tra colline e campagne, San Vito dista pochi minuti dalle belle spiagge di Porto Corallo e Porto Tramatzu, nel vicino Comune di Villaputzu. Dista pochi km dalle suggestive spiagge di San Giovanni, Cristolaxedu, Colostrai e Feraxi. E dista solo una ventina di minuti da spiagge spettacolari come Costa Rei e poco più da Villasimius. Un itinerario indimenticabile per chi vuole conoscere un territorio antico e respirare il fascino del passato in una delle dimore storiche più belle che abbia mai visitato in Sardegna.













































































