Mapei per la cultura. Il bel dibattito con i bambini sul bene e sul male in tv, con Valentina Pigmei, parmigiana.
Il tour del Mapei
Lo stadio, a spiegarlo Alec Invernizzi, futuro ad del Sassuolo calcio, e Andrea Lorenzi, direttore dell’impianto.
Il tour all’interno dell’impianto è emozionante

L’antipasto era individuale, a bordo campo, poi l’esperienza collettiva. Con bambini e genitori, soprattutto, e a spiegare Invernizzi e Lorenzi, noi eravamo nel gruppo del maltese, molto preparato, ma non è una sorpresa. L’ingresso nello spogliatoio dei calciatori, a fianco dallo staff, poi la sala stampa, la tribuna stampa e la visione del campo da lì, la discesa a piano terra, sino all’uscita, con tante domande, sempre brillantemente risposte, in particolare sulla storia dell’impianto ideato da Franco dal Cin e all’epoca di proprietà della Reggiana. “Ma l’area è pubblica e la Mapei ha investito tanto per ammodernare l’impianto e per avere lo standard Uefa”.
Il buon uso del Mapei

Una giornata del genere scalda il cuore, in particolare a Simona Giorgetta, la nipote di Giorgio Squinzi, figlia di Laura, la sorella del patron, che intervistammo per Il Messaggero, di Roma, e, ci auguriamo, per Il Gazzettino, quando il Sassuolo di Roberto de Zerbi era primo in serie A, idem la squadra femminile e sempre prima era la formazione di primavera maschile. Non più di 40 persone, nel giro dello stadio, peccato.
Resta l’orgoglio dell’architetto Simona Giorgetta di provare a far vivere lo stadio ogni giorno, come pensò già Franco Dal Cin, l’ideatore

Ogni club dovrebbe imitare il Mapei stadium, esemplare, sobrio ma completo. Il giro dell’impianto dovrebbe essere possibile ovunque ogni settimana, soprattutto gratuito. Modena, volley, lo proponeva al palaPanini a 100 euro, con la presidente di Catia Pedrini. E vivere lo stadio ogni giorno sarebbe il massimo. Al Sassuolo manca solo un bel museo, in paese e nell’impianto intitolato Mapei e alla città del primo tricolore.






























