Mancano pochi giorni alla chiusura di una piccola mostra (“L’erbario di Pio Bolzon, un viaggio nella memoria botanica tra storia, arte e fotografia”, a cura di Silvano Rodato, Danilo Gasparini, Orietta Dissegna, Monica Celi) che vuole valorizzare la figura di Pio Bolzon, botanico dell’Ottocento, attraverso l’esposizione del suo erbario, conservato, catalogato e digitalizzato dal Museo Civico di Asolo. Fino al 21 giugno prossimo questa occasione è sicuramente un motivo in più per una gita al bellissimo borgo ricco di storia, indissolubilmente legato alla vita di tre grandi donne: Caterina Cornaro, Eleonora Duse e Freya Stark.
L’erbario di Bolzon

L’erbario di Bolzon è affiancato e messo in dialogo con altri illustri botanici veneti come Pier Andrea Saccardo, Lino Vacacri e Renato Pampanini in un percorso espositivo che racconta una stagione di rinnovata e rigorosa ricerca scientifica. Gli erbari storici sono affiancati da preziosi volumi rinascimentali, da un raro erbario artistico acquarellato dalle sorelle Lopoukhine e dalle raffinate fotografie di Fabio Zonta.
Nell’erbario asolano di Bolzon le erbe si suddividono in tre grandi sezioni.

- Le erbe per la salute, dette anche officinali o medicinali, che contengono principi attivi utilizzati per curare le malattie e preservare il benessere.
- Le erbe per la bellezza, che contengono proprietà benefiche utilizzate per la cura della pelle, dei capelli e del corpo attraverso l’uso in cosmetici, infusi, impacchi e tisane.
- Le erbe per la cucina, vale a dire le piante le cui foglie, fiori, frutti, semi o germogli si possono consumare da sole o con altre entità, per insaporire piatti o bevande.
La storia dell’erbario ritrovato nei depositi del Museo Civico di Asolo

Questo erbario venne ritrovato nel 2013 durante una ricognizione nei depositi del Museo Civico di Asolo, contenuto in una piccola cassa di legno chiusa a chiave. Al suo interno furono rinvenute 158 specie vegetali essiccate, ciascuna accuratamente montata su un proprio foglio, conservato tra pagine di giornali d’epoca. La collezione abbraccia un arco temporale che va dal 1889 al 1925, come risulta dai cartellini allegati a ogni esemplare. Un dettaglio particolarmente affascinante: i fogli di giornale, stampati con inchiostro ad alto contenuto di piombo, hanno preservato inconsapevolmente le piante da parassiti, rivelandosi un efficace metodo di conservazione.
Una “chicca” per la Duse




Da visitare, nel Museo, anche la Pinacoteca e le sale dedicate a Eleonora Duse, grande dea del teatro che scelse il borgo come sua ultima dimora e Freya Stark, scrittrice e fotografa inglese che oggi riposa poco distante dall’attrice italiana.
Info

Museo Civico di Asolo
Tel. 0423 952313
info@museoasolo.it







































