Il Padova si gioca molto più di tre punti. Oggi, sabato 24 ottobre alle 15, i biancoscudati di Calabro scendono in campo al Partenio Lombardi contro l’Avellino di Nesta, nell’ottava giornata di Serie B, con il peso di tre sconfitte consecutive e di sette punti raccolti in altrettante partite. Contro la Carrarese e contro la Virtus Entella la squadra ha smarrito lucidità, equilibrio e identità, e la classifica comincia a farsi scomoda. La trasferta in Irpinia è il primo dei tre esami ravvicinati che possono indirizzare la stagione.
Una settimana difficile, ma con la fiducia del club
Dopo il 2 a 1 subito all’Euganeo dall’Entella la posizione dell’allenatore è finita sotto osservazione. La società ha scelto la linea della continuità: secondo quanto riportato da Sky Sport, già nella serata di sabato scorso la dirigenza aveva valutato la situazione e deciso di proseguire con Calabro. Il vicepresidente Banzato, ai microfoni di PadovaSport.tv, ha confermato che al momento non si pensa all’esonero e che non esistono ultimatum in vista della sfida di Avellino, parlando di un trittico complicato di partite, tra Avellino, Südtirol e Catanzaro.
Il tecnico non nasconde il momento. Ha ammesso che è stata una settimana difficile, ma ha detto di sentire la fiducia della società e ha definito l’Avellino un avversario pericoloso, con parole di grande stima per Nesta, che conosce dai tempi delle giovanili della Lazio e che ha descritto come una persona eccezionale. Un tono più disteso di quello che si respira intorno alla squadra, perché l’Euganeo ha già fatto sentire la propria insofferenza.
Il Padova tra assenze e ballottaggi
L’infermeria resta affollata. Mancano Zanimacchia, Caprari, ancora ai box dopo il trauma osseo rimediato contro la Carrarese, e Lasagna, fermatosi nel corso della sfida con l’Entella. Il resto della rosa è a disposizione, come indica la lista dei convocati diffusa dal club.
Le assenze condizionano soprattutto l’attacco. In attesa delle scelte ufficiali, Calabro dovrebbe confermare il 3 5 2 e puntare su Moro e Artistico come coppia offensiva, con Seghetti pronto a giocarsi le sue carte a gara in corso. Il punto interrogativo riguarda il centrocampo, dove Carissoni e Cocchi sono in vantaggio sulle fasce e il terzetto interno potrebbe essere formato da Galazzi, Fusi e Zuelli, anche se il nome di Giunti continua a circolare.
L’attacco resta il tema più delicato. Tra i marcatori stagionali del Padova non compare nessun attaccante: le reti sono arrivate da centrocampisti e difensori e dalle autoreti avversarie, compresa quella di Di Mario contro l’Entella. Artistico, considerato dagli addetti ai lavori uno dei lussi della cadetteria, è chiamato a trasformare in gol la qualità che mostra nelle azioni.
Cosa deve correggere la squadra
Contro l’Entella i problemi sono stati quelli di sempre. Il pareggio di Tiritiello è nato da un angolo, con la difesa ferma in area e l’avversario libero di concludere, mentre il 2 a 1 di Guiu è arrivato su una semplice azione sulla fascia, senza che nessuno chiudesse. Disattenzioni a cui si somma un difetto ormai cronico, quello dei primi quindici minuti, in cui il Padova tende a perdere concentrazione. Alla vigilia dell’Entella Calabro aveva chiesto cattiveria agonistica e pressing costante, e il campo ha raccontato altro. Ad Avellino non serviranno rivoluzioni tattiche, ma una squadra più compatta, che non regali metri e non conceda occasioni da fermo.
Un Avellino da playoff

Di fronte c’è una squadra che si sente forte. I Lupi arrivano dal pareggio sul campo del Cesena e occupano la zona playoff con 11 punti, quattro in più del Padova. Nesta ha lanciato la sfida con umiltà e ambizione come parole d’ordine, dichiarando di non volersi accontentare, e dovrebbe confermare il 3 5 2 con Martinelli tra i pali, la linea difensiva composta da Izzo, Venturi ed Enrici, e davanti il tandem Russo e Cheddira, fiore all’occhiello del mercato estivo. Restano da sciogliere i dubbi legati alle condizioni di Izzo, reduce da un attacco febbrile, e due ballottaggi: a centrocampo tra Palumbo e Di Maggio, in attacco tra Cheddira e Favilli.
Per l’Avellino si apre anche un ciclo ravvicinato: dopo il Padova, martedì 27 ottobre sarà ospite dell’Entella e domenica 1 novembre riceverà il Pisa. Questo può spingere Nesta a gestire le energie, ma difficilmente a rinunciare all’undici che ha ben figurato al Manuzzi.
Avellino – Padova: le probabili formazioni
Avellino (3-5-2): Martinelli; Izzo, Venturi, Enrici; Missori, Palumbo, Palmiero, Besaggio, Moruzzi; Russo, Cheddira. Allenatore Nesta.
Padova (3-5-2): Sorrentino; Dellavalle, Lovato, Pastina; Carissoni, Galazzi, Fusi, Zuelli, Cocchi; Moro, Artistico. Allenatore Calabro.
Una partita da non sbagliare
Più che una questione di schemi, oggi servono atteggiamento e nervi saldi. Il Padova ha dimostrato di poter creare occasioni, ma anche di sciogliersi alla prima difficoltà, e contro un Avellino organizzato non ci sarà spazio per i cali di concentrazione che hanno segnato le ultime settimane. Un risultato positivo ridarebbe ossigeno a un ambiente in apnea, in vista del Südtirol di martedì sera all’Euganeo, alle 20, e della trasferta di Catanzaro di sabato 31 ottobre. Un altro passo falso renderebbe invece inevitabile una riflessione profonda, anche su chi siede in panchina.












































































