A Palermo una bambina di quattro anni è morta di difterite, una malattia diventata rarissima grazie a una vaccinazione efficace e a decenni di coperture elevate. In Italia l’antidifterica è compresa tra le vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge 119 del 2017, è offerta gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale e l’adempimento dell’obbligo è un requisito per l’accesso ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia. Se una legge è ritenuta superata, la politica dispone di tutti gli strumenti per modificarla. Finché resta in vigore, però, chi governa ha il dovere di sostenerne l’applicazione e di spiegare ai cittadini perché esiste. Noi abbiamo chiesto al Dottor Umberto Tirelli, primo al mondo per varietà di patologie studiate e tra gli scienziati più famosi a livello planetario di illustrarci la situazione
Le reazioni
In Sicilia le istituzioni sanitarie hanno parlato. L’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, è intervenuto il giorno della morte richiamando il valore della vaccinazione e l’Asp di Palermo ha avviato tracciamento e profilassi. Il 24 agosto la Regione ha istituito una task force per monitorare i casi e recuperare le coperture vaccinali. L’Istituto superiore di sanità, confermando la diagnosi, ha ricordato che non esiste alcuna correlazione tra vaccini e autismo. A tacere sono i vertici politici. Alla mattina del 28 agosto, otto giorni dopo la tragedia, non risultano dichiarazioni pubbliche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro della Salute Orazio Schillaci né di Maria Rosaria Campitiello, a capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie.
L’intervista al Dottor Tirelli

Dottor Tirelli, da poco è esploso il caso della bambina morta per difterite perchè non vaccinata dai genitori. Questo ha riaperto la discussione tra pro vax e no vax

“Dopo il Covid c’è stato un generale calo di vaccini in Italia. Soprattutto nel Sud e questo giustifica il fatto anche dell’aumento dei casi di morbillo o difterite come è avvenuto negli USA dove . Poi la diffusione della fake news che i vaccini creino l’autismo. E questa bufala è basata sul protocollo Wakefield che è stato poi smentito e lo stesso medico condannato e radiato per aver diffuso notizie false”.
I genitori della bambina sono vaccinati, ma non hanno vaccinato la figlia perchè convinti che i vaccini abbiano reso autistico il cugino. Ma davvero possono esserci correlazioni?
“No affatto, come ho appena detto. Altri studi di riflesso australiani e inglesi hanno smentito clamorosamente questa testi. Poi c’è l’ignoranza, ossia la mancata conoscenza tra vaccini preventivi e terapeutici come ad esempio, per ultimo, quello per il melanona. C’è stato un tragico caso di epidemia di epatite B in Indonesia poco tempo fa e questo è stato dovuto alla mancata vaccinazione. L’epatite B è pericolosa e oltre a creare danni fisici rilevanti, predispone anche ai tumori epatici. O, per far un altro esempio, l’importanza del vaccino contro l’HPV che è un vaccino preventivo dove in Scozia i tumori all’utero sono crollati ma anche i tumori alle tonsille e dell’ano retto proteggendo così milioni di giovani ragazzi”.
Il Covid sembra aver tolto fiducia nei vaccini ma anche nei medici, eppure ancora i sintomi come il long covid che lei conosce bene sono presenti

“Non si tiene mai conto che ci sono stati due studi francesi importantissimi con l’analisi di 22.000.000 di vaccinati contro 6.000.00 di non vaccinati in cui viene smontata la tesi della morte legata al vaccino. In Ontario è stato fatto lo studio sul rischio di morte improvvisa dove si è anche dimostrato il contrario e che non ci sono correlazioni. E parliamo di test fatti su 10.000.000 di persone”.
I no vax accusano le big farma di speculare sui vaccini, ma se così fosse allora perchè nessuno ha mai creato un vaccino contro l’AIDS?
“Vaccini importanti e sicuri, ovviamente possono avere degli effetti collaterali, come tutti i farmaci. Io stesso sto studiando gli effetti del long covid ed è bene ricordare che prima del Covid c’è stata la Sars come evidenziato dal collega Urbani che è morto proprio per questa infezione nel 2002/03 che ha colpito soprattutto Cina e paesi orientali e sono morti oltre il 10% degli infettati con una percentuale molto più alta rispetto al Covid che abbiamo avuto noi”.
Dottor Tirelli lei da poco ha pubblicato uno studio fondamentale in cui smonta tutte le tesi che collegano vaccini con autismo e morti improvvise. Perchè la gente è ancora convinta del “complottismo”?

“Rispondo chiedendo perché non esiste un vaccino contro l’HIV o il SARS. I primi casi di COVID-19, come sappiamo, sono stati identificati nella città di Wuhan nel dicembre 2019. L’OMS ammette che in questa fase non è possibile determinare con precisione come gli umani in Cina siano stati inizialmente infettati. Tuttavia, ci viene in aiuto l’esperienza dell’epidemia di SARS del 2002, provocata da un ‘fratello’ dell’attuale Coronavirus. Il virus SARS-CoV si diffuse prima fra i pipistrelli ferro di cavallo, poi fra gli zibetti (carnivori che vivono nell’Asia meridionale) quali vettori intermedi, e infine passò all’uomo. Allo stesso modo, si pensa che SARS-CoV-2 abbia saltato la barriera della specie, dal pipistrello all’uomo, attraverso un ospite intermedio, ovvero un’altra specie animale più vicina all’uomo, come un animale domestico o selvatico addomesticato”.
Molti si domandano se il Il SARS-CoV-2 potrebbe essere un virus artificiale, creato a tavolino come arma biologica e diffuso di proposito per oscure strategie

“La risposta è la più banale: no, perché non ci sono motivi per pensarlo. E non siamo noi a dover convincere i sostenitori di questa ipotesi che ciò non è avvenuto, ma i complottisti a dover dimostrare che è andata così: l’onere della prova spetta a loro. Quindi, passiamo oltre. Fino a poco tempo fa, insomma, il discorso sembrava chiuso, e chiunque avesse dei dubbi a riguardo veniva considerato semplicemente uno che vede cospirazioni ovunque. Poi qualcosa è cambiato: Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina nel 2008, insieme a Françoise Barré-Sinoussi, per aver scoperto nel 1983 il virus dell’HIV, ha dichiarato in un’intervista che la diffusione del Coronavirus è stata un errore umano degli scienziati che cercavano di mettere a punto un vaccino, proprio contro l’AIDS. “Un lavoro da apprendisti stregoni”, l’ha definito.
“Con il mio collega, il biomatematico Jean-Claude Perez, abbiamo analizzato attentamente la descrizione del genoma di questo virus RNA. Non siamo stati i primi: un gruppo di ricercatori indiani ha cercato di pubblicare uno studio che mostra come il genoma completo di questo virus abbia all’interno delle sequenze di un altro virus, quello dell’AIDS”, ha spiegato Montagnier. “Il gruppo indiano ha ritrattato dopo la pubblicazione, ma la verità scientifica emerge sempre. La sequenza dell’AIDS è stata inserita nel genoma del Coronavirus per tentare di fare il vaccino”.
I complottisti di tutto il mondo hanno rialzato la testa: grazie a questo insperato assist, possono vantare un endorsement addirittura da parte di un Premio Nobel. Ma chi è, oggi, Montagnier?
“Basta leggere la sua biografia per capire che ormai da diversi anni si è allontanato dalla medicina ufficiale per abbracciare teorie alternative. Ha iniziato ad assumere posizioni controverse e non dimostrate proprio sul virus del quale era più esperto, l’HIV, per poi diventare un idolo dei no-vax, sostenendo la più volte smentita correlazione dei vaccini con l’autismo. Infine si è convertito all’omeopatia e ha esaltato i suoi concentrati di papaya (donati anche a Giovanni Paolo II), che, a suo dire curano il Parkinson e la SARS. Emblematico il titolo di un articolo di Repubblica di tre anni fa: “Dal Nobel alle bufale, il declino di Luc Montagnier. Scoprì il virus HIV, ora è no-vax”.
Françoise Barré-Sinoussi ha ricevuto il Premio Nobel 2008 per la Medicina, insieme a Luc Montagnier, per la loro importante scoperta del virus dell’immunodeficienza umana (HIV), che causa l’AIDS. Questa ricerca è stata fondamentale per migliorare in modo radicale le terapie destinate ai pazienti

“Françoise è una donna appassionata e militante, che si definisce una scienziata-attivista: ha viaggiato per l’Africa e il sud-est asiatico, promuovendo una migliore educazione sulla prevenzione dell’AIDS e creando dei centri in grado di identificare e trattare i casi di infezione da HIV. Come ha dichiarato pubblicamente, essere in prima linea nella battaglia contro l’AIDS è stato molto duro psicologicamente, provocandole una forte depressione negli anni ’90. Per fortuna, si è ripresa velocemente ed è tornata a battersi, con più grinta di prima. A favore dei vaccini”.
Dal suo punto di osservazione della clinica potrebbe illustrarci la situazione dei vaccinati nel Nordest dal momento che ad esempio Sardegna e Sicilia sono le ultime regioni italiane per vaccinazioni?

“Nel Nord il 90% è vaccinato, nel Sud mancano persino i dati con minor numero di persone che si vaccinano. Anche questo è dovuto al Covid e alle fake news girate con i Cpvod. Poi ci sono i lavori a rischio e quella è una questione di coscienza. Pensiamo all’influenza. Ogni anno si contano i morti per l’influenza. Durante il Covid, nonostante il vaccino (e le cavolate della vigile attesa) sono morti a livello mondiale milioni di persone. In Svezia dove non c’era il vaccino ci sono stati 30000 morti. E parliamo di paesi civilizzati. Poi c’è il long covid, conseguenza del covid ma che non ha alcuna affinità con il vaccino. Il mio consiglio è quello di vaccinarsi sempre. Per esempio, chi come me svolge un certo mestiere evita il contagio”.














































































