Tutti fotografano il Leone d’Oro. Ma tutti gli attori, sul serio, sognano un’altra cosa: la Coppa Volpi. Succede ogni anno al Lido. Il Leone va a un film. La Coppa Volpi va invece ad un’attrice e ad un attore, ai migliori, gli unici. E quel volto, da quel giorno, cambia carriera. È per questo che a Venezia la chiamano così: l’Oscar del Lido. Miglior attrice protagonista, migliore attore protagonista. Punto.
E la cosa che pochi sanno è che la Coppa Volpi è più vecchia del Leone d’Oro. Di quattordici anni.
Nasce prima del Leone: 1935, l’anno della Coppa Volpi

La Mostra del Cinema nasce nel 1932 alla terrazza dell’Hotel Excelsior, idea del conte Giuseppe Volpi di Misurata, presidente della Biennale, con Antonio Maraini e Luciano De Feo. È il primo festival di cinema al mondo.
All’inizio non è competitiva. Dal 1934 diventa competitiva e nasce un premio per il miglior film, che allora si chiamava Coppa Mussolini. È l’antenato di quello che poi diventerà il Leone.
Un anno dopo, nel 1935, la Mostra diventa annuale e per dare spicco agli interpreti viene creato un premio solo per loro. A partire da questa edizione il prestigioso premio per gli attori assume la denominazione di Coppa Volpi, dal cognome del conte Giuseppe Volpi, padre della rassegna.
Quella è la data ufficiale. La Coppa Volpi nasce nel 1935
Cosa succede al premio per il miglior film? Dopo la guerra la Coppa Mussolini viene abolita
Nel 1947 e 1948 il premio principale si chiama Gran Premio Internazionale di Venezia, poi diventa Leone di San Marco tra il 1949 e il 1953, per poi adottare definitivamente il nome di Leone d’oro nel 1954.
La Coppa Volpi è del 1935, il Leone d’Oro come lo chiamiamo oggi è del 1954. È il premio più antico della Mostra rimasto con lo stesso nome e la stessa formula.
Chi era Giuseppe Volpi: l’imprenditore che inventò il Lido

Perché si chiama Coppa Volpi? Perché Volpi è l’uomo che ha inventato tutto.
Giuseppe Volpi, conte di Misurata, nato a Venezia nel 1877, è stato un imprenditore e organizzatore culturale. È stato presidente della Biennale di Venezia dal 1930 al 1943 e presidente di Confindustria dal 1934 al 1943. Prima ancora governatore della Tripolitania e Ministro delle finanze.
Ma per Venezia conta altro: è l’uomo che nel 1905 fonda la SADE, la società che porta l’elettricità nel Nord-Est, che costruisce Porto Marghera, che compra gli hotel di lusso al Lido. E che nel 1932 ha un’intuizione geniale: a fine agosto gli hotel sono vuoti, portiamo le star di Hollywood al Lido e riempiamo tutto.
Non lo fa per amore del cinema, lo fa per amore del Lido. E ci riesce. Alla prima edizione arrivano Greta Garbo, Clark Gable, Fredric March, Wallace Beery. Venticinquemila spettatori sulla terrazza dell’Excelsior.
Da quell’intuizione imprenditoriale nasce tutto: la Mostra, il Palazzo del Cinema del 1937, la Coppa Volpi. Ancora oggi la Coppa porta il suo nome, come ultimo omaggio al fondatore.
Come funziona: non è un premio come gli altri
La Coppa Volpi ha una regola semplice che la rende unica.
Si assegna solo ai protagonisti del Concorso ufficiale. Due sole coppe: miglior attore e migliore attrice. Non c’è un ex-aequo facile, non c’è un premio di consolazione. La giuria internazionale deve scegliere un volto.
Dal 1993 al 1996 si è provato a sdoppiarla con la Coppa Volpi per non protagonista, maschile e femminile, poi sospesa dopo poche edizioni. La formula originale è tornata e non è più cambiata.
È una coppa vera, in metallo, pesante, con una forma classica. Non è un leone stilizzato, è una coppa. E forse è per questo che gli attori la amano: sembra un trofeo sportivo, qualcosa che hai vinto con la performance.
E la performance, a Venezia, conta più che a Cannes o a Berlino. Perché Venezia è l’unico festival dove il premio attoriale ha lo stesso peso mediatico del premio al film.
L’albo d’oro: 90 anni di volti
Se leggi l’albo d’oro della Coppa Volpi, leggi la storia del cinema.
Gli inizi – 1934/1938:
Per convenzione si contano come prime Coppa Volpi anche quelle del 1934, prima del nome ufficiale: Katharine Hepburn per Piccole Donne e Wallace Beery per Viva Villa! La prima Coppa Volpi è assegnata durante la terza edizione e va a due attori stranieri.
Poi, ufficiali:
1935: Pierre Blanchar per Delitto e castigo e Paula Wessely per Episodio.
1936: Paul Muni per La vita del dottor Pasteur e Annabella per Vigilia d’armi.
1937: Emil Jannings per Ingratitudine e Bette Davis.
1938: Leslie Howard per Pigmalione e Norma Shearer per Maria Antonietta.
Gli italiani arrivano tardi, ma arrivano forte:
Bisognerà aspettare l’edizione del 1941 per vedere la Coppa Volpi andare in mano di un italiano: è Ermete Zacconi, che la vince grazie alla sua interpretazione in Don Buonaparte.
Per le donne bisogna aspettare il dopoguerra: la prima attrice italiana a vincere è Anna Magnani nel 1947 per L’onorevole Angelina di Luigi Zampa. È l’anno della ripartenza.
Poi è un’esplosione.

1958: Sophia Loren vince la Coppa Volpi per Orchidea nera di Martin Ritt. È il trampolino che la porterà all’Oscar per La ciociara. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano la Coppa Volpi, vinta nel 1958 per Orchidea nera.
1960-1970: arrivano i mostri sacri. Jean Gabin vince due volte, Toshiro Mifune due volte, poi in anni recenti Sean Penn e Javier Bardem.
Le donne che hanno fatto la storia della Coppa

Shirley MacLaine, Isabelle Huppert, Valeria Golino che la vince due volte – nel 1986 per Storia d’amore e nel 2015 con Per amor vostro. Cate Blanchett entra anche lei nel club delle attrici che hanno vinto per due volte.
E poi le italiane contemporanee: Giovanna Mezzogiorno per La bestia nel cuore, Elena Cotta che riceve la Coppa Volpi per Via Castellana Bandiera nel 2013, e poi Alba Rohrwacher.
Gli ultimi 5 anni, quelli che contano per il mercato

2020: Pierfrancesco Favino per Padrenostro di Claudio Noce. Favino ha vinto tre David di Donatello, cinque Nastri d’argento e una Coppa Volpi. L’ultima volta per un attore italiano era stata data a lui prima di Servillo.
2021: John Arcilla, primo filippino.
2022: Colin Farrell per Gli spiriti dell’isola e Cate Blanchett per Tár.
2023: Peter Sarsgaard per Memory e Cailee Spaeny per Priscilla di Sofia Coppola.
2024: Vincent Lindon e Nicole Kidman per Babygirl.
2025: Toni Servillo per La Grazia di Paolo Sorrentino e Xin Zhilei per The Sun Rises On Us All. Toni Servillo, protagonista de La Grazia, vince la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, nel ruolo del Presidente della Repubblica.
Perché la Coppa Volpi è l’oscar di Venezia

Va spiegato come lo spiegano gli agenti a Los Angeles.
Perché porta all’Oscar.
Venezia è da dieci anni la rampa di lancio per gli Academy Awards. I film che vincono o che portano una Coppa Volpi a Venezia vanno dritti nella stagione dei premi americana.
Emma Stone vince la Coppa Volpi nel 2016 per La La Land e poi vince l’Oscar. Olivia Colman vince la Coppa Volpi per La Favorita e poi vince l’Oscar. Brendan Fraser, Cate Blanchett, Colin Farrell: tutti passati per la Coppa Volpi prima della nomination.
Per gli attori americani, vincere la Coppa Volpi a Venezia vale più di un premio a Cannes. Perché Cannes è autoriale, Venezia è attoriale. E Hollywood guarda Venezia.
Perché la Coppa Volpi cambia il cachet

Il Leone d’Oro premia un regista. La Coppa Volpi premia un attore. E il mercato degli attori ragiona così: se hai vinto la Coppa Volpi, il valore internazionale sale del 30-40% nella stagione successiva.
Quando Favino vince nel 2020, Padrenostro viene venduto in 30 paesi in una settimana. Quando Servillo vince nel 2025, La Grazia viene comprato in 45 territori in 48 ore. Non è retorica. Perché? Perché sulla locandina puoi scrivere “Coppa Volpi per la migliore interpretazione”. È un bollino che il pubblico internazionale riconosce come “questo attore è il migliore dell’anno”. Resta nella biografia. Quando presenti Sophia Loren dici “Coppa Volpi 1958, Oscar 1962”. Quando presenti Toni Servillo dici “Coppa Volpi 2025”. È un titolo che metti sul curriculum e che non togli più. Jean Gabin, Toshirō Mifune, Sean Penn e Javier Bardem sono gli unici attori ad aver vinto due volte il premio. Entrare in quel club è come entrare nella Hall of Fame.
Cosa significa vincerla oggi

Oggi la Coppa Volpi è assegnata da una giuria internazionale di 9 persone, presieduta da una presidente. Non c’è più il pubblico che votava nel 1932, non c’è più la presidenza che decideva nel 1934. C’è una giuria che vede tutti i film in concorso e sceglie.
E la scelta è sempre più difficile perché il livello si è alzato. A Venezia arrivano 21 film in concorso, tutti con attori protagonisti fortissimi. Vincere significa battere 20 altri protagonisti.
Per un attore italiano vincerla oggi ha un significato doppio. Significa essere riconosciuto a casa, ma con un passaporto internazionale.
E per un’attrice italiana? Significa entrare in una linea che parte da Magnani nel 1947 e arriva a Golino nel 2015, a Mezzogiorno, a Rohrwacher. È una sorellanza artistica.
La Coppa Volpi resta

Alla fine, la domanda è: perché tenere ancora questo nome, Coppa Volpi?
Perché è l’unico premio che non ha mai tradito la sua natura. Il premio per il miglior film ha cambiato nome tre volte: Coppa Mussolini, Gran Premio Internazionale, Leone di San Marco, Leone d’Oro. La Coppa Volpi no. Si chiama così dal 1935.
È un pezzo di storia del Lido che è rimasto uguale. Quando alzi quella coppa, alzi 90 anni di cinema. Alzi Hepburn nel ’34, Zacconi nel ’41, Magnani nel ’47, Loren nel ’58, Mifune, Huppert, Blanchett, Favino, Kidman, Servillo.
Il Leone è il simbolo della città, il leone alato di San Marco, simbolo millenario della Serenissima. La Coppa Volpi è il simbolo degli attori. E forse, per chi fa questo mestiere, vale di più.
Per questo a Venezia, quando si accendono le luci del Palazzo del Cinema, tutti vogliono il Leone, ma tutti gli attori, al Lido, sognano la Coppa Volpi.
Tutte le immagini e i video sono della nostra inviata all’83° edizione del Festival del Cinema di Venezia Barbara Pigazzi per https://www.enordest.it e tutte le foto e i video sono protette dal diritto d’autore- https://animicaportraits.com/










































































