Nascono le “ZESpro”: aree urbane e periurbane con misure fiscali, finanziarie e amministrative per sostenere negozi di vicinato e servizi essenziali. Contrastare la desertificazione commerciale, sostenere i negozi di vicinato e garantire la presenza dei servizi essenziali nelle città e nei territori. Sono questi gli obiettivi della proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti, denominata “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.
La proposta nasce dalla necessità di affrontare il progressivo fenomeno di rarefazione delle attività commerciali e dei servizi di prossimità, riconoscendo il ruolo che esercizi di vicinato, attività multiservizio e reti di imprese svolgono non soltanto sul piano economico, ma anche nella coesione sociale e nella qualità della vita delle comunità.
ZESpro, nuove aree per rilanciare commercio e servizi
Il cuore della proposta è rappresentato dall’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), strumenti pensati per favorire la nascita, il mantenimento e il rafforzamento delle attività commerciali e dei servizi nei territori maggiormente esposti al rischio di desertificazione.
La proposta prevede una delega al Governo per disciplinare le ZESpro attraverso uno o più decreti legislativi, definendone caratteristiche, requisiti economici e dimensionali e modalità di funzionamento.
Un ruolo centrale viene affidato a Regioni e Province autonome, alle quali spetterebbe il compito di individuare e delimitare le aree urbane o periurbane da destinare a ZESpro. Potranno essere comprese anche le zone interessate da programmi o progetti degli enti locali finalizzati alla rivitalizzazione urbana e all’insediamento, mantenimento o sostegno delle attività commerciali e dei servizi di prossimità.
Incentivi fiscali e sostegno alle imprese del commercio

Per rendere effettiva la rigenerazione commerciale, la proposta prevede l’introduzione di un regime fiscale di vantaggio per le imprese che operano all’interno delle ZESpro, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.
Sono inoltre previste misure di sostegno finanziario e di semplificazione amministrativa, rivolte sia agli esercizi di prossimità già presenti sul territorio sia alle nuove attività che intendano insediarsi nelle aree individuate.
L’obiettivo è creare condizioni più favorevoli per chi decide di investire nei quartieri e nei piccoli centri, contribuendo a mantenere vivi i territori e a garantire ai cittadini una rete capillare di servizi.
Un Osservatorio nazionale per monitorare i risultati

La proposta prevede anche l’istituzione, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dell’Osservatorio per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.
L’organismo avrebbe il compito di monitorare l’evoluzione del settore, supportare la valutazione delle politiche adottate e fornire elementi utili all’indirizzo degli interventi.
Sono inoltre previsti meccanismi di verifica periodica dell’efficacia delle misure, con l’obiettivo di valutare concretamente i risultati prodotti dagli strumenti introdotti e, se necessario, correggere o rafforzare le politiche di sostegno.
Un Fondo nazionale per la rigenerazione urbana

Tra le misure previste figura anche l’istituzione del Fondo per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, destinato a finanziare gli interventi e le misure di sostegno previste dalla legge.
Il Fondo rappresenterebbe lo strumento finanziario attraverso il quale accompagnare concretamente i processi di rigenerazione, sostenendo gli esercizi esistenti e favorendo nuovi insediamenti commerciali e di servizio.
Il commercio di vicinato come presidio delle comunità

La proposta di Confesercenti punta dunque a superare una visione del commercio come semplice attività economica, riconoscendone la funzione di presidio urbano e sociale.
Un negozio, un bar, un’attività artigiana, un servizio di prossimità o un esercizio multiservizio possono infatti rappresentare un punto di riferimento per la popolazione, contribuendo a mantenere vitali i quartieri, contrastare l’abbandono degli spazi urbani e rafforzare le relazioni all’interno delle comunità.
La finalità dichiarata è quindi quella di costruire un modello di rigenerazione urbana fondato anche sulla presenza delle attività economiche di prossimità, attraverso una maggiore collaborazione tra Stato, Regioni, Province autonome e Comuni.
La proposta comprende infine una clausola di salvaguardia per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome di Trento e Bolzano, oltre alla disposizione relativa all’entrata in vigore della legge.
Confesercenti: «Dare futuro ai territori significa mantenere vivi i loro servizi»
Con la proposta di legge di iniziativa popolare, Confesercenti porta dunque al centro del dibattito nazionale una questione che riguarda direttamente la vita quotidiana di milioni di cittadini: come evitare che strade, quartieri e piccoli centri si trasformino in aree prive di negozi e servizi.
Le ZESpro, gli incentivi fiscali, il Fondo nazionale, la semplificazione amministrativa e l’Osservatorio rappresentano, nel disegno della proposta, gli strumenti attraverso i quali trasformare la rigenerazione commerciale in una vera politica nazionale di sviluppo urbano e territoriale.
La sfida è fare del commercio di prossimità non soltanto un’attività da sostenere, ma una componente strategica delle politiche per città più vive, accessibili, sicure e socialmente coese.
Flavio Convento: «Firmare significa scegliere di mantenere vivi i nostri territori»

«Invito tutti i cittadini a firmare questa proposta di legge di iniziativa popolare, perché riguarda qualcosa che va ben oltre il commercio: riguarda il futuro delle nostre città, dei nostri quartieri e dei nostri paesi». È l’appello di Flavio Convento, presidente di Confesercenti, a sostegno della proposta di legge per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.
«Quando chiude un negozio – sottolinea Convento – non perdiamo soltanto un’attività economica. Spesso perdiamo un servizio, un punto di riferimento, un luogo di relazione e una parte dell’identità di una comunità. La progressiva desertificazione commerciale rischia di rendere i nostri centri urbani più fragili e meno attrattivi. Per questo servono politiche concrete, risorse e strumenti nuovi per aiutare chi investe e lavora nei territori».



«Le Zone Economiche Speciali di Prossimità, il Fondo per la rigenerazione urbana, gli incentivi e le semplificazioni previsti dalla nostra proposta – aggiunge il presidente di Confesercenti – vogliono dare una risposta concreta a questo problema. Non chiediamo soltanto di salvare i negozi esistenti, ma di creare le condizioni perché nuove attività possano nascere e perché i giovani possano tornare a investire nei propri territori».

«La firma di ogni cittadino è importante perché questa è una proposta che riguarda tutti: chi vive nei grandi quartieri come chi abita nei piccoli Comuni, gli anziani che hanno bisogno dei servizi sotto casa, le famiglie, i giovani e gli imprenditori. Firmare significa dire che vogliamo città e paesi vivi, con strade frequentate, attività aperte e servizi accessibili. Significa scegliere di non arrenderci alla desertificazione dei nostri centri. Per questo – conclude Convento – chiediamo a tutti di firmare e di sostenere questa proposta di legge».














































































