Anche quest’estate nei campi mancano lavoratori. Solo nel veneziano si stima una necessità che arriva fino a 1.500 lavoratori per un totale di circa 26.000 giornate lavorative mensili nella fase di picco che va a partire da giugno va fino a novembre e cioè nei periodi corrispondenti alle operazioni di raccolta, vendemmia e potatura (problemi si registrano comunque anche nel periodo invernale per le raccolte degli ortaggi). Le richieste di manodopera riguardano 3.500 aziende attive nel veneziano e, in particolare, i settori relativi a orticole, florovivaismo, viticoltura e frutticoltura.
Destinati al settore agricolo metà dei flussi autorizzati nel 2025

“Ai problemi dei costi di produzione e di quelli energetici in continua ascesa, in particolare a causa della instabilità geopolitica, si aggiunge quello della ricerca di manodopera che è diventata negli ultimi anni una questione drammatica – afferma Stefano Tromboni, presidente di Confagricoltura Venezia. – Nel 2025 per il settore agricoltura le nostre organizzazioni hanno ottenuto circa la metà dei flussi di immigrazione autorizzati a livello nazionale – circa 47.000 su 88.000 complessivi –, ma le difficoltà permangono.”
Richiesta di manodopera soprattutto per le colture stagionali

Tutte le fonti indicano un calo strutturale dell’occupazione agricola, ma con picchi di domanda stagionale e una forte dipendenza dai flussi di lavoratori non residenti.
La mancanza di manodopera riguarda in particolare colture stagionali relative a frutta (pesche, mele), orticoltura intensiva, viticoltura, ma anche le raccolte tardive richiedono picchi di forza lavoro concentrati in brevi finestre temporali. Le difficoltà di reperimento di lavoratori stagionali derivano dall’invecchiamento di chi svolge lavoro agricolo, senza adeguato ricambio generazionale: in questo modo aumenta la domanda di lavoratori esterni stagionali.
Alla ricerca di manodopera qualificata per vivai e viticoltura

Da sottolineare anche la trasformazione in corso nel settore agricolo che presenta un aumento del fabbisogno di operatori qualificati: operai agricoli stagionali (addetti a raccolta e operazioni manuali); conduttori di macchine agricole e trattoristi; operatori in vivaio e in serra (orticoltura protetta); operai specializzati in viticoltura/enologia (per vendemmia, potature tecniche); addetti a confezionamento/linee e logistica agricola.
Programmi aziendali in balia del decreto sui flussi

“Mancando lavoratori locali giovani disposti a lavorare in agricoltura, le nostre aziende diventano dipendenti dalla regolazione dei flussi d’ingresso per lavoro stagionale che vanno a incidere direttamente sulla disponibilità di manodopera nei periodi critici – continua il presidente Tromboni. – Le finestre di presentazione domande e i click-day di fatto condizionano la programmazione aziendale, in quanto la verifica dei documenti da parte delle Istituzioni non è celere, si procede con ritardi anche di un anno!”
Analisi delle maggiori difficoltà riguardanti la manodopera qualificata

Le difficoltà maggiori riguardano gli aspetti burocratici per l’arrivo e la permanenza dei lavoratori stranieri, nonché la trasparenza di dati e informazioni:
- Tempi e complessità amministrativa: nulla-osta e rilascio visti richiedono tempi e procedure che possono saltare le finestre di raccolta
- Logistica e alloggio dei lavoratori stagionali: mancanza di soluzioni abitative adeguate e costo/organizzazione del trasporto
- Dati e trasparenza: i dati pubblici disponibili non sempre permettono, in modo rapido e gratuito, di estrarre la cifra esatta di lavoratori stranieri in agricoltura nel Veneto 2025 o le assunzioni per provincia
- Dipendenza dalle organizzazioni intermediarie: mentre le quote riservate alle associazioni facilitano l’ingresso, possono creare diseconomie per le imprese non associate
- Problema della Sicurezza per lavoratori e per i datori di lavoro.
Il decalogo proposto da Confagricoltura Venezia

Confagricoltura Venezia propone un decalogo per favorire il reperimento della manodopera facendo appello al Governo e alla Regione. Tra i principali obiettivi:
- Migliorare l’incrocio domanda-offerta tramite i CPI: potenziare i Centri per l’Impiego per gestire rapidamente le liste di lavoratori disponibili e gli ingaggi temporanei, con procedure semplificate per le imprese piccole.
- Piano logistico-abitativo stagionale: predisporre accordi territoriali per alloggi temporanei regolamentati (moduli abitativi, convenzioni con strutture) in prossimità delle aree di raccolta.
- Trasparenza dati e monitoraggio: richiedere a Veneto Lavoro estrazioni mirate per avere numeri chiari e valutare l’effettiva conversione nulla-osta → arrivi → assunzioni.
- Programmazione con le associazioni: coordinare le richieste di quote (evitare sovrapposizioni) e privilegiare programmi pluriennali per lavoratori stagionali che tornano (ridurre oneri di reinserimento).
- Supporto amministrativo alle PMI: sportelli territoriali per assistere singole imprese nella partecipazione ai click-day o nell’accesso alle quote aggregate ottenute dalle associazioni.













































































