Si intitola “Moon – Tra Terra e spazio” la nuova mostra sulla Luna, allestita a Jesolo nel J Museo, inaugurata giovedì 9 luglio e che rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2027, tutti i giorni dalle 10:30 alle 21:30 (ultimo ingresso alle 20:30). La mostra si trova nel cuore della città, vicino al Laguna Shopping, a pochi passi dal lungomare e con comodi parcheggi pubblici. Un evento organizzato dalla società Monimò srl (che già gestisce a Jesolo il Tropicarium Park e la Fabbrica della Scienza), in collaborazione con il comune di Jesolo, Pleiadi Benefit Corporation, Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) e Uai (Unione astrofili italiani).
Moon, la nostra Luna

Una mostra dedicata all’unico satellite naturale della Terra e il quinto più grande del sistema solare, ma soprattutto che si concentra sul modo in cui l’umanità ha imparato a guardarla, comprenderla e raggiungerla. Un viaggio tra storia, scienza e immaginario. Per millenni l’umanità ha guardato alla Luna come calendario, divinità, misura del tempo, compagna della notte, specchio poetico e oggetto di meraviglia. Prima di essere una destinazione, la Luna è stata una presenza. Ha guidato navigatori e agricoltori, suggestionato e ispirato poeti, pittori, astronomi e sognatori. La mostra accompagna il visitatore lungo questa trasformazione dello sguardo: dal cielo visto a occhio nudo alle costellazioni, dai primi strumenti alla rivoluzione di Galileo, dalla fotografia e dal cinema fino alla corsa alla Luna, ad Apollo, ad Artemis e alle nuove missioni che stanno riportando il nostro immaginario verso il satellite naturale della Terra. Non è solo un’esposizione di immagini.
Il planetario

All’interno della mostra è presente un planetario digitale, un’esperienza immersiva per osservare il cielo, riconoscere stelle e costellazioni e viaggiare con lo sguardo oltre l’inquinamento luminoso. Il visitatore entra in una cupola di 5 metri, alza lo sguardo e osserva il cielo come raramente può succedere nel quotidiano: un proiettore a 360° in 4k e trenta minuti di spettacolo C’è anche una “scuola per astronauti”: una sezione interattiva con filosofia body-on in cui bambini e adulti mettono alla prova forza, equilibrio, riflessi, orientamento, coraggio e coordinazione. La mostra non è solo esperienza, ma contiene reperti, immagini, strumenti, fotografie originali, autografi, un frammento di meteorite lunare e contenuti validati da un comitato scientifico con partner autorevoli come Inaf.
Il percorso di Moon si sviluppa su due piani

Il primo piano è dedicato allo sguardo: il cielo osservato, raccontato, misurato. Il secondo piano è dedicato al viaggio: la Luna fisicamente raggiunta, i razzi, gli astronauti e le prove corporee necessarie per diventare esploratori dello spazio.

Attraverso le sale si possono ammirare oggetti legati all’osservazione del cielo, alla storia degli strumenti dal cannocchiale di Galilei ai telescopi e la nascita dello sguardo scientifico moderno, all’era spaziale e alla cultura lunare. Quindi oltre a fotografie originali anche autografi di astronauti famosi, reperti e un frammento lunare/lunar meteorite.
Galileo e la nascita dello sguardo moderno: La trasformazione dello sguardo

Galileo è una figura chiave perché trasforma il cielo da racconto a prova. Galilei nel 1609 osservò la Luna per la prima volta con il suo cannocchiale. Grazie a uno strumento da lui potenziato, scoprì che la superfice lunare non era liscia e perfetta come riteneva la tradizione aristotelica, bensì ricoperta da crateri, catene montuose e valli. Fu proprio grazie al cannocchiale che vide le innumerevoli stelle che affollavano la Via Lattea e gli Astri Medicei, i quattro satelliti di Giove. Con lui nacque lo sguardo moderno del corpo celeste e dello spazio che si sono sempre più evoluti nel tempo. In mostra ne avremmo una copia dell’originale.
Moon. La storia dell’uomo sulla Luna


Oggi raggiungere la Luna non è più un traguardo irraggiungibile. In mostra ci sono i razzi che hanno portato al suo raggiungimento e si raccontano le missioni per arrivarci: Luna 2, Saturn V, Artemis/SLS oltre a documentare il ricordo di grandi astronauti e figure simboliche quali Jurij Gagarin, cosmonauta e aviatore sovietico famoso per essere stato il primo essere umano a viaggiare nello spazio nel 1961; Neil Armstrong, l’astronauta statunitense che per primo mise il piede sulla Luna nel 1969 e Christina Kock, la prima donna che ha viaggiato oltre l’orbita terrestre partecipando alla storica missione Artemis II.
La Scuola per Astronauti ed esperienze digitali

La mostra è un affascinante viaggio tra scienza, storia e innovazione. La sezione più interattiva è la Scuola per Astronauti, una sezione dove il pubblico non guarda soltanto ma si mette letteralmente alla prova, come i veri astronauti. Si sperimentano carrucole, centrifuga, Freefall Slide e Human Yo-Yo (simulatori di gravità e caduta), Reaction Challenge, camminata lunare e altri exhibit permettono di sperimentare in prima persona qualcosa di simile al training degli astronauti.
E’ in questo spazio che ci si misura con forza, equilibrio, riflessi, orientamento, coraggio e coordinazione. La mostra integra esperienze digitali e tecnologiche con giochi magnetici e touch e Pepper il robot, ponte tra tecnologia, pubblico e racconto.
Reperti originali e oggetti speciali




MOON deve essere raccontata anche come mostra ricca di oggetti, non solo di immagini. Sono previsti materiali legati all’osservazione del cielo, alla storia degli strumenti, all’era spaziale e alla cultura lunare: fotografie originali, autografi di astronauti, reperti, strumenti e un frammento lunare/lunar meteorite.
Robot, VR e contenuti immersivi


La mostra integra esperienze digitali e tecnologiche, ma senza perdere il filo curatoriale. Pepper, la VR Moonwalk, i video, i giochi touch e il planetario non sono effetti speciali isolati: sono modi diversi di attraversare la stessa domanda, dal cielo osservato al corpo che si prepara a partire.













































































