Il 24 agosto 2026, a Villa “Il Castelletto”, residenza della famiglia Parolin a Cortina d’Ampezzo, si è svolta l’esposizione conclusiva della prima edizione di “Genius Loci”, progetto dedicato al rapporto tra arte contemporanea, territorio e identità. Situata poco fuori dal centro di Cortina d’Ampezzo, lungo la strada verso Dobbiaco, la villa ha aperto le sue porte per accogliere le opere nate dall’esperienza di sette artisti contemporanei durante il periodo di residenza.
Come nasce Genius Loci

Il progetto nasce dall’amicizia e dalla comune passione per l’arte contemporanea di Valentina Chiminelli Parolin e Clara Pacifico. Fortemente voluto da Valentina insieme al marito Nicola Parolin, “Genius Loci” è stato ideato e curato da Clara Pacifico, fondatrice di NM Contemporary – Monaco.
Una residenza per entrare nello spirito del luogo

Il cuore del progetto è rappresentato dall’esperienza vissuta dagli artisti all’interno di Villa “Il Castelletto”. Prima di realizzare le opere, gli artisti sono stati invitati a trascorrere un periodo di tempo nella villa, senza una durata rigidamente prestabilita, con l’obiettivo di entrare progressivamente in relazione con il luogo e con le persone che lo abitano.
L’intento era creare una condizione di autentica partecipazione: gli artisti non dovevano essere semplicemente ospiti di Cortina, ma sentirsi parte della famiglia Parolin che li accoglie e, allo stesso tempo, della comunità e della popolazione locale. Da questa esperienza di condivisione e ascolto poteva nascere una percezione più profonda dell’identità della valle.
Genius Loci e l’immersione nella quotidianità

È proprio da questa immersione nella quotidianità, nella natura, nella storia e nelle tradizioni di Cortina che prende forma il concetto di Genius Loci, inteso come lo spirito proprio e irripetibile di un luogo. Gli artisti sono stati chiamati a coglierne gli elementi più autentici e a restituirli attraverso la propria sensibilità e il proprio linguaggio.
Ciascun artista è stato libero di esprimersi nella forma più congeniale, senza vincoli stilistici o tecnici, facendosi interprete della natura, della storia e delle tradizioni ancora profondamente radicate nel territorio. Il risultato è una pluralità di sguardi nei quali Cortina non viene semplicemente rappresentata, ma reinterpretata attraverso esperienze personali, materiali, tecnologie e linguaggi differenti.
Genius Loci; Sette artisti, sette interpretazioni di Cortina




Villa “Il Castelletto” è diventata così il luogo nel quale l’esperienza personale degli artisti si è trasformata in ricerca e successivamente in opere d’arte. Giacomo Costa, Massimo Catalani, Matteo Basilé, Vincenzo Marsiglia, Matteo Sanna, Antonio Barbieri e Roberto Maria Lino hanno lavorato a Cortina tra maggio e luglio 2026. Confrontandosi con il paesaggio dolomitico, la cultura locale e la dimensione umana della valle.
Il progetto è concepito come una residenza artistica a cadenza annuale, destinata a rinnovarsi nel tempo attraverso l’incontro tra gli artisti già presenti nella collezione Parolin e nuovi autori. È proprio il concetto di “incontro”, insieme a quello di “scambio”, a rappresentare l’anima di un’esperienza che nasce da una collezione privata e si apre alla dimensione culturale e contemporanea.
L’esposizione finale

Le opere realizzate durante il periodo di residenza sono state presentate al pubblico il 24 agosto 2026. In occasione dell’esposizione allestita all’interno e negli spazi esterni di Villa “Il Castelletto”, la stessa dimora che aveva accolto gli artisti durante la loro permanenza.
Il percorso espositivo riunisce linguaggi e tecniche differenti — dalla fotografia alla scultura, dal video alla realtà aumentata fino alla sperimentazione materica e alle opere phygital —. Mettendo in dialogo la ricerca dei sette artisti con la natura e la storia di Cortina d’Ampezzo.
Il significato del progetto

L’obiettivo di “Genius Loci” non è semplicemente quello di portare l’arte contemporanea in un luogo suggestivo. Ma di creare un rapporto autentico tra artista, territorio, famiglia ospitante e comunità locale. Lasciando che sia il luogo stesso a suggerire temi, forme, materiali e linguaggi.
In questo senso, Villa “Il Castelletto” è diventata essa stessa parte integrante dell’esposizione. Trasformandosi da residenza privata a luogo di incontro tra arte contemporanea, storia, natura, memoria e identità.













































































La natura è il “cuore pulsante “ di ogni aspetto della vita e dell’arte…. la “fusione” che ne deriva offre infinite possibilità i terpretative.