Dopo la fine della seconda guerra mondiale il Nordst non era la locomotiva dell’economia nazionale: da queste regioni in molti partivano in cerca di lavoro all’estero. Non è un caso se tra il 1948 e 1970 ben 363.854 persone partirono dal Friuli Venezia Giulia in cerca di fortuna, destinazione Francia, Lussemburgo, Germania e Belgio. A Saint-Avold in provincia di Metz, al confine con la Germania e a 120 chilometri da Strasburgo si trasferì la famiglia Urban. Giovanni il papà capo cantiere edile e la mamma Luciana dipendente di una fabbrica di cioccolatini. Qui nel Grand Est della Francia nacque Alberto Urban. A cinque anni il rientro in Italia, a Tolmezzo la cittadina più importante della Carnia. Oggi realtà consolidata per la presenza delle piccole e medie imprese e del carcere di massima sicurezza. Alberto frequenta l’istituto magistrale, ma giunto all’ultimo anno molla tutto. Il calcio lo attrae e la Pro Tolmezzo non se lo fa scappare. Gioca in serie D e corre nei campi delle regioni del Nord Italia, Trentino, Veneto e Lombardia. E’ un 10 che sta dietro le punte anche se spesso viene schierato all’ala destra. A 21 anni il salto in C2, si resta in Friuli precisamente a Gorizia che è anche una bella “vetrina”. Ed infatti si fa avanti l’Udinese che all’epoca preparava e sfornava giocatori a gogò.
A Udine fu solo di passaggio anche se la città friulana fu il suo trampolino di lancio?

“Nel mio ruolo c’erano Causio, Mauro e Miano. Cosa dovevo fare? Mi chiamano a Sud a Cava dei Tirreni in serie B e C. Pavone mi voleva a Foggia con Zeman, ma preferii Cosenza con Franco Liguori che avevo già avuto alla Cavese”.
In Calabria vinse il campionato con Gianni Di Marzio…
“Gianni era innovativo, in campo molto bravo a leggere le partite. Sono ancora amico del figlio Gianluca il giornalista. Dalla C alla B una grande conquista che mancava da venticinque anni”.
E sfioraste pure la serie A, con Bruno Giorgi in panchina
“Persa solo per la classifica avulsa. C’erano Michele Padovano, Denis Bergamini uno che vorremmo tutti come figlio, Giorgio Venturin dal settore giovanile del Toro, Bruno Caneo, Poggi il terzino un bravissimo ragazzo. Ho avuto solo bravi allenatori, Giorgi un signore anche nella vita, molto preparato anche Liguori: Franco era carota e bastone. Però quando si andava in campo eravamo tutti uniti. Con lui è rimasta una grande amicizia sembrava un orso ma aveva un cuore, con lui rapporto bellissimo ed è stato fondamentale per la mia crescita”.
Urban e arriva la sospirata serie A con il Genoa di Franco Scoglio. Ci racconti il Professore.
“Un grande tecnico vedeva il calcio in modo diverso, ha dato molto. Era il periodo del Milan di Sacchi, delle novità portate da Nevio Scala a Parma, era il momento del cambiamento. Si giocava a uomo ma con molte novità”
Che Genoa era?
“Una bella squadra. Che anni dopo con pochi inserimenti conseguì importanti risultati anche in Europa. Un campione del mondo come Fulvio Collovati uomo semplice ed esperto, Fontolan, Eranio, Ruotolo e Torrente con più presenze al Genoa. Gianluca Signorini ragazzo strepitoso un anno lo avevamo già fatto assieme a Cava dei Tirreni. Andavamo in allenamento al centro sportivo di Pegli era un trascinatore senza urlare, in lui si intravvedeva il leader. Quindi il trio uruguaiano con Carlos Aguilera, Perdomo, Ruben Paz eletto un anno miglior giocatore del Sud America”.
Urban, provi ad elencarci qualcuno dei più forti calciatori italiani affrontati
“Roberto Baggio: era un idolo, uno dei più forti al mondo. Con Roberto Mancini ci si divertiva. Ma permettetemi di dire qualcosa sulla mia prima squadra, la Pro Tolmezzo”.
Urban, ascoltiamo volentieri
“Vanta molti anni nel campionato di Eccellenza. C’è una società veramente solida il presidente Michele Ianich è un imprenditore serio che lavora e punta sul settore giovanile con una persona concreta, il direttore generale Fausto Barburini, con il quale ho giocato. Hanno diverse categorie al settore giovanile. Si avvalgono inoltre della competenza del mio amico Gianfranco Cinello ex centravanti in serie A e ora responsabile tecnico del Settore giovanile. Tutte persone competenti e al posto giusto”.
I veri gioielli di Urban

Urban è rimasto a vivere nel Sud Italia, a Cava dei Tirreni. Un’altra soddisfazione è arrivata dalla figlia Francesca, laureata in Fisica a Salerno, che sta lavorando nelle migliori Università in giro per il mondo. E’ già stata operativa come ricercatrice a Strasburgo . Su di lei ha scritto anche il quotidiano di economia e finanza “Il Sole 24 Ore”.













































































