La morte a Palermo di una bambina di quattro anni non vaccinata, in un quadro di sospetta difterite, riporta al centro del dibattito l’importanza delle vaccinazioni pediatriche e i rischi della disinformazione. Mentre sono ancora in corso gli accertamenti definitivi sul caso, Fabrizio Pregliasco invita alla prudenza ma ricorda che le malattie rese rare dai vaccini possono tornare a manifestarsi. Roberto Burioni, in un intervento su Repubblica, punta invece il dito contro le false informazioni che collegano le vaccinazioni all’autismo.
La spiegazione di Pregliasco

“La notizia rappresenta innanzitutto una tragedia umana che impone rispetto, prudenza e attenzione”, afferma Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano. “In attesa che gli accertamenti diagnostici e le autorità sanitarie definiscano con precisione tutti gli elementi del caso, l’episodio richiama l’attenzione su una realtà importante per la sanità pubblica: le malattie infettive rese rare grazie alle vaccinazioni non sono necessariamente scomparse e, quando incontrano persone suscettibili, possono tornare a manifestarsi anche in forme particolarmente gravi”.
Cos’è la difterite
La difterite, spiega l’esperto, è una malattia infettiva acuta e potenzialmente letale, trasmessa prevalentemente attraverso goccioline e secrezioni respiratorie durante contatti ravvicinati. La tossina prodotta dal batterio può provocare gravi conseguenze alle vie respiratorie e complicanze sistemiche, tra cui miocarditi, aritmie, neuropatie e paralisi.
La conclusione di Pregliasco

“In questa fase è fondamentale evitare sia allarmismi sia minimizzazioni. Un singolo caso non significa automaticamente che sia in corso un’epidemia”, sottolinea Pregliasco. “È necessario completare gli accertamenti microbiologici, ricostruire la possibile catena epidemiologica, individuare i contatti stretti e verificare l’eventuale presenza di ulteriori persone esposte”. Per i contatti stretti sono necessarie la valutazione della sanità pubblica, la sorveglianza e la verifica dello stato vaccinale, oltre, quando indicato, al tampone, alla profilassi antibiotica e alla vaccinazione o al richiamo. “La misura fondamentale è la vaccinazione antidifterica, somministrata in combinazione con altri vaccini. Sono necessari richiami perché la protezione diminuisce nel tempo”, ricorda Pregliasco.
Burioni appoggia la tesi di Pregliasco e accusa la mancata vaccinazione

Più netto l’intervento di Burioni, che su Repubblica denuncia le “bugie criminali sui vaccini”. Il virologo ricorda che il vaccino antidifterico, nella sua forma attuale, risale al 1926 ed è obbligatorio in Italia dal 1939. Secondo quanto riportato dalla stampa, la famiglia avrebbe scelto di non vaccinare la bambina perché convinta che l’autismo di un cugino fosse stato provocato dai vaccini.
Burioni aveva già messo in guardia sulla non correlazione tra vaccini e autismo
“Pensare che le vaccinazioni causino l’autismo è come credere che la Terra sia piatta, visto che esiste una sterminata mole di dati che hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che l’autismo non è causato dalle vaccinazioni pediatriche”, scrive Burioni. “Con la differenza che se uno crede alla bugia secondo la quale la Terra è piatta possiamo riderci sopra, se uno non vaccina la figlia perché crede che il vaccino causi l’autismo la piccola può lasciarci la pelle a 4 anni”.
Pregliasco e Burioni: “genitori no vax ma vaccinati a loro volta”
Il virologo richiama anche la funzione collettiva delle vaccinazioni: riducendo la circolazione di virus e batteri, proteggono chi non può vaccinarsi o ha perso l’immunità a causa di terapie immunosoppressive. “Dunque la vaccinazione pediatrica non è solo un atto di protezione individuale, ma un atto di responsabilità sociale che rende più sicura la nostra comunità, proteggendo soprattutto i più deboli. Non è come mettersi il casco: è come evitare di guidare ubriachi”.













































































