Ci sono imprese che raccontano semplicemente la propria storia e altre che, invece, raccontano quella di un intero territorio. Il Molino Cosma appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Un secolo di lavoro, di sacrifici, di innovazione e di passione è stato celebrato nella splendida cornice di Villa Pacchierotti De Benedetti a Limena, dove oltre 150 invitati – tra dipendenti, operai, dirigenti, impiegati, commerciali, rappresentanti e collaboratori – hanno condiviso una serata ricca di emozioni per festeggiare un traguardo che guarda già oltre il secolo.
Un nuovo marchio per il Molino Cosma per una tradizione che continua

Non a caso il nuovo marchio creato per l’occasione porta una scritta dal significato profondo: “100 anni di Vitalytà e oltre”. Una scelta voluta. La festa, infatti, è stata celebrata nel 101° anno dalla fondazione del Molino, nato nel 1925 a San Martino di Lupari, proprio per sottolineare che non si tratta della conclusione di un percorso, ma dell’inizio di una nuova fase di crescita. Sul palco si sono alternati i protagonisti di questa lunga avventura familiare: Piero, Marta, Rosanna e Paola Cosma, quarta generazione di una famiglia che da cent’anni trasforma il grano in qualità, mantenendo intatti i valori tramandati dai propri genitori e dai nonni.
È stato Piero Cosma a ripercorrere, con emozione ma anche con grande lucidità imprenditoriale, le tappe fondamentali dell’azienda

«Siamo nati come un piccolo molino, ma con una visione già molto grande», ha ricordato. Una crescita che porta inevitabilmente al ricordo del padre Umberto Cosma, figura centrale nella storia aziendale. «Fu lui ad avere il coraggio di trasformare un piccolo molino in un moderno molino automatizzato. Quel coraggio oggi dobbiamo farlo nostro. È grazie a quella capacità di guardare avanti che possiamo affrontare le sfide del presente.». Parole accolte da un lungo applauso, perché racchiudono il senso più autentico di una storia imprenditoriale costruita sulla determinazione e sulla fiducia nel futuro. Nel suo intervento Piero Cosma ha posto l’accento anche sui temi che guideranno il prossimo secolo del Molino: sostenibilità ambientale, valorizzazione delle persone, ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e formazione continua.
Il valore della farina

Oggi in Italia si consumano circa quattro milioni di tonnellate di farina ogni anno, mentre nel mondo si superano i seicento milioni di tonnellate. Sono numeri enormi che non spaventano i fratelli Cosma. Al contrario, rappresentano uno stimolo a crescere. “Oltre al coraggio abbiamo la passione necessaria per affrontare nuovi mercati internazionali”. Una dichiarazione che fotografa perfettamente il momento che sta vivendo il Molino Cosma, sempre più orientato verso l’estero, senza mai perdere il forte legame con il territorio veneto dal quale è nato.
Tra i momenti più intensi della serata, il ricordo affidato a Marta Cosma, capace di riportare tutti indietro nel tempo

«Quando finiva la scuola iniziava subito la trebbiatura del grano. Noi fratelli eravamo ancora bambini, ma lavorare con la farina ci rendeva felici. Crescere in molino significava imparare fin da piccoli il valore del lavoro, del sacrificio e della famiglia.». Un’immagine semplice, quasi domestica, che racconta molto più di qualsiasi dato economico. Perché il successo di un’impresa nasce spesso proprio da quei gesti quotidiani vissuti con naturalezza. Anche Rosanna e Paola Cosma hanno ribadito come il patrimonio più prezioso dell’azienda continui ad essere la qualità delle produzioni, la correttezza nei rapporti umani, la professionalità e il rispetto verso clienti, fornitori e collaboratori.
Il futuro, però, è già iniziato
Nei prossimi mesi il Molino Cosma lancerà nuove linee di farine professionali dedicate al mondo della pasticceria e della pizzeria, raccolte sotto il marchio “Prima Stella”, risultato di un importante investimento nella ricerca applicata e nello sviluppo di prodotti ad alte prestazioni per i professionisti dell’arte bianca. La serata è proseguita con una raffinata cena di gala e con uno spettacolo emozionale dedicato alla farina, raccontata non soltanto come ingrediente, ma come simbolo universale del lavoro dell’uomo, della civiltà contadina e della capacità di trasformare un semplice chicco di grano in cultura, nutrimento e futuro.













































































