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Home Sport Ciclismo

Duello al Tour: Pogacar contro Vingegaard

di Sandro Bolognini
Giugno 28, 2024
in Ciclismo
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Duello al Tour: Pogacar contro Vingegaard
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Sarà un duello tra Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard che si è rimesso in sella da poco tempo per sostenere una corsa a tappe di tre settimane. Con la probabile intromissione – se le due star della Grande Boucle lo permetteranno – del fuoriclasse belga Remco Evenepoel attuale campione del mondo a cronometro. Pogačar e Vingegaard si sono divisi le vittorie negli ultimi quattro anni: 2020 e 2021 allo sloveno e 2022 e 2023 al danese. O sarà un duello tra gli sloveni Tadej Pogačar e Primož Roglič che ha vinto un Giro d’Italia nel 2023 e tre volte consecutive della Vuelta di Spagna nel 2019, 2020 e 2021.

Tadej Pogacar: “la preparazione è andata bene. Per vincere”

Tadej Pogacar è pronto per dare l’assalto alla sua terza maglia gialla. «È il mio quinto Tour de France e sono felicissimo di esserci. Abbiamo lavorato tutto l’anno molto duramente per arrivare al meglio a questo puntamento e ora speriamo di poter dare emozioni a tutti quelli che seguiranno la corsa per queste tre settimane».

Tadej Pogacar: “sono contento di tornare in italia”

Il Giro d’Italia ha lasciato un segno su Tadej, felice di tornare nel Belpaese per la partenza della Boucle. “È bello poter tornare con i bellissimi ricordi della corsa rosa. Credo che la preparazione sia andata bene, anche come gruppo siamo stati molto insieme, allenandoci in altura. Siamo a buon punto e non vediamo l’ora di cominciare. Sperando di lottare per la vittoria e di mettere in scena un bello spettacolo”.

Per la prima volta la Grand Depart avverrà in italia

Ma l’edizione del Giro di Francia numero 111 avrà un sapore particolare per l’Italia perché la Grand Depart avverrà nel Belpaese, un avvenimento storico. Partirà da Firenze in una tappa che attraversa gli Appennini e vedrà il traguardo a Rimini, nella riviera romagnola. Durante la prima tappa ci sarà anche l’attraversamento della Repubblica di San Marino. Domenica 30 giugno si disputerà la seconda tappa, da Cesenatico a Bologna. Lunedì 1 luglio la gara prenderà il via da Piacenza per approdare a Torino. L’ultimo atto italiano sarà la partenza della quarta tappa da Pinerolo, martedì 2 luglio.

Le tappe in Italia: prima tappa Firenze-Rimini per la leggenda Gino Bartali

Una vera e propria cartolina del nostro paese con la partenza dalla splendida Firenze e l’arrivo sul litorale di Rimini. La tappa è anche un tributo alla memoria di Gino Bartali, uno dei 7 italiani vincitori del Tour de France. La corsa transiterà da Ponte a Ema, sede del museo dedicato al corridore nonché suo paese di nascita. 

Gli Appennini saranno subito un test per gli uomini di classifica

Gli Appennini saranno subito un test per gli uomini del gruppo in una frazione da 3.800 metri di dislivello. Si parte con la lunga salita del Valico Tre Faggi, ma il focus sarà sul finale dove le ripide pendenze di San Marino potrebbe favorire qualche attacco. 

Seconda tappa: Cesenatico-Bologna dedicata a Marco Pantani

Si parte da Cesenatico e anche in questo caso si ricorda un grande del passato, Marco Pantani, ultimo corridore in grado di vincere Giro e Tour nello stesso anno. Fase centrale di tappa movimentata dallo strappo di Cima Gallisterna, poco prima dell’ingresso nel circuito di Imola che fu sede del Mondiale di ciclismo 2020 (vinto da Julian Alaphilippe). Ci saranno 4 ulteriori gran premi della montagna prima dell’arrivo di Bologna, tra cui una doppia ascesa al Colle di San Luca (due chilometri all’11%) in un circuito da 18 km. Un’occasione per i corridori esplosivi.

Terza tappa: Piacenza-Torino nel ricordo di Coppi

Finalmente una giornata dedicata ai velocisti sulla strada dall’Emilia Romagna al Piemonte. Si passerà da Tortona, luogo di morte dell’indimenticato Fausto Coppi, per poi entrare nel fantastico territorio delle Langhe. Sul traguardo di Torino ci si aspetta la prima volata di gruppo di questa edizione. 

La stagione del re Pogačar

Tadej Pogačar comincia la stagione il 2 marzo alle Strade Bianche: vince con 80 chilometri di fuga. 16 marzo: terzo alla Milano-Sanremo. Giro di Catalogna: quattro vittorie e successo in classifica. Liegi-Bastogne-Liegi: primo. Giro d’Italia: sei vittorie e primo in classifica.

Pogacar cerca la storica accoppiata Giro-Tour l’ultima volta riuscita a Marco Pantani nel 1998

Cercherà poi la storica accoppiata Giro-Tour nello stesso anno, impresa che manca dai tempi di Marco Pantani nel 1998. Da Coppi al Pirata un club esclusivo di sette campioni. Fausto Coppi 1949-1952, Jacques Anquetil 1964, Eddy Merckx 1970-1972- 1974, Bernard Hinault 1982-1985, Stephen Roche 1987, Miguel Indurain 1992- 1993 e Marco Pantani 1998.

Lo sloveno su una bici speciale di Ernesto Colnago

Ad attirare l’attenzione sul corridore della UAE Emirates è la bicicletta Colnago con cui prenderà il via. La storica casa costruttrice ha preparato una bici del tutto speciale, che celebra la prima partenza dall’Italia del Tour e che ha un costo di ben 23.000 euro. La bici si chiama Colnago C68 Fleur-de-Lys ed è un omaggio alla bellezza di Firenze, sede di partenza del Tour. Il fleur-de-lys, il giglio, è il simbolo della città toscana, ma è anche molto presente nell’araldica francese. Per questo è stato scelto per le grafiche di questa bici speciale con cui Tadej Pogacar prenderà il via al Tour. La livrea riprende il motivo degli affreschi del Salone dei Gigli, uno dei più belli di Palazzo Vecchio, cuore della città e luogo dove si svolgerà la presentazione delle squadre e la partenza della prima tappa del Tour de France. La bici è stata prodotta in una serie limitata di 111 unità, di cui la numero 1 sarà quella usata dal fuoriclasse sloveno

Costo di 23.000 mila euro. La bici con cui correrà la tappa di Firenze verrà messa all’asta

Il costo della Colnago C68 Fleur-de-Lys è di 23.000 euro, ma quella con cui Pogacar correrà a Firenze sarà messa all’asta dopo la tappa e si presume possa raggiungere una cifra molto più considerevole. Altra particolarità della bici è il colore dorato dei raggi delle ruote Enve. Nonostante il prezzo non proprio popolare, le 110 bici sono state tutte acquistate nel giro di pochi minuti mentre era ancora in corso la presentazione alla stampa a Firenze.  Al via da Firenze la UAE Emirates si presenterà con uno squadrone composto da Adam Yates, Joao Almeida, Juan Ayuso, Pavel Sivakov, Marc Soler, Tim Wellens, Nils Politt.

Dopo l’incidente al via Jonas Vingegaard

Jonas Vingegaard c’è dopo aver lavorato duramente negli ultimi due mesi. «Sono felice di esserci. Gli ultimi mesi non sono stati sempre facili, ma ho avuto grande supporto dalla mia famiglia e dalla squadra. Abbiamo lavorato per arrivare a questo momento e sono molto emozionato di vedere dove mi trovo. Mi sento bene e sono motivato».

Il direttore sportivo Zeeman: “non sappiamo fino a che punto possa arrivare dopo l’infortunio

Ha parlato anche Merijn Zeeman, direttore sportivo del team: «Sono molto orgoglioso di Jonas e del team di allenatori. Sta tornando da un infortunio serio. Nelle ultime settimane ha dimostrato di essere un campione, sia mentalmente che fisicamente. Naturalmente, non sappiamo ancora fino a che punto possa arrivare. Stiamo procedendo con cautela perché non ha potuto gareggiare, e la sua preparazione è stata tutt’altro che ideale, per usare un eufemismo. Ma sarà lì, sano e motivato».

C’è anche il fuoriclasse  Wout Van Aert

Al via anche Wout Van Aert, caduto alla Dwars door Vlaanderen e rientrato al Giro di Norvegia prima di allenarsi a Tignes con Vingegaard nelle ultime due settimane. «Non vedo l’ora di partecipare al Tour de France. Naturalmente, questo non era il piano iniziale, ma dopo i progressi fatti nelle ultime settimane, lo volevo davvero. Il nostro obiettivo principale è, naturalmente, correre una classifica alta con Jonas. Voglio contribuire a questo con un’eccellente squadra». Completano la selezione Matteo Jorgenson, secondo al Delfinato, Sepp Kuss, Christophe Laporte, Tiesj Benoot, Wilco Kelderman e Jan Tratnik.

Le statistiche del tour. Italia, dieci trionfi ma da 85 tappe non ne vinciamo una

La speranza è che il nostro ciclismo possa conquistare risultati migliori rispetto al recente passato. L’ultimo azzurro a lasciare il segno è stato infatti Vincenzo Nibali. Nel 2014 ha scritto il suo nome in un albo d’oro che poi non ha più visto primeggiare italiani e il 27 luglio del 2019 sul traguardo di Val Thorens ha siglato quella che ad oggi rimane l’ultima vittoria di tappa del nostro movimento. Da quel giorno 85 frazioni individuali di digiuno. Nel complesso 7 i ciclisti azzurri che hanno scritto il proprio nome nell’albo d’oro della Grande Boucle per un totale di 10 trionfi: le doppiette messe a referto da Bottecchia nel 1924 e nel 1925, da Bartali nel 1938 e nel 1948 e da Coppi nel 1949 e nel 1952, oltre ai singoli successi festeggiati da Nencini nel 1960, da Gimondi nel 1965, da Pantani nel 1998 e appunto da Nibali nel 2014.

I migliori piazzamenti italiani negli ultimi anni

Dopo l’impresa del campione siciliano, i migliori piazzamenti italiani al Tour sono stati il 4° posto sempre di Nibali la stagione successiva e il 5° di Fabio Aru nel 2017. Nelle ultime 6 edizioni (dal 2018 in avanti quindi) l’unico piazzamento nella top ten per il ciclismo italiano è stato il 10° posto di Damiano Caruso nel 2020. In totale 25 gli azzurri saliti almeno una volta sul podio finale della Grande Boucle.

Saranno otto gli atleti italiani

Saranno otto i corridori italiani che da sabato vedremo impegnati sulle strade del Tour de France. Tanti quanti nel 2021, uno in più del 2023 che resta l’anno del minimo storico. Il più atteso è sicuramente Alberto Bettiol: il neo campione italiano corre sulle strade di casa, sta vivendo finalmente una stagione con continuità ad alto livello ed è uno dei battitori liberi della EF Education Easypost, quindi potrà andare a caccia di tappe.

Un successo di tappa è l’obiettivo anche per Giulio Ciccone: l’abruzzese della Lidl Trek, costretto ancora una volta a saltare il Giro d’Italia, ha messo in mostra una bella condizione al Delfinato, anche se poi ha dovuto fare i conti con altri piccoli guai fisici. Due elementi sono schierati dalla Astana Qazaqstan: si tratta di Michele Gazzoli, che farà parte del treno di Mark Cavendish, e di Davide Ballerini che, oltre che a lavorare per il velocista britannico, proverà sicuramente ad entrare in qualche bella azione. Compito simile a quello di Ballerini per il vicentino Luca Mozzato di 26 anni nella Arkea B&B Hotels: il veronese si metterà al servizio di Arnaud Demare nelle volate ma avrà la possibilità di giocarsi le sue carte in determinate giornate. 

Gianni Moscon fa invece parte della “guardia” di Remco Evenepoel nella Soudal Quick Step e sarà tra gli uomini chiamati a lavorare per il capitano soprattutto nelle fasi iniziali di ogni frazione. Praticamente quando Moscon terminerà il suo lavoro inizierà quello di Matteo Sobrero al servizio di Primoz Roglic: il piemontese avrà il compito di restare il più vicino possibile al capitano della Red Bull Bora Hansgrohe. Infine c’è Davide Formolo della Movistar che sarà uno degli uomini di fiducia di Enric Mas ma avrà certamente occasione di puntare al bersaglio grosso.

Il patron del Tour del France in visita al museo di Bottecchia nel trevigiano

Il patron del Tour de France dopo aver incontrato il Santo Padre in udienza privata in Vaticano, si è recato oggi in provincia di Treviso, a San Martino di Colle Umberto, dove ha sede il Museo Ottavio Bottecchia, intitolato all’eroico pioniere del nostro ciclismo che fu il primo vincitore italiano in maglia gialla, nel 1924 – esattamente un secolo fa – e poi nel 1925. “L’Italia, come la Francia, è custode delle pagine più gloriose del nostro sport ed è anche questo che rende estremamente emozionante la partenza del Tour de France n. 111 dal vostro paese” ha commentato Prudhomme prima di rientrare a Firenze, dove lo attende la fase cruciale del lavoro preparatorio. Ciò, tuttavia, non gli impedirà di visitare Becycle nella giornata inaugurale di mercoledì 26 giugno.

Le 21 tappe per un totale di 3.492 chilometri 

29 giugno – 1a tappa – Firenze – Rimini 206 km
30 giugno – 2a tappa – Cesenatico – Bologna 200 km
1 luglio – 3a tappa – Piacenza – Torino 229 km
2 luglio – 4a tappa – Pinerolo – Valloire 138 km
3 luglio – 5a tappa – Saint-Jean-de-Maurienne – Saint-Vulbas (Plaine de l’An) 177 km
4 luglio – 6a tappa Maçon – Dijion 163 km
5 luglio – 7a tappa – Nuits-Saint-Georges – Gevrey-Chambertin (crono) 25 km
6 luglio – 8a tappa – Semur-en-Auxois – Colombey-les-Deux-Eglises 176 km
7 luglio – 9a tappa – Troyes – Troyes 199 km
8 luglio – riposo


9 luglio – 10a tappa – Orleans – saint-Amand-Montrond 187 km
10 luglio – 11a tappa – Evaux-les-Bains – Le Lioran 211 km
11 luglio – 12a tappa Aurillac – Villeneuve-sur-Lot 204 km
12 luglio – 13a tappa – Agen – Pau 171 km
13 luglio – 14a tappa – Pau – Saint-Lary-Soulan (Pla d’Adet) 152 km
14 luglio – 15a tappa – Loudenvielle – Plateau de Beille 198 km
15 luglio – riposo


16 luglio – 16a tappa – Gruissan – Nimes 187 km
17 luglio – 17a tappa – Saint-Paul-Tros-Chateaux – Seperdévoluy 178 km
18 luglio – 18a tappa – Gap – Barcelonette 179 km
19 luglio – 19a tappa – Embrun – Isola 2000 145 km
20 luglio – 20a tappa – Nizza – Col de la Couillole 133 km
21 luglio – 21a tappa – Monaco – Nizza (crono) 34 km

Sandro Bolognini

Sandro Bolognini

Trevigiano, uno dei giornalisti sportivi più famosi di Italia. Esperto in volley e ciclismo.

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