Una vita iniziata in Calabria con il sogno della musica e del canto e proseguita, quasi inaspettatamente, attraverso oltre quarant’anni di servizio nelle istituzioni italiane, fino a ricoprire incarichi di grande responsabilità. È la storia del Generale di Brigata della Guardia di Finanza Emilio Errigo, protagonista del libro “Volevo solo cantare”. La storia di Emilio Errigo. L’ascesa di un giovane calabrese al cuore dello Stato”, che sarà presentato sabato 10 ottobre 2026, alle ore 16.00, al Monastero di Santa Caterina, in Calle Santa Caterina a Chioggia.
La presentazione del Generale

L’incontro, promosso dalla Fondazione Clodiense, offrirà l’occasione per conoscere non soltanto la prestigiosa carriera del Generale, ma soprattutto l’uomo che si trova dietro l’uniforme e una vicenda personale che attraversa oltre quattro decenni della storia italiana. Il titolo del volume racchiude il punto di partenza di un percorso sorprendente. Nel 1977, a Reggio Calabria, un giovane Emilio Errigo sale su un palco, canta e vince. La musica sembra poter essere il suo futuro. Poche ore dopo, però, parte e la sua esistenza prende una direzione completamente diversa. Da quel momento comincia un lungo cammino al servizio dello Stato che lo porterà dalla Calabria ai vertici della Guardia di Finanza e a confrontarsi con alcuni dei passaggi più delicati della vita istituzionale del Paese.
Dalla Guardia di Finanza agli incarichi istituzionali

Ufficiale della Guardia di Finanza con il grado di Generale di Brigata, Emilio Errigo ha maturato una lunga esperienza nei reparti aeronavali, ricoprendo incarichi di comando a livello territoriale e nazionale e operando in settori particolarmente delicati, dal contrasto ai traffici internazionali alla tutela ambientale. Nel suo curriculum figurano anche importanti responsabilità istituzionali, tra cui quella di Commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale e di Commissario straordinario dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (ARPACAL).
La vita del Generale

Alla carriera operativa Errigo ha affiancato una significativa attività accademica e scientifica. È laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno e in Economia e Commercio all’Università di Bologna e ha conseguito master universitari in Homeland Security e in Sicurezza e Cooperazione Internazionale. Ha svolto attività di docenza universitaria in materie legate al diritto internazionale, al diritto del mare, alla navigazione, ai trasporti e alla sicurezza.
Ma “Volevo solo cantare” non vuole essere semplicemente il resoconto di una carriera

Il libro nasce infatti da qualcosa di molto più intimo: il dialogo tra un padre e un figlio. La memoria e la voce del Generale vengono raccolte dal figlio Antonio Errigo, laureato in Giurisprudenza, giornalista pubblicista e oggi Vicedirettore Generale di ALIS – Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile. È attraverso le sue domande che prendono forma ricordi, episodi, incontri, dubbi e scelte che consentono al lettore di scoprire ciò che spesso rimane nascosto dietro una divisa e gli incarichi pubblici. Nelle 272 pagine del volume, pubblicato nel 2026 da Media&Books, emergono così la famiglia, le radici calabresi, il senso dello Stato, la lealtà e il dovere, insieme alle difficoltà e alle responsabilità che accompagnano chi è chiamato a prendere decisioni in momenti complessi.
Tanti i personaggi ricordati dal Generale

Nel racconto compaiono inoltre incontri e incroci con personalità che hanno segnato la storia recente italiana, tra cui Giovanni Falcone, Antonino Caponnetto, Nicola Gratteri, Francesco Cossiga e Franco Zeffirelli. Una narrazione nella quale la vicenda individuale finisce così per intrecciarsi con quella del Paese. Uno dei fili conduttori del volume è proprio il concetto di legalità come scelta quotidiana, maturato da Errigo attraverso decenni trascorsi al servizio delle istituzioni: non un principio astratto, ma un comportamento da mettere in pratica anche nelle circostanze più difficili, quando responsabilità personale, carriera e coscienza possono trovarsi davanti a strade differenti.
Un racconto di vita che parla anche alle nuove generazioni

La presentazione di Chioggia vuole quindi andare oltre la tradizionale presentazione di un libro. Sarà l’occasione per affrontare temi di forte attualità: il valore delle istituzioni, il servizio allo Stato, la legalità, il rapporto tra generazioni, la famiglia e il legame con le proprie radici. La storia di Emilio Errigo parte infatti da un giovane calabrese che immaginava per sé una vita completamente diversa e arriva alle più alte responsabilità istituzionali senza perdere il rapporto con la propria terra.
Dopo oltre quarant’anni il ritorno in Calabria chiude idealmente un cerchio, ma lascia aperto il messaggio che il Generale affida soprattutto ai giovani: la vita può prendere strade inattese, mentre sono i valori e le scelte compiute lungo il percorso a determinarne il significato. “Volevo solo cantare” diventa così il racconto di un’esistenza, ma anche una testimonianza civile: quella di un uomo che ha attraversato una lunga stagione della storia italiana osservandola da una posizione particolare, quella di chi era chiamato non soltanto a guardare gli avvenimenti, ma ad assumersi responsabilità e prendere decisioni.
L’appuntamento è dunque per sabato 10 ottobre 2026 alle ore 16.00, nella suggestiva cornice del Monastero di Santa Caterina di Chioggia, in Calle Santa Caterina.













































































