Prosegue su www.enordest.it la rubrica “Itinerari”. Ogni domenica sarò felice di presentarvi voci e storie tra Nordest e Sardegna, terre straordinarie tra cui vivo e lavoro. Vi accompagnerò lungo itinerari culturali, turistici ed imprenditoriali ricchi di fascino e creatività, che conto sapranno informare ed emozionare chi vorrà farci compagnia. Oggi con “Itinerari” vi porto ancora nella vivace e bellissima città di Cagliari a conoscere il re cagliaritano del revival della musica anni ’60 e ’70, l’eclettico musicista Lucio Tunis. Li chiamano “gli anni d’oro” e Lucio Tunis li fa rivivere come se non fossero mai passati. Buona lettura!
Tunis; chi è costui?

Da quasi trent’anni regala musica, sorrisi ed emozioni al pubblico della terza età. Cagliaritano, fisarmonicista raffinato, docente, animatore instancabile e punto di riferimento didattico e sociale in città, iscritto al prestigioso albo dei musicisti italiani ed europei, Lucio Tunis è direttore artistico e anima di due rassegne ormai storiche: “Serata d’autunno” e “Sull’onda dei ricordi”, ma anche del format “Incontro fra generazioni a confronto”. Per 40 anni ha diretto “I ragazzi del Chorus”, un progetto che ha coinvolto 250 studenti delle sue diverse classi che si sono esibiti in ospedali, case di riposo, orfanotrofi. Un progetto raccontato anche nelle pagine di Topolino nel 2001..
Lucio Tunis, ci parli in sintesi dei suoi progetti

“La formula è semplice: un palco, quello dell’Auditorium del Conservatorio Pierluigi da Palestrina, tanta musica, prezzi popolari e un’atmosfera da festa in famiglia. L’obiettivo è regalare qualche ora di spensieratezza, soprattutto a chi è avanti con gli anni, creare occasioni per uscire di casa, incontrarsi e cantare le canzoni di una vita”.
Sono tanti i nomi che si sono avvicendati sul suo palco…
“Ho avuto l’onore di accogliere i nomi più amati della musica italiana, miti intramontabili come Don Backy, Nicola Di Bari, I Cugini di Campagna, I Camaleonti, Bobby Solo, Tony Dallara, Rosanna Fratello, Gino Santercole, Silvia Mezzanotte, I New Trolls, i Dik Dik, Manuela Villa, I Collage, Wilma Goich, Fred Bongusto, Orietta Berti, Sandro Giacobbe, Al Bano, Fausto Leali, Patty Pravo, Piero Marras”.
Tunis, ha una curiosità da raccontarci?

“C’è un aneddoto alquanto divertente. Un giorno mi venne a trovare a casa Nicola di Bari. Finito di pranzare, ci recammo a prendere la mia macchina e distrattamente ci sedemmo dentro un’auto identica alla mia. Dopo qualche attimo di perplessità mi resi conto che qualcosa all’interno dell’abitacolo non andava, scendemmo al volo prima che qualcuno pensasse che la stessimo rubando”.
Da dove parte la sua storia?

“Da piccolissimo, uscivo con mia madre a passeggio e capitava di entrare nei grandi magazzini di allora. In uno dei tanti reparti, venni colpito da uno strumento giocattolo di piccole dimensioni: era una fisarmonica. Con il ditino, cominciai a premere i tasti, rimasi affascinato e cominciai a sviluppare la passione per questo strumento. Poi, crescendo, ho conseguito gli studi abilitandomi per l’insegnamento di disegno e storia dell’arte e arti figurative unitamente agli studi per l’insegnamento della musica. Scelsi questa disciplina. Una volta conseguita l’abilitazione, nel 1971 ho iniziato ad insegnare nelle scuole pubbliche di primo e secondo grado entrambe le discipline, ma il mio cuore e la mia passione mi guidarono verso la musica. Nell’arco di circa quarant’anni di insegnamento, per dare una svolta determinante all’insegnamento della musica, proprio in quell’anno decisi di inserire, oltre al solito flauto, gli altri strumenti: pianoforte, chitarre (elettrica, acustica e folk), strumenti a fiato, percussioni, fisarmonica, violino e moog. Posso dire di essere stato il precursore della musica elettronica nella scuola. Questa proposta ha suscitato grande entusiasmo da parte dei miei allievi e dei genitori”.
Tanta passione ed importanti riconoscimenti nella sua attività artistica, didattica, sociale e professionale…

“Ne cito alcuni. Nel 1997 il premio dall’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi; il premio Europeo per la musica, il premio Nazionale “Salvatore Quasimodo”, il riconoscimento dell’allora sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Sono poi stato vincitore del Festival Internazionale della Fisarmonica nella categoria “ Varietà’” a Termoli, ed altri ancora. Musica, passione e impegno per me vanno di pari passo. L’amore per questa disciplina porta ad una crescita interiore ed a un arricchimento”.
Tunis, cosa le ha dato maggior soddisfazione?
“Aver fatto qualcosa per gli altri. Nel 2001 con la mia Associazione di Volontariato Arpa, dopo aver osservato e riflettuto sulle persone della terza età, talvolta afflitte dal problema della solitudine ed emarginazione, ho dato vita a “Serata D’Autunno”, “Sull’onda dei ricordi” e “Incontro fra generazioni a confronto”, dedicate in particolare agli anziani e a persone con disabilità, alternando sul palco del Conservatorio di Cagliari, oltre ai nostri artisti locali, personaggi noti al grande pubblico. Con la loro musica e le loro canzoni, hanno portato un po’ di gioia e sollievo alle persone che soffrono e a quelle che talvolta, in qualche misura, vivono in una condizione di emarginazione e profonda solitudine. Il costo del biglietto è accessibile per far sì che anche la fasce più deboli possano ascoltare, vedere dal vivo i loro beniamini e stringere loro la mano”.
Ci racconta il suo rapporto personale col palcoscenico?

“Ho sempre amato il palcoscenico, mi sono sempre esibito alla fisarmonica e negli anni ‘60 con il mio gruppo ‘Gli Ariston’ in qualità di organista. Sono un polistrumentista. Abbiamo vinto tre tornei regionali, uno a Oristano e due a Iglesias. Ho partecipato a svariati programmi televisivi”.
Oltre ai tre format, c’è anche il “Lucio Tunis Show”…

“Sempre a Cagliari, al Teatro Houdini, grazie ad un’idea del titolare del Teatro, il prestigiatore e illusionista Alfredo Barrago, va in scena un appuntamento mensile che ho definito ‘il mio familiare salottino musicale’. È un palcoscenico aperto a qualsiasi forma d’arte, musica, danza, poesia, reading, in un’ atmosfera intima. Un palcoscenico per tutti, uno spazio di espressione per professionisti ed anche occasione per persone di ogni età per mettere in luce talenti finora inespressi. Partecipo anch’io come conduttore polistrumentista e cantante. C’è uno zoccolo duro, formato, tra i tanti, dai cantanti Silvia Tocco, Michela Laconi, Lino Mura, in arte Linoldies, Nicola Leschio, Francesco Scano e Daniela Atza, Katia Malika, cantante, ballerina e scenografa, Giancarlo D’Amico, cantante e chitarrista. Man mano si aggiungono sempre nuove voci per una serata di intrattenimento che ha una valenza artistica e sociale”.
Tunis, ha un ricordo legato al Veneto?

“Veramente con il Veneto ho un bellissimo ricordo. Nel 1975 ho conseguito il Diploma di “Virtuoso” della fisarmonica a pieni voti, rilasciatomi dall’Accademia Lanaro di Roma, l’unica riconosciuta dal Ministero della pubblica istruzione. Non era ancora stata istituita la cattedra di fisarmonica al Conservatorio di Cagliari, avevo inviato anche una lettera al Presidente della Repubblica Sandro Pertini per sollecitarne l’apertura e ricevetti subito una cortese risposta. Nel 1975 andai a sostenere l’esame nella sede distaccata dell’Accademia, a Schio, delizioso paese a pochi chilometri dalla splendida città di Vicenza. Fu un giorno memorabile. Con il diploma tra le mani mi sono goduto la città e i suoi dintorni con tutte le sue bellezze e l’ottima cucina. Mentre attraversavo piazza dei Signori e ammiravo la Basilica Palladiana, ripensavo con tenerezza a quel bambino che con il ditino premeva i tasti della fisarmonica. Non mi sembrava vero. Io, virtuoso di uno strumento così affascinante. Mi sono sentito fiero di me stesso e ho deciso di impegnarmi fino in fondo, con passione e sacrificio, non solo per me, ma anche per gli altri. Perché la musica, suonata o fruita, regala una gioia immensa”.










































































