Il cielo è come la letteratura, continua a stupire. Ci aspetta una stupenda eclissi di luna nella notte tra il 27 e il 28 agosto quando il disco lunare verrà oscurato diventando color bronzo. Orari da brivido: inizio alle 03,23 con massimo dell’eclissi alle 06,12. Prima di entrare in libreria salutiamo quindi tutti gli appassionati del nostro satellite che, in senso cinematografico, ebbe numerose approvazioni alla Mostra del Cinema di Venezia nel lontano 1984 quando Otar Iosseliani vinse il Premio Speciale della Giuria con I favoriti della luna. Sempre nello stesso anno, Pascale Ogier ottenne la Coppa Volpi per Le notti della luna piena. Volete conoscere anche il titolo del Leone d’oro? L’anno del sole quieto di Krzysztof Zanussi. Davvero una serie di favorevoli circostanze celesti. Quando si può dire che la Luna bussa più volte.
Con la Luna che bussa nel cielo e nei film vediamo se bussa anche nella nostra libreria preferita

Dopo queste annotazioni andiamo subito a scoprire i romanzi più venduti e amati dell’estate con la speciale classifica elaborata dalla nostra fantastica Libreria Lovat sempre al centro dell’attenzione letteraria grazie agli incontri con autori e autrici ospitati nelle sedi di Villorba (Treviso) e Trieste.
Ecco il medagliere con i primi dieci:
- Gotto – Ci basterà mangiare il vento – Mondadori
- Mari – I convitati di pietra – Einaudi
- Harstad – Max, Misha e l’offensiva del Tet – Sellerio
- Whitaker – Tutti i colori del buio – Einaudi
- Tuti – Ed è un poco la notte e un poco l’alba – Longanesi
- Bussola – Il sole nelle pozzanghere – Einaudi
- Davidsson – I miracoli di ogni giorno – Garzanti
- De Gregorio – La cura – Einaudi
- Giannone – La portalettere – Nord
- Pavone – L’ultimo turno – Feltrinelli
Il New York Times lo ha definito uno dei migliori gialli dell’anno, l’autore è cresciuto a Brooklyn ma ha vissuto molto in Europa

Partiamo subito dalla novità del momento collocata al decimo posto della classifica: L’ultimo turno (Feltrinelli) di Chris Pavone. Lo scrittore, classe 1968, si è laureato alla Cornell University e per circa vent’anni ha lavorato come ghostwriter e come editor. La sua speciale narrativa prende il via nei profumati caffè europei nella Città di Lussemburgo, dove inizia a scrivere il suo primo romanzo, Gli infedeli del 2013 che diventerà ben presto un bestseller negli Stati Uniti. L’ultimo turno è balzato agli onori della critica suscitando approvazioni entusiastiche da parte di maestri come Stephen King e John Grisham che ne hanno apprezzato la genialità dell’intreccio e lo spessore dei personaggi. Doveroso quindi non raccontare la trama. Ci limitiamo solo a localizzare geograficamente questa storia piena di segreti e misteri che si alimenta in un edificio di lusso nel centro di New York. Rubiamo invece la citazione che appare tra le prime pagine, decisamente affascinante “Se rispetti le piccole regole, puoi infrangere le grandi” George Orwell.
Dalle novità alle conferme. Una conquista che porta il nome di un protagonista assoluto delle classifiche di tutti i tempi

Sempre sul podio al primo posto lo scrittore torinese Gianluca Gotto: Ci basterà mangiare il vento (Mondadori). Nomade digitale, blasonato da un blog seguitissimo che recentemente ha deciso di chiudere. Lo scrittore con una bella foto su Instagram accanto alla compagna Claudia ha annunciato questa novità al suo pubblico: “Cambio casa per la 42esima volta e dopo 10 anni chiudo il mio blog. Il karma si appesantisce se ripetiamo la stessa vita”. Una vita avventurosa quanto i personaggi dei suoi romanzi. Ci basterà mangiare il vento è un titolo che si ispira ad una espressione malese sinonimo di uno stato d’animo leggero, un sentimento che proviamo quando facciamo piccole cose generalmente considerate inutili.
Era al primo posto nella settimana del 9 agosto e mantiene un ottimo piazzamento in seconda posizione, dopotutto è il Premio Strega 2026 che bussa ancora in classifica

Registra un grande successo di pubblico: I convitati di pietra (Einaudi) dello scrittore milanese Michele Mari, poeta, filologo, traduttore e docente di letteratura italiana. Un titolo che evoca la metafora celebrata da scrittori e musicisti di tutti i tempi. Ecco l’incipit della vicenda decisamente suggestiva “2 luglio 1975: la data fatidica in cui una classe del liceo, festeggiando con una cena il primo anniversario dell’esame di maturità, decide di stipulare un accordo di sangue e denaro. Ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra, e il capitale sarà investito in modo da generare – col trascorrere dei decenni – un’autentica fortuna”.
“Da qui in avanti puoi solo invecchiare”

Prendiamo in prestito il titolo della raccolta di testi che ha segnato il debutto nel 2001 di un autore molto suggestivo nato nel 1979 a Stavanger in Norvegia, Johan Harstad. Il suo primo romanzo “Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?” tradotto in molti paesi, lo ha portato subito alla notorietà. Ora lo troviamo sul podio al terzo posto con: Max, Mischa e l’offensiva del Tet (Sellerio). Potrebbe sembrare una moderna Odissea questa storia stravagante che probabilmente non avrà mai un finale tangibile. I personaggi sono ricchi di sfumature, c’è Max un regista teatrale che lavora negli Stati Uniti ma sogna la Norvegia dove è nato. Mischa è invece una ragazza canadese che somiglia molto a Shelley Duvall attrice che campeggia sulla bella copertina del libro. C’è lo zio Ove che dopo aver lasciato Oslo è finito in Vietnam. Senza raccontare la storia, tutta da leggere, è doveroso annotare il significato di “offensiva del Tet”. Era il 1968 quando durante la notte del capodanno vietnamita tra il 30 e il 31 gennaio (Tết Nguyên Ðán) i vietcong attaccarono a sorpresa oltre cento città sudvietnamite tra cui Saigon segnando di fatto una svolta in quella guerra devastante che non aveva però ancora sconvolto l’intera opinione pubblica, mentre nei campus universitari montavano già le proteste contro il governo americano. Una personalità multiforme quella dello scrittore Johan Harstad che è anche autore di teatro e libri per ragazzi, musicista e fondatore dell’associazione Lacktr che si occupa di graphic design, cortometraggi e fotografia.
Al quarto posto del medagliere quello che il Washington Post ha definito il libro dell’anno

Tutti i colori del buio (Einaudi) di Chris Whitaker. Lo scrittore inglese ci propone una vicenda ambientata tra i boschi di Monta Clare, nel Missouri. Un adolescente scompare la mattina del 1975. Joseph ha tredici anni quando viene rapito e tenuto prigioniero in uno scantinato per quasi un anno. Nel corso della prigionia una ragazza saltuariamente lo va a trovare rimanendo avvolta nell’oscurità. Tornato libero, il giovane decide di scoprire l’identità del rapitore e soprattutto quella della misteriosa ragazza, ma la ricerca aprirà la strada a eventi inquietanti e pericolosi per la sua stessa vita.
Tra sensazioni nordiche e misteri internazionali il vento del nordest bussa ancora

Quinto posto per la scrittrice di Gemona del Friuli Ilaria Tuti: Ed è un poco la notte e un poco l’alba (Longanesi). Il romanzo narra un episodio dell’estate 1944: un contingente cosacco invade il Friuli, nella Zona libera della Carnia. Storia devastante di un conflitto illuminato dall’umanità di una donna. La protagonista cerca frammenti di vita e compassione tra popoli diversi. Le donne hanno sempre un ruolo determinante nelle storie di Ilaria Tuti apprezzata a livello internazionale grazie al successo ottenuto con il personaggio di Teresa Battaglia, commissario di polizia e profiler dalla sensibile capacità investigativa.
Uno scrittore veronese sempre al centro dell’attenzione editoriale

Plauso a Matteo Bussola costantemente in classifica tra i primi diecititoli apprezzati dal pubblico: Il sole nelle pozzanghere (Einaudi) ha come protagonista un rigattiere. Nel suo negozio recupera oggetti usati o rotti donando loro nuova vita. Frammenti importanti di storie, affetti, condivisioni e sogni.
Abbiamo tutti bisogno di un miracolo e forse la Svezia può esaudire le nostre preghiere

Costantemente nel medagliere una delle scrittrici più apprezzate in Svezia, Camilla Davidsson: I miracoli di ogni giorno (Garzanti). Romanzo d’esordio diventato ormai un bestseller pubblicato in tutta Europa. Una storia piena di magia che testimonia anche il potere salvifico dei libri. La protagonista dopo ore di lavoro stressante passato a servire ai tavoli trova un giorno sul tappeto di casa una lettera. Scopre che è di un anziano e affezionato cliente, un professore di letteratura che le ha lasciato in eredità un appartamento. Questa eredità mette in gioco tutte le sicurezze sulla vita e le sue vere origini. Nell’appartamento trova cataste di libri e in ogni romanzo c’è un biglietto con alcuni indizi. Segreti che la sua famiglia ufficiale, dalla quale era scappata per grandi incomprensioni, le aveva tenuto nascosti.
Affrontare e raccontare la malattia con strategie diverse, oltre gli stereotipi

Giornalista di spessore molto nota al grande pubblico Concita De Gregorio è sempre al centro dell’interesse editoriale con il suo ultimo lavoro: La cura (Einaudi). Una riflessione piena di umanità sulla malattia e sul dolore dove bellezza e anche leggerezza diventano parti essenziali per superare ogni difficoltà. Il suo messaggio trasmette una consapevolezza universale: prendersi cura degli altri è l’unico modo per curare anche noi stessi.
Chiusura in bellezza con un romanzo che ha trionfato vincendo il Premio Bancarella nel 2023 e che bussa per farsi spazio in classifica

Questa particolare classifica estiva vede la presenza tra i titoli più venduti di una storia che ha colpito molto l’immaginazione del pubblico: La portalettere (Nord) opera prima, esordio strepitoso della scrittrice pugliese Francesca Giannone. Storia con incipit romanzesco ma assolutamente reale e che così l’autrice racconta: “La portalettere nasce da un biglietto da visita di cent’anni fa, che ho trovato in un cassetto e su cui c’era scritto: Anna Allavena. Portalettere. Anna era la mia bisnonna e io mi sono messa sulle sue tracce, scoprendo così una donna straordinaria”. Siamo negli anni Trenta in un paese del Salento e Anna decide di intraprendere un mestiere considerato da uomini: la postina. “Non durerà” sentenziano gli abitanti di Lizzanello e invece Anna con il suo lavoro di portalettere, a piedi e in bicicletta, cambierà le sorti di quella piccola comunità.
Buona lettura!














































































Dott.ssa Elisabetta, ben tornata dopo la pausa estiva. Immagino che le librerie Lovat, nonostante il caldo, siano luoghi freschi e piacevoli da frequentare anche in estate alla ricerca del nuovo libro da leggere. Mi fa molto piacere vedere che la scrittrice Francesca Giannone sia ritornata in classifica con un libro datato, ma di pregio. La vicenda della signora Anna in un sud arretrato e poco ben disposto verso l’emancipazione femminile è un testo che merita diffusione sia per la vicenda in se stessa, sia per i valori a cui si richiama. Vedo che ancora si vendono libri da leggere sotto l’ombrellone come immagino che sia L’ultimo turno di Chris Pavone, un giallo, un noir. Questo libro si legge senza coinvolgerci perchè l’ambientazione è lontana dalla nostra realtà: New York, Manhattan, ambienti di lusso, odi razziali. Però pur sapendo che il romanzo racconta una realtà sociale diversa dalla nostra ci lasciamo coinvolgere nella lettura e nelle vicende narrate.
Mi meravigli sempre! Eclissi e libri ? Solleciti interesse…ed è un grande piacere!