La prima caduta del maestro, Velasco alla prima sconfitta in fase decisiva di un trofeo, perde il tiebreak nella semifinale di Nations league contro il Brasile. Già un anno fa aveva rischiato contro le carioca e con le turche. Restiamo favoriti, per Europei, mondiali e olimpiade. Però firmiamo in anticipo l’allenatore della successione, in ordine di merito Giovanni Guidetti, Daniele Santarelli e Stefano Lavarini. Se dopo Los Angeles Julio lascerà le donne, a 76 anni, si deve puntare sul migliore.
Velasco non cerca alibi: “Brasile superiore in contrattacco. Questa sconfitta potrà insegnarci qualcosa”

Si interrompe in semifinale il cammino della Nazionale italiana di volley femminile nella Nations League 2026. A Macao, le azzurre si arrendono al Brasile al termine di una sfida di altissimo livello tecnico ed emotivo, chiusa al tie-break sul 3-2 (21-25, 25-21, 26-24, 22-25, 15-11). Sfuma così l’obiettivo di conquistare il terzo titolo consecutivo nella competizione, mentre resta ancora da giocare la finale per il terzo posto contro la perdente dell’altra semifinale tra Turchia e Cina.
Una partita combattuta, decisa dai dettagli e dalla straordinaria prestazione di Ana Cristina, autentica trascinatrice della formazione verdeoro nei momenti più delicati dell’incontro. L’Italia ha avuto le proprie occasioni, ma nei frangenti decisivi il Brasile ha mostrato qualcosa in più soprattutto nella fase di ricostruzione del gioco.














































































Un uomo in canotta famoso solo per aver fatto saltare i nervi a Velasco facendo domande stolide sulla differenza tra maschi e femmine. Complimenti a chi lo pubblica.
Scusate ma quello che pubblica Zagnoli viene controllato o ha massima libertà di azione? Al di là degli errori (o anche orrori) ortografici e dell’uso smodato di virgole consentite la pubblicazione di video dove appare in canotta e collana? Non è esattamente un’immagine professionale per una testata giornalistica.
Caro Riccardo Cogo e Alberto Trevisan, invito anche voi a contattarmi su facebook o su instagram così parliamo di quanto volete, senza problemi.
Il caldo per me, evidentemente, a Reggio Emilia, non ci può essere.
La collana non vi piace, per qualcuno ha qualcosa da uomo del sud, che non sono.
Ancora, la canotta. Siamo in estate, ripeto, e non uso l’aria condizionata.
Spesso, a voi che leggete tutto, cito Xavier Jacobelli. Lo ieratico è padre di Maria Luisa Jacobelli, che festeggiò la tessera da pubblicista con un bellissimo calendario super bollente, con le zinne in evidenza. Lei, neo giornalista. Allegato a For Men, orbita Urbano Cairo. Maria Luisa, accreditata di un flirt con Mbappè.
Dicevo, Xavier mi valorizzò a 23 anni, con la Reggiana in serie A, per la prima volta, ma non sulla Reggiana. Era capo dello sport de Il Giornale. Poco, invece, da direttore di Tuttosport, con Gianni de Pace che con me aveva cambiato atteggiamento, da prima tutto ok, poi dopo “non puoi farlo tu”. La prima e la seconda direzione di Jacobelli.
Dicevo, Xavier, bellissimo, ama l’estetica. Xavier ogni giorno fa video da ieratico, in giacca e cravatta. Come Antonio Damascelli detto Toni. E un po’ di altri.
Si cerchi il grande Jack Bonora, ogni giorno senza maglia.
Riccardo Cogo, chieda a Julio Velasco se faccio domande stolide. Stolido sarà lei.
Quello che pubblica Zagnoli verrà letto, talvolta magari distrattamente, per un semplice motivo. Vanni Zagnoli è professionista, dal ’99, e dal ’91 non ha mai fatto altri lavori. Zagnoli è rettezza, etica, non porcherie.
Uso tutte le virgole che voglio. E nei video dico quel che preferisco. Dedicato a gente che si diverte a farmi il verso cambiando nome, ogni volta, inventandolo. Semplici haters. Viva