“Il racconto parte da un’esperienza personale di un bambino, poi adulto, che incontra la condizione della sordità con cui convive da una vita – scrive Renza Barbon, membro della Giuria, nelle motivazioni del premio attribuito al racconto di Pietro Carenza “… mica abbiamo scelto noi di essere così”. L’opera è stata premiata nella sezione dedicata alle opere che hanno ottenuto più mi piace sulla pagina facebook del Concorso “Vi racconto una storia…” (https://www.facebook.com/Concorso.ViRaccontoUnaStoria?locale=it_IT) promosso da Associazione Rete Malattie Rare APS
Importanti e utili consigli per una migliore comunicazione con le Persone Sorde
“Al di là delle numerose difficoltà incontrate – prosegue Renza Barbon -, il racconto ci conduce alla conoscenza di questa condizione che ha dato la possibilità all’autore, non solo di incontrare una comunità di “fratelli e sorelle sorde” molto coesa, ma anche dalla volontà di far comprendere con parole semplici e immediate cosa comporta questa condizione, fornendo consigli utili alle persone che udenti per trovare canali di comunicazione efficaci e creare relazioni feconde.
L’autore Pietro Carenza, molti i premi ricevuti anche ad altri Concorsi letterari

Pietro Carenza (nato nel 1955 a Turi in provincia di Bari, dove risiede) è diventato sordo all’età di 5 anni. Dopo aver ottenuto la licenza elementare insieme alle persone udenti, frequenta le scuole medie nell’Istituto per Sordi “Apicella” di Molfetta (BA) e prosegue poi gli studi Superiori diplomandosi nel convitto per Sordi “Antonio Magarotto” di Padova.
Scrive fin dall’infanzia, ha partecipato a vari concorsi di poesie, ottenendo anche molti riconoscimenti: Premio speciale alla VII edizione (2015) “Parole e Poesia” Formigine (MO), Premio speciale alle edizioni XXV (2014) e XXVI (2015) del Concorso Internazionale di Poesia “Città di Porto Recanati” (MC).
“… mica abbiamo scelto noi di essere così”, il racconto di Pietro Carenza

Vi racconto la mia storia. All’età di 5 anni sono diventato sordo, dopo una puntura di un “farmaco” che mi fu fatta in dose per “adulti”, dopodiché mi sentivo bruciare tutto il corpo, sudavo, mi tappai le orecchie, perché sentivo tutto amplificato… poi svenni.
Al risveglio NON udivo più NULLA! chiamai mia madre gridando che “il dottore mi ha fatto diventare Sordo!” ma nessuno mi credeva, pensavano che io fossi ancora sotto effetto della “medicina”, il dottore diceva che si trattava di una cosa MOMENTANEA e poi avrei ripreso a sentire, e invece restai sordo!
La “Lingua dei Segni” è una vera e propria “Lingua visiva-gestuale”
La mia Sordità è detta “Postlinguale”, ovvero quando la perdita dell’udito si manifesta, dopo che una persona ha acquisito il linguaggio parlato. Esistono diversi tipi di sordità, e molti son diventati sordi per la stessa puntura del Farmaco che fu fatta a me, altri per motivi vari, alcuni lo sono dalla nascita.
Ho frequentato l’asilo e le scuole elementari con persone udenti, alle scuole medie invece, non riuscivo a seguire le lezioni delle varie materie.
Iniziai così a frequentare il Convitto nelle scuole Speciali per Sordi, dove si facevano lezioni adatte alle persone sorde, lì ho scoperto di non essere l’unico sordo: ho imparato a dialogare con le mani, ovvero a conoscere la Lingua dei Segni, che è una “Lingua visiva-gestuale”, espressa attraverso i movimenti delle mani e del corpo con espressioni facciali, è una Lingua con una propria grammatica, sintassi e vocaboli dei Segni, non si tratta di gesti comuni di mimica.
I Segni hanno origini molto antiche e sono stati tramandati dalle persone Sorde

I segni hanno origini molto antiche, sono stati tramandati dalle stesse persone sorde e si sono evoluti nel tempo. Dal XVI secolo ha origine l’istruzione ai sordi, con l’apertura delle prime scuole Speciali. La Lingua dei Segni, è utilizzata dalla maggior parte delle persone sorde, ma non è uguale in Italia e nel Mondo, anzi ci son differenze dai segni usati per esempio da persone sorde maschi e femmine, ciò è dovuto al fatto che nei Convitti il settore dei Maschi era separato da quello delle Femmine. Vi sono inoltre differenze tra Nord e Sud: alcuni Segni sono Locali come i Dialetti, detti “VARIANTI”. In Italia viene chiamata Lingua dei Segni Italiana= LIS, in Francia =LSF, negli Stati Uniti =ASL, in Gran Bretagna =BSL, ecc. La Sordità è invisibile, perciò si pensa che non è “grave”.
Per la comunicazione con le persone udenti l’importanza degli interpreti di LIS
Per agevolare la comunicazione tra persone sorde e udenti ci sono gli interpreti di LIS o LIST (Lingua Italiana dei Segni Tattili, per persone con Sindrome di Usher) che fanno da ponte tra persone Sorde e Udenti in vari contesti lavorativi e culturali, con una traduzione e interpretazione in simultanea trasformando la voce in segni e viceversa. Molti figli di persone sorde (CODA Children Of Deaf Adults, acronimo di figli udenti di genitori sordi) conoscono la Lingua dei Segni fin da piccoli, molti di loro svolgono funzione di “traduttori” per i propri genitori sordi, spesso diventano Interpreti professionali di LIS.
Solidarietà tra Persone con Disabilità, l’amicizia con le Persone Cieche o Ipovedenti

Tra di noi, persone con disabilità c’è molta solidarietà, e ci si comprende meglio. Noi non vogliamo compassione, ma rispetto, mica abbiamo scelto noi di essere così! Vicino al Convitto per Sordi che frequentavo, c’era anche un Convitto per Persone Cieche e Ipovedenti, e ogni tanto, specie la domenica e giorni festivi, andavamo a prendere qualcuno che voleva uscire per fare una passeggiata insieme. Da loro, ho imparato come devono essere accompagnare: bisogna dare il Braccio o la Spalla come appoggio per guidarli; loro usano il “Bastone Bianco”, invece per le persone sordocieche, c’è il “Bastone Bianco e Rosso”, ho compreso che sono regole molto precise. E’ risaputo che quando manca un senso, viene compensato da un altro, infatti vengono messe in atto delle strategie per colmare le mancanze e si sviluppa il “sesto senso”.
Carenza: posso dire di essere “diversamente fortunato”

Quando son diventato sordo, non esisteva la Legge 104, quindi non ho avuto un’assistente alla comunicazione, che affiancasse i docenti durante le varie lezioni. Se l’avessi avuta, avrei capito meglio le lezioni, non avrei dovuto rinunciare a molti progetti, per il fatto che NON sentivo. Adesso posso dire di essere “diversamente fortunato” ad aver frequentato i Convitti Speciali per Sordi. Ho avuto l’occasione infatti di conoscere altri “FRATELLI e SORELLE” come me, e capire che non sono l’unico Sordo al mondo. Molti di loro, dopo tanto tempo li ritrovo nei social network e condividiamo foto di quando eravamo studenti scambiandoci varie opinioni.
In questi ultimi anni, molti Convitti Speciali per le persone sorde, sono stati chiusi per mancanza di iscritti. Perché oggi prevale la scelta di frequentare le scuole pubbliche, dove ci sono i docenti di sostegno, assistenti alla comunicazione e altri supporti a favore delle Persone Disabili. Ciò potrebbe far sembrare meno difficile l’inserimento delle persone con disabilità nella vita quotidiana e invece ci sono ancora molti ostacoli da superare.
Decalogo per la comunicazione con le persone sorde

- La persona Sorda non sente, quindi non serve URLARE. Quando porta le protesi Acustiche, o Impianto Cocleare, sente meglio, ma non ri-diventa persona Udente, i problemi della “non buona” comunicazione restano.
- Cercate di Attirate l’attenzione visiva della persona prima di parlarle, per chiamarlo. Il modo migliore è toccarle la spalla o agitare la mano, oppure con fonti luminose.
- Quando parlate con una persona Sorda (possibilmente uno alla volta), cercate di starle vicino per consentirle di leggere più agevolmente il labiale. Accertandosi che il vostro viso sia illuminato, non quello della persona Sorda.
- Cercate di restare fermi, i baffi possono disturbare la lettura labiale. Parlate in ITALIANO senza alzare la voce, ed in modo chiaro, usando frasi semplici.
- Nel caso di nomi propri di Città, oppure nomi di persone, se non ha compreso bene, scrivere su un foglietto. Se conoscete la LIS (Lingua dei Segni Italiana) usatela.
- Non chiamare al telefono un Sordo, se devi fissare o ricordare un appuntamento, mandagli un messaggio su WhatsApp o fate Videochiamata.













































































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