Presso la nuova sede di Santa Maria di sala di Nova Poliambulatori abbiamo incontrato il professor Lorenzo Motta, oculista, il quale ha messo in evidenza attraverso la sua esperienza e professionalità tre momenti tipici della vita dell’essere umano e delle problematiche della vista, a incominciare dai più piccoli.
Professor Motta quando bisogna fare la prima visita oculistica?

“Importante per i genitori capire quando effettuare la prima visita oculistica nei bambini, non soltanto quando notano qualche difficoltà, per esempio quando si avvicinano troppo al televisore, oppure strizzano frequentemente gli occhi. Sarebbe corretto fare attenzione all’inizio dell’età scolare, ma anche prima ovviamente. Ci sono sempre segnali da non trascurare, che anticipano la miopia, atteggiamenti come avvicinarsi troppo agli schermi, oppure inclinare la testa per osservare qualcosa, possono rappresentare segnali da approfondire. Ma è importante sapere che non dobbiamo necessariamente aspettare la comparsa di questi sintomi. La prima valutazione oculistica specialistica è generalmente consigliata entro i tre anni, ma anche prima se sono presenti dubbi, segnali sospetti o particolari fattori di rischio. Durante i primi anni di vita, infatti, il sistema visivo è ancora in fase di sviluppo. Individuare precocemente eventuali problematiche, come l’ambliopia, comunemente chiamata “occhio pigro”, può fare davvero la differenza. Per questo motivo la prevenzione oculistica è fondamentale per accompagnare correttamente la crescita e lo sviluppo visivo dei bambini”.
Professor Motta spesso sentiamo persone che lamentano una vista sempre più appannata oppure un particolare fastidio provocato dai fari delle auto durante la guida serale. Come si può capire se si trattano dei primi segnali di cataratta?


“La cataratta è una condizione molto comune e spesso si manifesta proprio attraverso piccoli cambiamenti nella vita quotidiana. La vista diventa meno nitida, i colori sembrano meno brillanti e le luci possono dare più fastidio, soprattutto durante la guida notturna. La particolarità della cataratta è che generalmente si sviluppa lentamente. Per questo motivo molte persone tendono ad abituarsi al peggioramento della vista, pensando che sia una normale conseguenza dell’età. Se anche cambiando gli occhiali la vista non torna nitida, oppure guidare di notte diventa sempre più complicato, è importante effettuare un controllo. Attraverso una visita oculistica si può capire se si tratta effettivamente di cataratta, valutare lo stadio e stabilire quando è opportuno intervenire chirurgicamente. Non sottovalutare questi segnali e programmare una visita quando ci accorgiamo che la nostra vista non è più quella di prima”.


Motta si rivolge anche al mondo del lavoro e fa notare che la salute dei nostri occhi va tutelata anche nell’ambito professionale. Computer, smartphone e tablet sono richiesti da moltissime professioni e le stesse a loro volta richiedono di trascorrere diverse ore davanti allo schermo. Spesso, a fine giornata, si avvertono bruciore agli occhi, vista appannata o mal di testa.
Cosa ci può succedere?

“È una situazione molto comune, soprattutto per chi trascorre diverse ore al giorno davanti al computer. Lo specialista conferma che questi disturbi sono spesso legati a quello che definiamo affaticamento visivo digitale. Quando siamo concentrati davanti a uno schermo, tendiamo a sbattere meno frequentemente le palpebre. Questo provoca una maggiore evaporazione del film lacrimale, causando secchezza, bruciore e quella fastidiosa sensazione di occhi stanchi. Bisogna adottare alcune semplici abitudini per ridurre questi fastidi. Una delle più conosciute è la regola del 20-20-20: ogni venti minuti di lavoro, distogliere lo sguardo dallo schermo e osservare un oggetto distante circa sei metri per almeno venti secondi. Altro consiglio, mantenere una corretta illuminazione, una distanza adeguata dal monitor e concedersi delle pause durante la giornata. Se però questi sintomi diventano frequenti o persistenti, è consigliabile come effettuare una visita oculistica per individuare eventuali problematiche visive e prevenire un miglioramento delle prestazioni lavorative”.












































































