Inaugurata al Palazzo della Provvederia a Mestre (Via Torre Belfredo n.1) la mostra fotografica “Mestre ritrovata. Ieri e oggi negli stessi luoghi” organizzata dal Circolo Veneto. Sono esposte immagini tratte dagli archivi di “Foto Galleria” di Manuel Bergamin, il fotografo di Via Querini: 32 pannelli espositivi che mettono a confronto cartoline e fotografie d’epoca (dalla fine dell’Ottocento, inizio Novecento, fino agli anni Cinquanta–Novanta) con scatti contemporanei realizzati esattamente dagli stessi punti di vista.
La Mestre di altri tempi

Piazza Ferretto di oggi messa a confronto con la piazza di inizio ‘900, allora intitolata Umberto I°, e poi l’evoluzione nel tempo di luoghi come il Ponte della Campana, Piazza Barche, Via Poerio, Via San Girolamo, Via Rosa, Riviera XX Settembre, Villa Querini, Piazzale Donatori di Sangue.
Bergamin e la Mestre che riaffiora

Dice Bergamin: «Cartoline “Saluti da Mestre”, fotografie d’epoca, fotografie a colori degli anni del boom: dall’archivio di Foto Galleria riaffiora la città di ieri. Sono tornato negli stessi punti da cui guardavano i fotografi di allora e ho scattato di nuovo, oggi. Piazze che hanno cambiato nome, canali interrati e poi ritrovati, palazzi scomparsi e altri nati al loro posto: una accanto all’altra, le immagini raccontano da sole ciò che è rimasto e ciò che è cambiato. Il percorso è una passeggiata: da Piazza Ferretto lungo il Marzenego fino ai luoghi che non ci sono più. Fermatevi, confrontate, ricordate. È la vostra città.».
Alla riscoperta di Mestre



Una piccola sezione, intitolata “Briciole”, è dedicata a scatti che Bergamin ha raccolto camminando senza meta, con spirito randagio, per le strade della sua città. Ha seguito la luce, gli odori, il silenzio di certi angoli, e si è fermato dove qualcosa lo chiamava. Una scala, un muro, un portone, un riflesso nell’acqua: ogni immagine custodisce un’emozione, un frammento unico di Mestre, briciole, appunto. Insieme compongono il mosaico di una città che chiede di essere amata dai suoi abitanti. Chiede di superare le paure e di tornare a viverla, a percorrerla, a rispettarla. I luoghi non hanno nome: sono a pochi passi da casa nostra. Bergamin ci invita a seguire queste briciole, a riconoscere ogni tessera. Forse così, sembra suggerirci, ritroveremo anche noi la nostra città.
Una mostra, dunque, che invita a riscoprire Mestre: ciò che è cambiato, ciò che è rimasto, ciò che spesso abbiamo dimenticato di guardare

“Mestre ritrovata. Ieri e oggi negli stessi luoghi” sarà aperta fino al 13 novembre, con orario: dal martedì al venerdì dalle16 alle 19; sabato e domenica: 10-13, 15-19, con ingresso libero.












































































