In un incontro al recente Festival dello Sport di Trento Rino “Ringhio” Gattuso ha definito il suo presidente Claudio Lotito «un genio» descrivendo poi il loro legame come imperniato su “un forte pragmatismo”. In molti hanno storto il naso e non sono mancate le critiche al fumantino ex ct della Nazionale, ma lui come al solito ha replicato secco: «Io non so dire altro che quello che penso!». E forse sta proprio lì la sua forza come allenatore che si traduce nei rapporti con i giocatori della Lazio che lo seguono e lo adorano; a differenza del “Sofista di Certaldo”, ultimo epiteto affibbiato a Luciano Spalletti (suo disastroso predessore sulla panchina azzurra), che quando esprime un concetto è tuttaltro che chiaro sia ai calciatori che ancor meno ai tifosi della sua Juventus in grave crisi di risultati.
Il rapporto Ringhio – Lotito

Il buon “Ringhio” ha così creato un vero gruppo pur con la rosa non certo eccelsa che aveva a disposizione. Una rosa frutto di quanto lasciato lo scorso anno da Maurizio Sarri con le uscite in serie di Provedel, Gila, Basic, Romagnoli, Dia, Pedro, Artistico e Maldini, non proprio gli ultimi arrivati. E con un investimento sul mercato di ben… 7 milioni di euro.
Sì, solo sette frutto del riscatto di Pinamonti (2 milioni) e del prestito di un gioiellino come Frattesi (pagato solo 5 all’Inter con diritto di riscatto per altri 10 il prossimo anno) più l’esperto croato Sutalo dall’Ajax, altro prestito, come quello dell’islandese Gudmusson dalla Fiorentina (per meno di un milione) e dei due difensori svincolati lo spagnolo Pedraza e l’olandese Doeki. Una sorta di Torre di Babele viste le tante nazionalità presenti, ma dove il linguaggio di Gattuso è chiaro e univoco: “Dobbiamo avere cazzimma ovvero grinta, furbizia cinica e opportunismo”. Bilancio finale: +20 milioni di euro. Il patron Lotito non sarà un genio, ma con i conti quest’estate non ha sbagliato una mossa.
Dopo 10 turni una squadra da record
E così in un campionato di serie A che ha già regalato tante sorprese e che completa oggi il 10. turno, ecco la squadra che sta superando ogni più rosea aspettativa: la “Lazietta” della strana coppia Gattuso-Lotito che alla vigilia veniva bollata come improvvisata e quindi traballante. Invece nonostante quel mercato al risparmio del ds Fabiani e un inizio choc sia in precampionato che in Coppa Italia (eliminata in casa 2-0 dal Mantova!) e nonostante lo sciopero dei tifosi che non vanno all’Olimpico, ma solo in trasferta, eccola capolista della con un avvio strabiliante e 25 punti nelle prime nove giornate (8 vittorie e il solo pari 2-2 con il Milan).
Cosa può accadere oggi dopo gli anticipi
Oggi l’aspetta un impegno casalingo contro il Cagliari che, salvo ulteriori sorprese, potrebbe issarla a 28 punti su 30. Record assoluto di punti nella sua storia. Tanto più che gli aniticipi di sabato hanno visto la Roma dominare l’Udinese e il Milan vincere 3 a 1 contro un’Inter sulle gambe. Se poi oggi arrivano i tre punti allora sarà vetta solitaria!!
Ringhio e la “sua” Lazio
I biancocelesti stanno proprio riscrivendo la storia del club: l’ultima eclatante vittoria per 6-2 al Mapei stadium contro il Sassuolo ha definitivamente certificato lo stato di grazia di una squadra affamata, feroce e tatticamente rigenerata. Gattuso è riuscito insomma a infondere energia nei suoi uomini con un mix di pressing asfissiante e verticalizzazioni a differenza del calcio posizionale fatto di schemi del buon Sarri che è peraltro in cattiva luce anche a Bergamo. Invece il tecnico calabrese per I suoi ha fissato pochi, rigidi macro-principi basati appunto su un’aggressività totale e sul recupero immediato della palla nelle fasi difensive lasciando poi grande libertà di interpretazione ai singoli in quella offensiva.
Una fase offensiva da record
A questo proposito sono ben 12 i giocatori della Lazio andati in gol nelle prime 9 giornate, più di Napoli e Inter (10) e di Roma, Torino e Juve (9). Nessuno ne ha mandato in gol così tanti, più di un’intera squadra. Del resto la Lazio appare imprevedibile quando attacca in massa, spinta dalle intuizioni di una mediana dinamica dove elementi come Kenneth Taylor e Davide Frattesi sanno fare inserimenti spesso decisivi. In avanti stanno impressionando Tavares e Noslin letteralmente trasformati da oggetti misteriosi a pilastri insostituibili dell’undici titolare. E oggi potrà recuperare due pedine importanti come Marusic e Rovella.
Ringhio: niente impegni europei e il “mantra Salvezza”
Un fattore importante che permette a Gattuso di far viaggiare i suoi ragazzi a “mille all’ora” durante gli allenamenti settimanali è l’assenza dalle Coppe europee: la partita di campionato può essere quindi preparata nei dettagli e con tempi molto più ragionevoli delle 7 sorelle impegnate in Champions, Europa League e Conference. E nonostante i numeri da record possano evocare o addirittura migliorare gli exploit della Lazio di Simone Inzaghi della stagione 2019/20 (4. posto finale) o la prima di Sarri che due anni dopo arrivò addirittura seconda dietro al Napoli, Gattuso non vuole sentire la parola Scudetto.
Ringhio non vuol sentire la parola scudetto
Dopo Sassuolo, il tecnico ha gelato gli entusiasmi con la sua tipica ironia pragmatica: “Mancano ancora 15 punti alla salvezza, non siamo abituati a stare lassù e se guardiamo la classifica ci viene il mal di testa”.
Ma l’ambiente ormai ci crede. Questa Lazio non ha le individualità stellari delle big, ma possiede un’anima comune, una ferocia agonistica e una solidità di gruppo che la rendono la squadra più bella e sorprendente del panorama calcistico italiano. Il sogno è appena cominciato.
Il caso dei tifosi in sciopero
Per concludere va ricordato il nodo dei tifosi: gli abbonati sono solo 4mila contro i 30mila in media delle stagioni precedenti. La protesta è iniziata nel marzo scorso con la Curva Nord e una parte della tifoseria organizzata che hanno deciso di non finanziare, con la propria presenza, una gestione considerata non più all’altezza delle ambizioni della Lazio. Per paradosso la protesta continua tuttora con ambizioni e posto in classifica che è impossibile migliorare, ma si è spostata sul caro biglietti. Gli spalti dell’Olimpico sono comunuqe desolatamente vuoti mentre in trasferta vanno in media 10mila tifosi.
Tifosi contro Lotito
Su questo fronte della spaccatura tra la piazza biancoceleste e la presidenza, lo stesso Gattuso ha fatto da ponte rivolgendosi a Lotito e invitando i tifosi a riempire lo stadio, pur chiarendo che le decisioni finali spettano unicamente al presidente. Chissà cosa combinerà Ringhio quando avrà anche il pubblico dalla sua parte come “12.mo uomo in campo”.












































































