Il 4 novembre del 1966 Venezia venne sommersa da un picco di marea di 190 centimetri, evento drammatico che ha segnato la storia della città. Sono passati 60 anni dalla grande alluvione che colpì due città universali come Venezia e Firenze. Molti in questo periodo gli eventi dedicati all’argomento. Le alluvioni del ‘66 provocarono danni ingenti a opere d’arte, edifici storici e luoghi della cultura, mostrando quanto fosse urgente disporre di competenze specialistiche per affrontare il recupero e la conservazione dei beni danneggiati. Da quella esperienza prese forma, nel 1968, l’UIA – Università Internazionale dell’Arte, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza dell’arte e preparare figure capaci di operare nel campo della tutela e del restauro. Dopo l’annuncio della costituzione della sede fiorentina, nel dicembre dello stesso anno anche Venezia aderì al progetto, programmando l’avvio dei corsi per il 1970.
Il lavoro dell’Università Internazionale dell’Arte

In questo contesto, da segnalare due eventi molto importanti nella città lagunare: UIA – Università Internazionale dell’Arte: dalle alluvioni del 1966 ai cantieri-scuola, due appuntamenti dedicati al restauro. Il 4 novembre, a San Zaccaria, la restituzione del restauro di alcuni frammenti del pulpito ligneo. Il 9 novembre, alla Fondazione Ugo e Olga Levi, una giornata dedicata ai cantieri-scuola e alla formazione dei futuri professionisti della conservazione. Due appuntamenti per raccontare il lavoro degli studenti dell’UIA e il valore della formazione sul campo nella tutela del patrimonio culturale. Mercoledì 4 novembre, nella chiesa di San Zaccaria, è stato presentato il restauro di due telamoni e due angeli, frammenti del pulpito ligneo della chiesa. Lunedì 9 novembre, alla Fondazione Ugo e Olga Levi, studenti, docenti e professionisti riuniti per la Giornata di restituzione dei cantieri-scuola del corso triennale per Tecnico del Restauro di Beni Culturali.
La storia dell’Università Internazionale dell’Arte

Fin dalla sua fondazione, l’UIA ha sviluppato un modello formativo che affianca allo studio storico e critico dell’arte le competenze tecniche e l’esperienza diretta. Oggi questa impostazione trova nei cantieri-scuola una delle sue espressioni più concrete. Occasioni in cui gli studenti si misurano con le opere, i materiali e le responsabilità del restauro. Contribuendo alla trasmissione di competenze essenziali per la salvaguardia del patrimonio culturale. Significativa a questo proposito la presentazione del restauro di due telamoni e due angeli, frammenti del pulpito ligneo della chiesa di San Zaccaria. L’intervento ha coinvolto gli studenti del primo anno, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi direttamente con manufatti storici e pratiche di conservazione. All’incontro erano presenti gli studenti coinvolti, alcuni funzionari della Soprintendenza che hanno seguito i lavori e rappresentanti della Curia.
Lunedì 9 novembre, dalle ore 10:00 alle 17:00, la Fondazione Ugo e Olga Levi, a Palazzo Giustinian Lolin (San Marco 2893, Venezia), ospita la Giornata di restituzione dei cantieri-scuola del corso triennale per Tecnico del Restauro di Beni Culturali.
Tre anni di lavoro

Al centro dell’incontro le attività svolte dagli studenti dei tre anni di corso nelle chiese di San Zaccaria, San Simeon Piccolo e San Nicola da Tolentino. Giornata importante che riunisce studenti, docenti, restauratori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni per condividere le esperienze maturate sul campo e approfondire il rapporto tra formazione e conservazione del patrimonio. I cantieri-scuola rappresentano una componente centrale del percorso formativo dell’UIA. Il confronto con professionisti e istituzioni permette agli studenti di sviluppare competenze tecniche e consapevolezza delle responsabilità legate alla tutela del patrimonio culturale.
La vocazione di Università Internazionale dell’Arte

A quasi sessant’anni dalle alluvioni che ne hanno ispirato la nascita, l’UIA rinnova così la propria vocazione, mettendo in relazione formazione, esperienza diretta e salvaguardia dei beni artistici. I due appuntamenti restituiscono alla città il lavoro svolto dagli studenti e confermano il ruolo dei cantieri-scuola nella preparazione delle nuove generazioni di professionisti della conservazione.












































































Dott.ssa Elisabetta, purtroppo eventi drammatici come quelli accaduti nel 1966 potrebbero ripetersi e danneggiare ulteriormente quello che già il tempo, nel suo corso regolare, provoca alle opere d’arte e ai monumenti. Venezia come Firenze sono musei a cielo aperto, non c’è bisogno di entrare in una galleria per ammirare il bello e l’arte che i secoli precedenti ci hanno tramandato. Pertanto la salvaguardia del patrimonio culturale è una delle attività che devono affiancare la fruizione di questi beni. L’UIA, l’Università Internazionale dell’Arte nasce come esigenza in sostituzione delle vecchie botteghe artigiane e offre sicure opportunità di lavoro ai giovani interessati e motivati. Il lavoro di restauro e conservazione saranno attività sempre più richieste specialmente in città simbolo della cultura come lo è Venezia.