Mi è sempre piaciuta la storia. Ma la sfida principale è stata quella di appassionarmi alla storia del territorio, del “mio” territorio: i Colli Euganei. Un ringraziamento particolare va sicuramente a papà Dino e mamma Giusy, che mi portarono con loro fin da piccolo sui Colli Berici e sui Colli Euganei a percorrere gli itinerari storici, a visitare le numerose ex fortezze militari, i cimiteri di guerra e i castelli…E fu colpo di fulmine con la storia… la storia locale. Meno blasonata e meno conosciuta di quella ufficiale, forse, ma non meno importante ai fini della riscoperta delle nostre radici.
Nel mese di novembre 1996, il Coro Montevenda esegue una composizione del compianto Gianni Malatesta nella pieve di San Lorenzo in quel di Valsanzibio a Galzignano Terme, il mio paese. Il brano si intitola “A passeggio sui Colli Euganei”. È il tassello decisivo. Il mio destino di piccolo grande studioso del territorio sembra già scritto.
Perciò, Signore e Signori, vi presento I COLLI EUGANEI

Si tratta di 81 rilievi di origine vulcanica che occupano una superficie di circa 20.000 ettari a pochi chilometri a sud di Padova, in un’area compresa tra le province di Padova, Vicenza e Verona. Spuntano come tanti funghi solitari dalla Pianura Padana.
A questo proposito, nel XVIII secolo il geologo inglese John Strange, che studia i fenomeni vulcanici, li paragona a tanti piccoli scogli che sorgono isolati nel mare. Nella prima metà del XIX secolo, il poeta Percy Shelley, raffinato esponente del Romanticismo inglese (e marito della nota Mary Godwin, autrice del romanzo “Frankenstein”), trascorre un soggiorno a Este come ospite dell’amico George Byron nell’attuale Villa Kunkler, e, ispirato dall’amenità del paesaggio collinare, dedica ai Colli degli splendidi versi: “Sì, molte isole fiorite giacciono nelle acque della vasta Agonia…”.
In tempi relativamente più recenti, Antonio Mazzetti, il padre dei naturalisti euganei, contempla i colli e li descrive così: “Sorgono isolati e improvvisi, nella loro doppia natura marina e magmatica.”
I Colli Euganei e l’acqua

Queste testimonianze scritte, appartenenti a tre epoche diverse, hanno un elemento in comune: il richiamo dell’acqua. Anticamente, infatti, al posto dei Colli Euganei sorge un grande bacino marino denominato Tetide. Nel periodo geologico dell’Eocene superiore, che risale a 30-40 milioni di anni fa e che costituirà una fase decisiva di transizione climatica della Terra, questo gigantesco bacino subirà due importanti cicli vulcanici: gli strati di rocce sedimentarie depositati sul fondo della Tetide verranno spinti verso la superficie da molte piccole eruzioni e andranno a formare i rilievi dei Colli Euganei, che lo storico Aldo Pettenella definì “coni ripidi di geometriche purezze”.
I Colli Euganei e la loro storia

A distanza di tutti questi secoli, l’acqua è rimasta una presenza costante nell’ambiente collinare: sono infatti numerosi i laghetti, i corsi d’acqua e le sorgenti termali sparsi in tutto il territorio euganeo. Fin dal Medioevo, i corsi d’acqua, importanti vie di comunicazione, permettono ai borghi dell’entroterra di praticare il commercio tramite lo sbocco diretto sulla costa adriatica, e consentono ai nobili veneziani di raggiungere le loro residenze estive sui nostri colli.


Due esempi su tutti: il Canale di Battaglia Terme, culla di una fiorente tradizione di barcari e sede di un interessante Museo della Navigazione Fluviale, ma anche una località periferica del paese di Galzignano Terme, anticamente denominata Il Porto.
Le terme


Se affrontiamo l’argomento dell’acqua termale, il nostro pensiero corre subito alle Terme Euganee di Abano e Montegrotto, frequentate già nel I secolo d. C. dall’imperatore romano Tiberio, con un occhio di riguardo all’antico Colle Montirone, ricco di sorgenti termali naturali. A riprova di ciò, in via degli Scavi a Montegrotto è venuto alla luce un vasto complesso archeologico di epoca romana, dove l’acqua termale veniva canalizzata in tre grandi vasche.
Il Lago dei Colli Euganei

Il lago più rappresentativo dell’area euganea è sicuramente il Lago della Costa di Arquà Petrarca, sede di uno dei più antichi villaggi palafitticoli d’Europa, risalente all’Età del Rame, e Patrimonio Unesco.
I Colli Euganei, grazie alla loro posizione isolata e strategica, diventano un luogo perfetto per la nascita di fortificazioni e castelli

A partire dal VI secolo d. C., i Longobardi approfittano della caduta di Roma e danno ufficialmente il via alle temute invasioni barbariche; il re d’Italia Berengario I ordina l’incastellamento dell’Italia settentrionale (tra il IX e il XI secolo), delegando ai nobili locali e ai vescovi il compito di realizzare delle strutture fortificate in difesa del territorio. Molte popolazioni in fuga troveranno rifugio proprio sui Colli Euganei.
Per proteggere questi insediamenti, i signori del luogo fanno costruire dei castelli, una settantina nel solo contesto euganeo, che rispetto ai primi modelli assumono un aspetto più massiccio grazie alla sostituzione del legno con la pietra come materiale di costruzione; inoltre, subentrano nuovi elementi architettonici e difensivi, come le cinte murarie, il ponte levatoio sul fossato e il mastio, la torre centrale che diventa la dimora del signore. Il castello euganeo più antico sorge quasi sicuramente ad Arquà Petrarca prima dell’anno 1000, non ne rimane traccia, ma sarà determinante per la nascita del borgo omonimo.
Il cambiamento con la Serenissima



Con l’avvento della Serenissima, che nel 1405 mette fine al dominio Carrarese, molti luoghi fortificati dei colli non hanno più un ruolo strategico, e a differenza dei centri nevralgici di Este e Monselice cadono in disuso. Alcuni di questi fortilizi perdono quindi la loro funzione militare e vengono riconvertiti in residenze signorili. Il Castello Cini a Monselice, il Catajo a Battaglia Terme, Valbona di Lozzo Atestino, San Martino a Cervarese, l’ex Rocca Pendice di Castelnuovo a Teolo, ma anche le possenti cinte murarie (extra-euganee) di Este, Montagnana e Cittadella, sono dei veri e propri gioiellini.
I Colli Euganei diventano anche sede di importanti siti religiosi

Sul monte Venda, la cima più elevata degli Euganei, nasce una comunità di frati che diventa monastero, dapprima benedettino e successivamente olivetano (con l’avvento dei monaci toscani di monte Oliveto), fino alla soppressione napoleonica. Oggi l’intero complesso è in stato di abbandono. Sono invece ancora attivi e ben conservati 1) L’abbazia benedettina di Praglia, nata nel 1080, punto di riferimento spirituale secolare e centro di attività agricole, e 2) L’Eremo di monte Rua a Torreglia, fondato nell’anno Mille dai frati del monastero di San Mattia di Murano, in seguito ceduto ad una comunità di camaldolesi.
I monaci benedettini, fedeli alla regola dell’”Ora et Labora”, esercitano un ruolo fondamentale nella bonifica di vaste zone paludose e boschive di tutto il territorio euganeo.
Non solo luci, ma anche ombre


Negli anni Sessanta del secolo scorso, in pieno boom economico, si intensifica nei Colli Euganei l’incubo dell’attività estrattiva: i colli subiscono lo scempio morale (e visivo) delle cave a cielo aperto. Sotto la spinta dei primi comitati ambientalisti spontanei e di alcune inchieste giornalistiche, la situazione dei colli arriva a lambire il Parlamento italiano, che nel mese di novembre 1971 approva trasversalmente la mitica legge 1097 (Romanato-Fracanzani), la prima legge ecologica dello Stato italiano: i Colli Euganei e il loro patrimonio paesaggistico/ambientale sono salvi. I cavatori ricorrono alla Corte Costituzionale, che fortunatamente dichiara valida la legge; la maggior parte delle cave è così destinata a chiudere, mentre le cave superstiti si atterranno ai vincoli imposti dal nascente Parco Colli (1989).
Nel mese di luglio 2024, i Colli Euganei conquistano finalmente il loro posto nella storia ed entrano ufficialmente a far parte del Patrimonio Unesco come Riserva della Biosfera, grazie ad un prestigioso riconoscimento ottenuto presso il convegno di Agadir in Marocco.
Lunga Vita ai Colli Euganei!















































































Buongiorno
Complimenti per l articolo, sono di Dolo, VE, ma quando ho un po’ di tempo, mi piace passarlo sui colli Euganei, dove negli anni 80 ho fatto il militare proprio sul m.Venda, sono posti agresti, tranquilli, lontani ma vicini alla frenetica vita cittadina, ricchi di posti dove ci si può rilassare davanti a un buon piatto tradizionale, e passeggiare in tutta tranquillità
Grazie, Andrea