E’ stata la classica “commedia” all’italiana. La scelta del nuovo C.T. della nazionale azzurra si è sviluppata in 18 giorni di trame, strategie, decisioni prese, ripensamenti e chi più ne ha più ne metta. Non si ricorda un “parto” così lungo per arrivare a scegliere l’allenatore della nazionale, dopo la sconfitta allo Stadio Bilino Polje di Zenica il 31 marzo scorso. Il giorno dopo fu un indigesto “pesce d’aprile” che per la terza volta consecutiva vedeva la nazionale azzurra fuori dai campionati del mondo di calcio.
Da questa situazione nessuno esce bene
Breve sintesi: Giovanni Malagò nominato nuovo presidente della FIGC incarica Paolo Maldini e Leonardo a trovare il nuovo C.T., i due sulla “carta” scusate i gioco di parole, hanno carta bianca. Vengono contattati Carletto Ancelotti che però è già sotto contratto col Brasile, poi Pep Guardiola a riposo dopo le numerose vittorie a Manchester sponda City, ma il catalano dice che in “questo momento vuole stare con la famiglia”: ci credete? Quindi ci si sposta verso un profilo più basso e meno costoso, Andrea Pirlo, in campo un fuoriclasse ma come allenatore ancora da scoprire. Colpo di scena: Pirlo è l’ambassador di un sito di scommesse russo Fonbet per cui Malagò sostiene che il “matrimonio non s’ha da fare”.
Maldini e Leonardo si dimettono, capiscono che sono stati “usati”. E Malagò riporta come C.T. nazionale Roberto Mancini che tre anni fa aveva abbandonato gli azzurri, poco prima dei campionati europei di calcio, attratto dai contratti milionari arabi. Va precisato, dettaglio da poco, che Malagò è amico del Mancio assieme frequentano il Circolo dell’Aniene e giocano anche a calcetto.
Del nuovo CT della nazionale abbiamo parlato con Tricella
Di questa commedia tutta tricolore ne abbiamo parlato con un ex azzurro: undici presenze in Nazionale con due compianti tecnici: il “Vecio” Enzo Bearzot e Azelio Vicini. Si tratta del difensore Roberto Tricella, tricolore con il Verona di Osvaldo Bagnoli e componente dell’Italia Olimpica che si classificò quarta ai Giochi di Los Angeles nel 1984, in quell’occasione il C.T. era un altro grande del nostro calcio Cesare Maldini.
Tricella cosa ha pensato?

“Situazione rocambolesca. Quando non si conoscono i fatti completi, commentare ciò che è avvenuto è difficile. Paolo Maldini è sempre stata una persona retta e responsabile così come Leonardo. Mi sembra strana la marcia indietro di Maldini e Leonardo che reputo due brave persone. Mancini ha già dimostrato il suo valore non sta a me commentare le sue capacità. Resta una situazione strana. Nessuno ha fatto una bella figura però ci sono delle incognite che conoscono solo i protagonisti. Alla luce di quello che è successo non era meglio lasciare Silvio Baldini? Lo conobbi quando allenava l’Empoli, bravo, non ha avuto la fortuna di altri allenatori e meritava di più. Dal nome di chi metti ci deve essere un’idea e un progetto. Di Mancini e Claudio Ranieri si può solo parlare bene, ma dovevano essere una priorità e non, come è sembrato, un Piano B…”
Il ruolo di Zola in Nazionale
Nel nuovo organigramma azzurro c’è un ruolo per Gianfranco Zola il fantasista di Oliena, nominato Baronetto nel 2004 dalla Regina Elisabetta II. Potrebbe essere il nuovo capo delegazione della Nazionale, ricoprendo anche il compito di supervisore delle squadre giovanili azzurre. Abbiamo sentito Franco Liguori che ha scoperto Zola alla Torres nel campionato 1988-89, da lì direttamente a Napoli, riserva di Maradona!
Liguori, Zola è la persona giusta per quel compito in azzurro?
“Ricordo che l’allora Ds del Napoli Luciano Moggi inviava i suoi collaboratori a vederlo giocare. Proprio pochi giorni fa parlavo con Bruno Rubattu, all’epoca presidente della squadra di Sassari, che con le lire di allora portò nelle casse una barca di quattrini. Mi chiedete se Gianfranco merita questo nuovo incarico? Lui merita tutto per le esperienze che ha avuto sia in Italia che in Inghilterra dove ha incrementato il suo bagaglio sportivo e che gli hanno permesso di migliorarsi. Merita tutto quello che gli danno, si tratta di un grande giocatore e di un grande uomo. Avevamo un bellissimo rapporto parlare con lui mi riusciva facile ma credo riesca facile a tutti. Le capacità di Zola? Può stare tranquillamente in questa nuova nazionale. E’ timido e un po’ schivo, molto serio, ma mai l’ho sentito lamentarsi dei ruoli che gli hanno assegnato”.













































































