Il borsino allenatori proposto la scorsa settimana da https://www.enordest.it (https://www.enordest.it/2026/09/06/borsino-allenatori-serie-a-solo-5-vengono-dati-per-sicuri-gli-altri/) è stato profetico: dopo quella in B (Cremonese) altre due panchine di serie A sono saltate in meno di 7 giorni. Grosso è stato silurato dalla Fiorentina (al suo posto Vanoli, ex viola ma anche ex Venezia) e nelle ultime ore il “germanico” Tedesco ha ricevuto il benservito dal Bologna che ha chiamato Palladino. Qualche altro tecnico appare tuttora a rischio esonero: De Rossi al Genoa e il nostro Stroppa in laguna per fare due esempi, ma anche il milanista Amorim non se la passa certo bene dopo il netto ko in Europa League anche se oggi avrà il Lecce in casa per rialzarsi e sfruttare poi la sosta per le Nazionali.
Le panchine all’estero

Destino opposto a questi allenatori sulla graticola è quello dei “cervelli in fuga” ovvero dei 5 tecnici italiani che allenano nei principali campionati europei. La cinquina è composta da altrettanti giovani tecnici: il duo Maresca e De Zerbi nella Premier inglese, i baby Farioli in Portogallo, 37enne come il figlio d’arte Ancelotti jr in Lige 1 (Francia) e infine Italiano in Turchia. Il loro bilancio iniziale è davvero lusinghiero ad eccezione del più osannato alla vigilia, quel Roberto De Zerbi che lo scorso anno approdò in corsa e poi salvò il pericolante Tottenham per essere quindi riconfermato a furor di popolo, con tante ambizioni e altrettanti investimenti. Partiamo quindi da lui che, nonostante un mercato estivo faraonico, ha solo 2 punti in 4 partite e soprattutto 0 gol fatti.
Il flop degli Spurs milionari
Gli Spurs di mister De Zerbi in estate si erano segnalati tra i club più spendaccioni di tutta Europa acquistando nell’ordine: il nostro Sandro Tonali (100 milioni di sterline ovvero 116 milioni di euro, calciatore italiano più pagato della storia) e poi Mateus Fernandes (99 milioni di sterline), Savinho (87,7), Jan Paul van Hecke (60) infine Omar Marmoush arrivato in prestito e gli svincolati Andrew Robertson e Marcos Senesi. Un manipolo di buoni giocatori, ma finora c’è un imbarazzante 0 alla voce vittorie e anche di gol fatti.
Lui, De Zerbi, replicando stizzito per le critiche ha detto che serve tempo per impartire schemi ed idee ad una squadra rivoluzionata. In carniere finora ha due sconfitte contro Brentford e Newcastle (3-0 e 2-0) poi due deludenti 0-0 con Nottingham Forrest ed Everton con i fischi dei tifosi. Questa settimana ha incassato un’altra sconfitta e l’eliminazione in Coppa di Lega ad opera del Liverpool: 3-1 e le scuse pubbliche di De Zerbi ai tifosi. Insomma un inizio di stagione disastroso e con il “derby fra deluse” alle porte: sfiderà infatti l’Aston Villa di mister Emery che ha addirittura un solo punto dopo 4 gare, ma almeno ha vinto la prima partita in Champions (3-2 esterno col Brugge).
Tra le altre panchine il figlio d’arte e Maresca-Farioli l’un contro l’altro armati
Fra gli altri quattro tecnici in giro per l’Europa c’è da segnalare la «favola» di Davide Ancelotti che al momento guarda tutti dall’alto in Ligue1 perfino il Psg bi-campione d’Europa al momento staccato di ben 5 punti. Il bilancio del primo scorcio di stagione vede 3 vittorie e un pari arrivato peraltro proprio contro i parigini e con il loro fortunoso gol in pieno recupero. Unico passo falso di questo avvio resta la sconfitta interna al debutto in Champions League ad opera del non irresistibile Betis Siviglia.
Alla base di questa favola c’è un legame assiduo con papà Carlo, che è ct del Brasile. Un retroscena davvero curioso è emerso al termine del successo contro il Troyes di domenica scorsa: i giornalisti hanno sorpreso il tecnico italiano al telefono nell’immediato dopo gara. «Era papà – ha candidamente ammesso Davide – mi chiama dopo ogni partita per fare un’analisi della partita che lui segue sempre, è routine per noi. Voglio sapere subito se ho gestito bene i cambi e tutto il resto. E io voglio avere il suo ok».
Padre e figlio insieme in panchina e poi su panchine diverse

Del resto i due hanno lavorato a lungo assieme: papà Carlo lo ha voluto come suo vice sulle panchine di Bayern Monaco, Napoli, Everton e Real Madrid oltre ai primi mesi con la Seleçao. Poi Davide a soli 36 anni ha iniziato il suo percorso come solista al Botafogo prima di approdare da questa estate in Francia e confermare che non è affatto un raccomandato come qualche malalingua aveva paventato in Italia. Sul campo si affida al 4-2-3-1, pronto a variarlo in 4-3-1-2 o nel 4-3-3, schieramenti che utilizza e di cui è maestro proprio il padre.
Ci sono poi Maresca e Farioli che hanno avuto la ventura di vedere le loro squadre incrociarsi nel debutto in Champions: il City di Enzo ha superato fuori casa il Porto dell’amico Francesco: il bomber Haaland non ha perdonato e con una doppietta ha deciso l’incontro.
Dal City al Porto, per Enzo e Francesco i tifosi stravedono
Maresca è il più lanciato della nostra pattuglia europea di emigranti e ha anche la squadra più forte e titolata che sta volando con 4successi su 4 in Premier, l’ultimo a Old Trafford nel derby contro lo United. Il bliancio è di zero gol subiti nelle ultime tre uscite: la difficile eredità di Pep Guardiola si fa già meno dura anche se la strada è ancora lunga, ma le premesse per non farlo rimpiangere ci sono tutte.
Per Farioli, battuta d’arresto in Europa a parte, con il Porto non sembra avere rivali nel campionato lusitano neppure quest’anno dopo aver dominato la scorsa stagione: 6 vittorie in altrettante giornate e 18 punti in classifica, con 14 gol fatti e solo 2 subiti. E nel 4-1 al Casa Pia c’è la firma di due ex attaccanti del Milan che hanno avuto poca fortuna in Italia: André Silva e soprattutto Santi Gimenez.
Se i rossoneri invece di pescare tecnici in Portogallo – 3 in 3 anni ovvero Conceicao, Fonseca e ora Amorim – guardassero i giovani italiani avrebbero potuto accorgersi di questo 37enne ex portiere che come tecnico ha già una grande esperienza internazionale. Ha infatti iniziato ad allenare appena trentenne in Turchia, nelle serie minori, per poi passare al Nizza nel 2023 e arrivare quinto (con la miglior difesa della Ligue1), approdare quindi all’Ajax in Olanda nel 2024 (secondo posto all’ultima giornata e qualificato in Champions) e sposare infine il Porto dal 2025 per una raffica di successi in questo biennio che il Milan può soltanto sognare.
Dulcis in fundo… un Italiano vero a Istanbul
Infine, dulcis in fundo, Vincenzo Italiano approdato un po’ a sorpresa in Super Lig turca: anche senza Dusan Vlahovic, orfano di Madama e alle prese con i soliti acciacchi, il suo Besiktas vince e convince. Dopo il successo nel derby contro il Fenerbahce, èarrivato il 3-0 all’Erzurumspor: a Istanbul sono tutti pazzi per l’ex tecnico di Fiorentina e Bologna e gli storici avversari del Galatasaray capolista sono a un solo punticino di distanza.
Il testa a testa si annuncia lungo e difficile con il terzo incomodo del Fenerbahce che ha fermato la Roma in Champions. Italiano era stato accostato a molte società di serie A a cominciare proprio dal Milan, ma ha valutato i rischi e optato per il Besiktas fors’anche per motivi economici: 6 milioni netti all’anno più bonus quando il patron rossonero Gerry Cardinale gliene offriva al massimo 4. Ha quindi avuto un ingaggio da allenatore top e i risultati gli stanno dando ragione.












































































