Harvest by night la chiamano gli americani, ma “vendemmia notturna” suona molto meglio. Non è solo un rito suggestivo nè tantomeno un espediente narrativo, ma è diventata una scelta agronomica precisa per rispondere al riscaldamento globale quindi al cambiamento climatico tutelando l’identità aromatica della Glera, la qualità del Prosecco e al tempo stesso valorizzare il paesaggio Unesco. In estrema sintesi è questo il succo di quanto emerso nell’incontro fra varie realtà negli spazi de “La Vigna di Sarah”, azienda vitivinicola al femminile che da oltre un decennio ha scelto di vendemmiare al chiaro di luna nei suoi 20 ettari di filari che si snodano a Cozzuolo di Vittorio Veneto fra le colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore docg.
Zaia apre il dibattito
L’incontro, moderato dalla sommelier Adua Villa, è stato un confronto aperto fra voci della politica, della ricerca enologica e della governance territoriale: apertura affidata a Luca Zaia, ex governatore e presidente del Consiglio regionale del Veneto poi l’analisi scientifica di Diego Tomasi (direttore Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene docg) quindi gli interventi di Marina Montedoro (presidente associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco) e, da remoto, dell’imprenditrice Marzia Varvaglione (n. 1 del Comité Européen des Entreprises Vins).
Parola d’ordine: preservare l’eccellenza veneta

Luca Zaia ha reso merito al percorso pionieristico avviato sul territorio da Sarah Dei Tos che “sta dando una solida veste scientifica a un fatto che rischiava di apparire solo coreografico. Unire la ricerca alla promozione del territorio corona un lavoro di 12 anni e traccia un modello per il futuro: chissà che tra qualche anno queste colline non diventino Patria delle vendemmie notturne, nel segno dell’eccellenza e della qualità dei vini».
La vendemmia notturna secondo Sarah Dei Tos

La stessa fondatrice dell’azienda, Sarah Dei Tos, ha poi ripercorso l’evoluzione della raccolta notturna, partita nel 2014 a Col de Luna con il vino “Grappoli di Luna” e oggi estesa a tutta l’area di coltivazione aziendale: «Era nata appunto 12 anni fa quasi come un rito di festa e fascinazione per la luna, ma il confronto tra le uve raccolte al buio e quelle diurne ci ha aperto gli occhi: di giorno ormai si lavora anche con 34 gradi, l’uva nei carri tocca i 45 e rischia ossidazioni precoci che richiedono più solforosa e un massiccio impiego di refrigeratori in cantina.
Da 4 anni abbiamo quindi esteso la raccolta notturna a tutti i nostri 20 ettari, redigendo un disciplinare e una certificazione per tutelare il consumatore in etichetta: iniziamo alle 3:30 del mattino e chiudiamo entro le 8 per lo più con raccolta meccanizzata che porta subito i grappoli freschi in cantina. Il mio percorso universitario in Economia e statistica mi ha sempre spinta verso i numeri e il metodo: la vigna è empirica, ma la ricerca con Diego Tomasi ci permette di dimostrare scientificamente l’impatto sui geni e sul patrimonio aromatico. Non è una suggestione: se 12 fa iniziavamo ai primi di settembre, quest’anno abbiamo dovuto staccare i primi grappoli il 17 agosto».
La parola alla scienza: cosa accade all’uva di notte

Il cuore tecnico del convegno è stato affidato a Diego Tomasi (Consorzio di Tutela della Docg e ricercatore) che ha presentato uno spaccato analitico molto chiaro: l’annata 2026 ha registrato parametri climatici estremi – con 16 giornate oltre i 35°C e picchi di 37°C – che le proiezioni elaborate con l’Università di Cantabria stimavano solo per il 2040-2045. A questo si somma l’aumento di +2,5°C delle temperature minime notturne rispetto al 2003 e rilievi pomeridiani con acini che hanno superato i 50°C, innescando il blocco metabolico della pianta già dalle prime ore del mattino.
Scienza e vendemmia notturna

In un territorio Patrimonio Unesco dove non è possibile salire ulteriormente in quota né cambiare varietà vegetale, la gestione dei tempi di raccolta diventa determinante. Proprio per comprendere i meccanismi finora poco esplorati della sintesi aromatica, è stato avviato uno studio con CREA di Conegliano e Università di Bolzano, sostenuto da La Vigna di Sarah, basato su 6 campionamenti nelle 24 ore per monitorare la tenuta dei precursori aromatici in assenza di luce. La vendemmia notturna è una risposta tecnica vitale: sfrutta il momento di massima escursione termica, tutela la fisiologia del grappolo, abbatte i consumi energetici in cantina e salvaguarda la salute di chi lavora nei campi evitando i picchi proibitivi delle ore diurne».
Paesaggio vivo e turismo consapevole: numeri in crescita
La riflessione ha poi toccato il tema della tutela e della sostenibilità a lungo termine con Marina Montedoro (Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco) che ha sfatato il mito della monocultura ricordando come il vigneto occupi solo il 30% del territorio a fronte di quasi il 60% di bosco. Montedoro ha presentato in anteprima i dati del primo semestre 2026 (gennaio-giugno), che confermano per il quarto anno consecutivo le Colline come la destinazione turistica a maggior crescita percentuale in Veneto: presenze totali a +8% (a fronte del +2,5% su scala provinciale a Treviso), trainate da un balzo del +13% dei turisti stranieri (in testa Germania, Stati Uniti e Canada) e dal +18% nelle strutture extra-alberghiere, con una permanenza media che tocca i 4 giorni e una de-stagionalizzazione (febbraio a +20%).
«Le nostre colline sono un paesaggio culturale ed evolutivo che si trasforma: pratiche identitarie come la vendemmia notturna e manuale dimostrano come la tradizione diventi un volano per un turismo lento e consapevole. Stiamo assistendo a un vero e proprio cambio di paradigma: queste colline non sono più la semplice mèta per una gita fuori porta dei veneti come accadeva tempo fa, ma sono diventate una destinazione turistica molto apprezzata da italiani e stranieri».
Orizzonte europeo: risorse Pac, tirocini in vigna e robotica

A completare il confronto è stata la prospettiva comunitaria e produttiva di Marzia Varvaglione in collegamento dal Giappone: ha tracciato il quadro del dibattito a Bruxelles, sottolineando la priorità di difendere il budget vinicolo all’interno della Politica Agricola Comune (Pac) e affrontando il tema della mitigazione climatica tra Sud e Nord Europa: se nel Mezzogiorno raccogliere a basse temperature è ormai una urgenza per sfuggire a picchi mattutini già oltre i 30 gradi, la gestione notturna impone investimenti mirati nella sicurezza, nella formazione universitaria sul campo e nella meccanizzazione avanzata: «A Bruxelles la priorità è difendere le risorse dedicate al vino all’interno della Pac, ma per dare futuro al comparto dobbiamo puntare con decisione su formazione e nuove tecnologie. La formazione deve entrare nei filari: servono tirocini obbligatori e sinergie stabili tra università e aziende per creare competenze concrete sul campo».
Tracciabilità di filiera, certificazione e turismo sostenibile con la vendemmia notturna

A tirare le somme è stato un giro finale di riflessioni sul futuro del comparto nel prossimo decennio. Diego Tomasi ha confermato come la pratica della vendemmia notturna sia destinata a crescere in modo significativo: spinta dalle evidenze scientifiche e dalle richieste degli stessi enologi, la raccolta al buio troverà sempre più spazio, agevolata anche dalla meccanizzazione notturna nelle aree vocate della denominazione. Una traiettoria che richiede però trasparenza e regole certe: Sarah Dei Tos ha annunciato il lavoro avviato con un ente terzo per la prima certificazione ufficiale della vendemmia notturna (Harvest by night), nata dal disciplinare interno applicato ai 20 ettari aziendali. Un protocollo rigoroso che garantisce la tracciabilità totale – dalla raccolta al calice – separando nettamente le uve notturne da quelle diurne a tutela del consumatore, con obiettivo di aprire la certificazione a tutte le cantine che sceglieranno di intraprendere questa strada.
L’identikit dell’azienda della vendemmia notturna

Fondata nel 2010 da Sarah Dei Tos sui colli di Cozzuolo, meno di un chilometro fuori dal casello Vittorio Veneto sud dell’A27, La Vigna di Sarah è un’azienda ad elevata sostenibilità ambientale che unisce innovazione enologica e accoglienza rurale. La cantina produce le diverse declinazioni del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, tra cui spicca il già citato Grappoli di Luna nelle versioni extra brut, brut ed extra dry, ma si segnalano anche l’Ancestrale e il Colle 170 slm oltre alle linee Glera, Abbazia e Borgo Luna per finire con i distillati. La tenuta offre anche un elegante agriturismo a basso impatto ambientale recentemente ingrandito con nuove camere, poi un wine shop e la Bottega di Sarah. Tutti spazi che completano l’esperienza enoturistica confermando l’azienda come laboratorio di sperimentazione e valorizzazione del territorio, oltre che ovviamente di vinificazione.














































































