“STEM4Earth-Quando la scienza incontra la moda” – in programma dal 7 al 21 ottobre a Mestre – è la prima edizione l’iniziativa che punta a incrociare temi scientifici e sostenibilità e sarà dedicata quest’anno al settore dell’industria tessile e dell’abbigliamento, tema che coinvolge molte realtà produttive venete e tocca aspetti urgenti come la transizione ecologica, la responsabilità di filiera, la tracciabilità e la cultura del riuso, tematiche riprese anche da recenti normative europee.
Il progetto STEM4Earth

Il progetto nasce dal confronto tra Università Ca’ Foscari Venezia, Confindustria Veneto SIAV, M9 – Museo del ‘900, e Mestre Mia e con il supporto di Gruppo Veritas e Ordine dei Chimici e dei Fisici di Venezia. L’iniziativa avrà come sede l’Auditorium dell’M9 a Mestre e sarà inaugurata il 7 ottobre (alle 10,00) con un seminario dal titolo “La ricerca per una produzione sostenibile”; in calendario anche altri tre incontri: il 14 ottobre, alle 10,00 “La rivoluzione digitale della moda”, il 15 ottobre, alle 17,00, “Dal rifiuto alla risorsa” e il 21 ottobre, alle 10 “Ecodesign nella moda, il futuro circolare”.
Per informazioni e iscrizioni https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdCtBn1RDuzP-OajIRBgSX0IAcLk6DIbUJ5cMg5hyPC8lcbgQ/viewform
La filiera della moda in Veneto e il progetto Progetto “STEM4Earth”: 10mila imprese, 18mila euro di fatturato e 100mila occupati
Secondo i dati di Confindustria Veneto Siav, il Veneto ha una filiera della moda molto articolata, con una forte presenza nella lavorazione di pelle, calzature, accessori, tessile e abbigliamento.
Questa filiera conta circa 9.500 unità produttive (17,6% del manifatturiero regionale), 7.600 unità locali nella distribuzione e un fatturato di circa 18 miliardi di euro nel manifatturiero, con 100.000 occupati.
L’export supera i 9 miliardi, rendendolo il secondo settore trainante dopo la meccanica.
Confindustria Veneto Siav: “Nella nostra regione la produzione dei maggiori brand mondiali”

In Veneto è concentrata la produzione dei maggiori brand mondiali che riconoscono agli operatori l’elevatissima qualità delle competenze artigianali necessaria per la produzione di lusso.
Nel nostro territorio viene prodotta l’alta gamma del Made in Italy, che non è però venduta qui. Si tratta infatti di un mercato quasi interamente gestito dalle grandi multinazionali del lusso, che non sono italiane. Sono queste aziende a mettere in atto politiche di internazionalizzazione, comunicazione, promozione su cui la nostra supply chain non è un soggetto protagonista.
Sono queste stesse multinazionali pertanto che impongono alla loro filiera determinate certificazioni ambientali e per le piccole aziende, che caratterizzano il nostro tessuto imprenditoriale, questo si traduce nell’esigenza di adeguarsi costantemente, sostenendo costi e revisioni di processi aziendali.
“STEM4Earth”, dalla divulgazione scientifica alle sfide di riduzione impatto ambientale, riuso dell’acqua, digitalizzazione e innovazione

“Il progetto “STEM4Earth” nasce dal confronto tra Università Ca’ Foscari, Confindustria Veneto SIAV, M9 – Museo del ‘900 e associazione Mestre Mia e dalla collaborazione con Veritas. – esordisce Cristina Cavinato, professoressa delegata Terza Missione per il Dipartimento Scienze Ambientali, Informatiche e Statistiche dell’Univeristà Ca’ Foscari di Venezia. – L’idea prende forma dalla condivisa intenzione di offrire alla città di Mestre, che ospita il Campus Scientifico, un’occasione di confronto e di sensibilizzazione su tematiche legate alle discipline STEM. Grazie a “STEM4Earth” si vuole creare un programma di attività di divulgazione scientifica che coinvolga i docenti del Campus ed esperti del settore, volto a sensibilizzare cittadini e studenti su temi cruciali come riduzione dell’impatto ambientale delle attività antropiche, recupero e riuso dell’acqua, digitalizzazione e innovazione.”
“STEM4Earth” un progetto innovativo: Confindustria, Dipartimenti DAIS E DSMN di Ca’ Foscari, Veritas, Fondazione M9, Mestre Mia, Ordine dei Chimici e dei Fisici di Venezia

“La sinergia che si è creata tra i partner coinvolti nel progetto “STEM4Earth” è frutto delle diverse competenze e ruoli che sono stati messi in gioco in fase di progettazione – sottolinea la professoressa Cavinato -. Confindustria, ad esempio, raccoglie i desiderata di molte aziende venete e promuove attivamente le attività di sinergia tra aziende e risorse del territorio; l’associazione Mestre Mia promuove il coinvolgimento della cittadinanza con diverse occasioni di divulgazione scientifica.
M9 Museo del ‘900 organizza, promuove e gestisce numerose attività culturali nel cuore di Mestre (e non solo) ed in fine l’Università Ca’ Foscari Venezia che, grazie ai Dipartimenti presenti al Campus Scientifico di via Torino (DAIS e DSMN), è sede di numerose attività di formazione e di ricerca all’avanguardia in ambito ambientale. Questa sinergia, a cui si associa anche Veritas, verrà promossa ed ampliata nel corso del progetto “STEM4Earth”, grazie anche a nuovi portatori di interesse, e sarà il motore organizzativo degli eventi formativi e della mostra fotografica che saranno realizzati a ottobre 2026.”
Sinergie efficaci tra ricerca accademica e territorio, studenti formati all’innovazione
La ricerca in ambito accademico nasce spesso dall’esigenza di affrontare problemi concreti attraverso soluzioni innovative, capaci di generare ricadute positive sul tessuto sociale e industriale di un territorio. In questo contesto, la formazione universitaria svolge un ruolo chiave nell’avvicinare studenti e studentesse ai processi di innovazione.
“STEM4Earth”, strategie ed obiettivi condivisi dai partner dell’iniziativa

I partner coinvolti nel progetto “STEM4Earth” corrispondono agli attori indicati dal modello della “tripla elica” che considera le interazioni generate tra università, imprese e istituzioni, i protagonisti della “knowledge based society”. Anche in “STEM4Earth”, il triangolo istruzione-industria-cittadinanza rappresenta un’interazione essenziale per l’attuazione del concetto “valorizzazione della conoscenza”. L’obiettivo comune è avvicinare i giovani alle discipline STEM (Scienze, Tecnologie, Ingegneria e Matematica) e sensibilizzarli sulle problematiche ambientali, creando un terreno fertile per chi dovrà, in un prossimo futuro, contribuire a risolvere questi problemi, specialmente da un punto di vista tecnico.
I progetti in corso al DAIS per ciclo di vita, ecotossicità e valutazione di impatto ambientale dei prodotti

Dal 2024 il DAIS contribuisce al progetto europeo BioSusTex e, recentemente, ha acquisito il finanziamento di altri due progetti di ricerca: GREENDIGO e IRIS. Tutti questi progetti hanno come obiettivo quello di affrontare alcune delle più importanti sfide del settore tessile: dalla sostituzione di sostanze chimiche pericolose in prodotti e processi allo sviluppo di soluzioni innovative per la tintura piuttosto che per il riciclo delle fibre tessili.
Il gruppo di ricerca del Dipartimento DAIS punta ad applicare il quadro di riferimento della Commissione Europea “Safe and Sustainable by Design (SSbD)” integrando analisi del ciclo di vita, test di ecotossicità e modelli di valutazione di sostenibilità. I risultati saranno confrontati con le pratiche attuali, con particolare attenzione alle emissioni, all’uso delle risorse e alla scalabilità.
Terza missione accanto alle attività di didattica e ricerca, la nuova sfida dell’Università
“Per il Dipartimento DAIS, la Terza Missione/Impatto Sociale è una funzione che sta acquisendo fondamentale importanza in ambito accademico, proprio perché si tratta di apertura verso il territorio: questo significa assumersi una responsabilità sociale concreta e trasformare ricerca e didattica in impatto reale per la comunità – conclude la professoressa Cavinato. – In questo modo il Dipartimento non è solo un luogo di studio e formazione, ma un attore attivo nello sviluppo sociale e culturale del contesto in cui opera.”
La collaborazione con Gruppo Veritas, dalla ricerca ai progetti applicabili con ricadute ambientali tangibili

La collaborazione con Gruppo Veritas, sia dal punto di vista accademico che nell’ambito del progetto “STEM4Earth”, ci permette di lavorare sulle strategie di economia circolare in modo concreto, andando oltre i modelli teorici e confrontandoci con chi ogni giorno gestisce rifiuti, acqua ed energia sul territorio. Collaborazione con Gruppo Veritas permette di avere accesso a dati reali, per capire meglio le criticità operative e sperimentare soluzioni direttamente sul campo. Per l’Università è un’opportunità preziosa perché consente di trasformare la ricerca in progetti applicabili, con ricadute ambientali ed economiche tangibili per la comunità veneziana.
La collaborazione con l’associazione Mestre Mia, divulgazione attraverso i “Caffé delle Scienze”
Mestre Mia è un’associazione molto attiva nella valorizzazione culturale e sociale del territorio mestrino, e grazie alle numerose proposte di divulgazione scientifica supporta e promuove la diffusione delle attività di ricerca dei nostri Dipartimenti al di fuori delle aule, grazie ad incontri formativi con la popolazione. Attraverso iniziative come i Caffè delle Scienze, infatti, i nostri ricercatori possono fare divulgazione in modo accessibile e informale, creando momenti di confronto con i cittadini. La collaborazione con Mestre Mia è stata essenziale per la nascita del progetto “STEM4Earth”, sottolineando l’importanza sia del fare che del divulgare la ricerca scientifica al giorno d’oggi.













































































