Il calcio piange una delle sue leggende più amate. E’ morto Franco Baresi, la notizia era nell’aria da qualche giorno, c’era stato anche chi aveva anticipato la scomparsa con un annuncio non esattamente corretto. Il cordoglio, i messaggi d’affetto e la vicinanza alla famiglia sono arrivati da ogni parte del mondo e da altri club, in molti avevano visto e conosciuto il “6 per sempre”. Nel corso di un servizio televisivo in occasione del suo addio al calcio giocato uno striscione riportava la scritta “Clonate Baresi”.
Abbiamo intervistato due ex calciatori che con il grande campione rossonero hanno giocato e diviso momenti sereni ed altri difficili.
Adelio Moro, bergamasco classe 1951, regista di ruolo. Arrivò al Milan dall’Ascoli nell’estate del 1981.

Moro, come ricorda Franco Baresi?
“L’ho conosciuto che era un ragazzino. All’epoca al Milan c’erano molti giovani che poi sarebbero diventati giocatori affermati. E’ un peccato, sto perdendo più di qualche amico, vent’anni fa Giacinto Facchetti. Franco avrebbe potuto vivere in modo sereno la vecchiaia. Io in quel Milan giocavo regista, ma di fatto lo era anche Baresi. Gigi Radice mi diceva “non tornare indietro tanto c’è Baresi”. E’ stato un grande e il suo percorso lo dice.

Assieme a Gaetano Scirea nel suo ruolo resta uno dei più forti a livello mondiale. Come Beckenbauer hanno fatto la storia del calcio e in particolare di quel ruolo difficilissimo e fondamentale nel calcio di molti anni. Era chiuso riservato però amabile, se poteva darti una mano te la dava, educato e rispettoso”.
Baresi Campione del Mondo

Estate 1982, quella della vittoria del campionato del mondo in Spagna. Baresi faceva parte della rosa dei 22 scelti da Enzo Bearzot che conquisterà il terzo titolo mondiale della storia degli azzurri. Il Milan si ritrova a disputare il campionato di serie B a causa della retrocessione avvenuta l’anno prima. Si fanno scambi con i cugini: Fulvio Collovati passa in maglia nerazzurra. Ai rossoneri vanno Giancarlo Pasinato, Nazzareno Canuti, scomparso pochi mesi fa, e un 19enne Aldo Serena.
Pasinato, come ricorda Franco Baresi?

“Una grande persona come il fratello Beppe con il quale ho giocato per anni all’Inter. Franco aveva una certa velocità e un gioco diverso, era un leader. Cattivo quando serviva, dava tutto, è facile parlare quando vinci un campionato. Io caratterialmente andavo d’accordo con tutti. Quando cambi società ti fai dei nemici, ma abbiamo vinto il campionato per cui tutto passa. Era l’uomo che quando c’era parlare con la società si faceva rispettare. Ho avuto la fortuna di giocare con lui ed ero “innamorato” di Mauro Tassotti, perché ti dava una mano, mai brontolava. Una squadra che era già piena di giovani che dopo qualche anno si affermarono, alcuni ad ottimi livelli: Chicco Evani, Ottorino Piotti, Joe Jordan, Oscar Damiani, Beppe Incocciati, Ciccio Romano. Sono molto triste pochi mesi fa ci hanno lasciati il Becca e Canuti ora Franco. Non lo vedevo da qualche anno, l’ultima volta ci siamo incontrati a Villa del Conte: lui allenava la Primavera del Milan che quel giorno giocava contro il mio “Citta”, il Cittadella. Ci siamo abbracciati e rivissuto alcuni ricordi. Ogni anno vedo il fratello Beppe in occasione dei raduni degli ex nerazzurri e lo mandavo a salutare.”













































































