C’è un luogo che tutti vedono ma che pochi conoscono davvero. È la fascia di confine tra terra e mare che ogni giorno emerge e scompare seguendo il ritmo delle maree. Un ambiente apparentemente ordinario, familiare a chi vive lungo le coste dell’Alto Adriatico, ma che custodisce uno straordinario patrimonio di biodiversità e rappresenta uno degli esempi più affascinanti di adattamento della natura. A questo delicato ecosistema è dedicata la mostra “Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico”, inaugurata al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia. Un percorso espositivo che invita il visitatore a osservare con occhi nuovi uno degli ambienti più caratteristici della Laguna veneziana e dell’intero Alto Adriatico, raccontando la complessa relazione tra uomo, acqua e natura che da secoli caratterizza questo territorio.
La Presidente dei Musei Civici per Dentro e fuori dall’acqua

All’inaugurazione erano presenti Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, Luca Mizzan, responsabile del Museo di Storia Naturale, Lorenzo Peter Castelletto, autore della mostra, Maurizio Spoto, direttore dell’Area Marina Protetta di Miramare (WWF AMP Miramare) di Trieste, ed Elisa Banchi, primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). Ospitata nella suggestiva Galleria dei Cetacei e visitabile fino al 13 settembre 2026, la mostra raccoglie una selezione di fotografie realizzate da Castelletto, fotografo naturalista e divulgatore scientifico, che accompagna il pubblico alla scoperta del mesolitorale, la fascia costiera compresa tra i livelli di bassa e alta marea.
Un progetto nato a Trieste

Il progetto, nato originariamente a Trieste e sviluppato in collaborazione con WWF AMP Miramare e OGS, affronta una curiosa contraddizione: l’ambiente di marea è sotto gli occhi di tutti, ma raramente viene osservato e compreso nella sua complessità biologica. “L’ambiente di marea è un luogo noto a tutti ma compreso da pochissimi”, ha spiegato Lorenzo Peter Castelletto. “Tutti lo frequentano, soprattutto durante la stagione estiva, ma pochi si soffermano a osservare gli organismi che lo popolano e le straordinarie strategie che hanno sviluppato per sopravvivere in condizioni così variabili. Questo progetto nasce proprio con l’obiettivo di rendere accessibile la conoscenza di un ambiente che fa parte della vita quotidiana di moltissime persone.”
Cosa racconta Dentro e fuori dall’acqua

Le immagini esposte raccontano infatti un mondo sorprendente. Crostacei capaci di vivere a lungo fuori dall’acqua grazie a particolari adattamenti delle branchie, molluschi che sigillano le proprie conchiglie durante la bassa marea per trattenere l’umidità, alghe e organismi vegetali che resistono a continui cambiamenti di temperatura, salinità e esposizione al sole. Un universo poco visibile ma fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi costieri.
Per Venezia, tuttavia, parlare dell’ambiente di marea significa anche parlare di sé stessa

“Raccontare oggi l’ambiente di marea significa raccontare Venezia”, ha sottolineato Mariacristina Gribaudi. “Una città sospesa tra terra e acqua che ha costruito la propria storia e la propria identità proprio su questo equilibrio, tanto prezioso quanto fragile. Venezia ha trasformato questa apparente fragilità in una straordinaria forza, diventando nei secoli un esempio di convivenza virtuosa tra uomo e ambiente.”
Secondo la presidente della Fondazione Musei Civici, la città lagunare continua ancora oggi a rappresentare un modello internazionale di sostenibilità e adattamento, chiamata a confrontarsi con le grandi sfide ambientali del nostro tempo e a diffondere una cultura della tutela e della salvaguardia del territorio.
Dentro e fuori dall’acqua in Laguna
Proprio per valorizzare il legame con la Laguna di Venezia, il Museo ha realizzato una sezione speciale dal titolo “Dentro e fuori dall’acqua in Laguna”, che approfondisce le peculiarità dell’ambiente lagunare attraverso illustrazioni, infografiche e schede divulgative dedicate alle specie locali, molte delle quali conosciute dai veneziani attraverso nomi tramandati dalla tradizione popolare.
“Il nostro è l’unico museo scientifico del territorio con una specifica vocazione naturalistica e biologica”, ha ricordato Luca Mizzan. “Oltre a custodire collezioni di grande valore, cerchiamo costantemente di offrire occasioni per comprendere meglio l’ambiente che ci circonda. Questa mostra si inserisce perfettamente nella nostra missione educativa.” Mizzan ha inoltre evidenziato come la Laguna di Venezia rappresenti uno degli ambienti di marea più straordinari del Mediterraneo. Le sue velme e le ampie piane di marea costituiscono infatti un patrimonio ecologico di enorme valore, modellato dal continuo alternarsi delle maree che garantiscono il ricambio delle acque e il mantenimento dell’equilibrio biologico lagunare.
Un paesaggio che affascina

Da secoli viaggiatori, studiosi e osservatori rimangono affascinati da questo fenomeno naturale che trasforma il paesaggio nell’arco di poche ore, dando vita a uno spettacolo che continua ancora oggi a stupire. La mostra si propone dunque non soltanto come un’esposizione fotografica, ma come un invito a osservare con maggiore consapevolezza il mondo naturale e a comprendere quanto delicato sia l’equilibrio che sostiene la vita nei territori costieri.
Un messaggio particolarmente attuale in un’epoca in cui la tutela dell’ambiente e la salvaguardia degli ecosistemi rappresentano una delle principali sfide globali. E proprio attraverso il linguaggio universale delle immagini, il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue offre ai visitatori l’opportunità di riscoprire il valore dell’acqua, della biodiversità e del rapporto armonioso tra uomo e natura.







































