Aveva esordito con una prima opera di narrativa storica giocando in casa ovvero sviscerando la vita e il ruolo di Giuseppe Bottai, suo zio materno, e ricostruendo la biografia del gerarca fascista con grande rigore ovvero sulla base dei recenti studi storiografici: “Mussolini io ti fermo” il titolo. Ora il giornalista Angelo Polimeno Bottai torna in libreria con un’opera ancora più impegnativa: “Il traditore”, editore Utet (352 pagg., 20 euro). Si tratta di un interessante e dettagliato saggio con riflessioni critiche su uno dei principali snodi storico-politici della nostra storia: il rapporto e l’alleanza tra Benito Mussolini e Adolf Hitler. Per gli amanti del genere un “must” da mettere nella propria biblioteca personale e non certo soltanto un libro da leggere sotto l’ombrellone.
La ricerca alla base de “Il traditore”

“Il traditore” tratta un tema ampiamente analizzato dagli storici e oggetto di almeno una decina di libri. Ma per il 67enne giornalista e critico letterario (che è anche presidente di Eureca) ci sono, però, alcuni passaggi cruciali di quel rapporto su cui bisogna ancora fare luce.
I punti chiave del rapporto fra Adolf e Benito

Intanto quello in cui il Duce – per la prima e unica volta – si impose sulla volontà del Führer: avvenne paradossalmente poche ore dopo essere stato liberato dai nazisti dalla prigione sul Gran Sasso a metà settembre del 1943 con il blitz tedesco denominato “Operazione Quercia”. Hitler chiese in quell’occasione al capo del fascismo di creare un nuovo Stato controllato dal Reich. Mussolini accettò come ci dice la storia, ma si rifiutò in modo categorico di inserire l’aggettivo ‘fascista’ nel nome. Quindi decise di fondare la Repubblica sociale italiana (Rsi) scatenando una reazione “rabbiosa, durissima e negativa” dell’alleato tedesco.
Traditore?
C’è poi la drammatica seduta del 25 luglio 1943, che viene considerata l’origine della Resistenza, con il voto contrario al Duce da parte dei 19 gerarchi fascisti, ma ci sono poi i clamorosi risvolti del rapporto personale e politico tra Hitler e Mussolini con il Duce costretto e infine anche rassegnato a subire inganni e umiliazioni. La domanda chiave a cui vuole rispondere il libro è come sia stato possibile che “un uomo politicamente abile, scaltro, spregiudicato come Mussolini – chiede Bottai – si sia rivelato così ingenuo e sprovveduto nonostante gli accorati allarmi rivoltigli dai suoi collaboratori più stretti per prendere atto che il Führer avrebbe condotto l’Italia alla distruzione”.
Una biografia comparata dei due dittatori

“Il Traditore” è una sorta di biografia comparata dei due dittatori, che ripercorre nel dettaglio le varie fasi del loro percorso a partire ovviamente dal Patto d’Acciaio, l’intesa nazi-fascista “costruita dal primo momento sull’inganno” che ha poi trasformato Mussolini da alleato a ostaggio, inducendolo a voltare le spalle al suo Paese.
Hitler il vero traditore
Ma – come recita il sottotitolo “la vera storia dei due dittatori e di un patto costruito sull’inganno – un tema centrale che infatti attraversa tutta l’opera è il tradimento. “Sappiamo che Mussolini, nel momento della sua disfatta, si è sentito vittima di un tradimento. Ma chi, davvero, lo avrebbe metaforicamente pugnalato?” scrive Bottai in un passaggio fondamentale dell’opera. L’autore, nonché discendente di uno dei protagonisti di quegli eventi, rifiuta di identificare i traditori nei 19 gerarchi che quel famoso 25 luglio votarono per fermare Mussolini, semplicemente attenendosi al programma del Partito nazionale fascista che prevedeva: “l’interesse del Pnf dev’essere subordinato a quello della Nazione”. Quindi per l’autore è stato proprio Hitler il traditore: “colui sul quale, incredibilmente, Mussolini ha riposto la sua fiducia e, di conseguenza, il destino dell’Italia”. Trascinandola nel baratro come ci spiega la Storia.
Ecco il vero tradimento

Per comprenderlo – conclude infatti Bottai – basta rileggere questo breve passaggio di un libro oltremodo famoso: «Quando con i mezzi del potere statale un popolo venga condotto alla rovina, la ribellione di ogni singolo diventa non soltanto diritto, ma dovere». Chi le ha scritte? Non Ciano, Grandi o Bottai ovvero i consiglieri di Mussolini, ma sono incise sul Mein Kampf, il libro di Hitler, il vero traditore.
Buona lettura e buona estate
“IL TRADITORE. La vera storia dei due dittatori e di un Patto costruito sull’inganno (Utet, pp. 352, euro 20).














































































