Non so quanto avesse ragione quell’insegnante quando ha definito “una scorciatoia” dell’apprendimento la visita di una scolaresca a una mostra che documentava non so che periodo storico o artistico. Però le mostre, che per definizione mostrano una sintesi di eventi, personaggi, situazioni luoghi ecc., ogni esposizione, insomma, tende a illustrare percorsi “concentrati” e anche veloci. Così ho pensato rimuginando sulle mie impressioni dopo la visita alla mostra L’arte della democrazia che il museo M9 di Mestre ha dedicato ad un eroe del nostro tempo, cioè a Sandro Pertini (1896-1990)
Arte e politica

Mostra grande e singolare, sia per il personaggio storico sia per il titolo, in cui la parola “arte” è catturante per la doppia lettura che offre al visitatore curioso che “sa” molto o poco del ”Presidente più amato dagli italiani”. Infatti, avendo davanti agli occhi i documenti di una eccezionale avventura umana, si può pensare che esista un’arte che crea la democrazia; ma si può pensare anche all’altro significato: la democrazia esprime un’arte che si ispira alla sua specificità politica e morale.
Pertini e l’arte

Questa lettura è suggerita da un particolare importante della mostra, cioè a numerose opere d’arte che Pertini collezionò acquistandole da artisti a lui vicini per affinità politica e umana, italiani che lottarono per liberare la nostra patria soffocata dalla dittatura fascista e violentata dal suo alleato nazista: a qualcuno toccò, come a Pertini, di finire in carcere o diventare partigiano. Chissà quanto della storia di Pertini sarà rimasto nei cuori dei bambini e dei ragazzi che hanno visitato la mostra (che chiuderà il 31 agosto).
Perché Pertini è arte

Però mi permetto qualche considerazione, come cittadino anzitutto: le mostre ben documentate diventano materiale di quella particolare forma di comunicazione che è l’insegnamento. Molto di quello che gli allievi ricorderanno dipende dagli insegnanti. Infatti, la Storia può rivivere con loro. Del resto, le immagini esposte sono imbevute di tempo, un tempo che è il lievito del presente. Una lezione di realismo che quel nonno sorridente, con la pipa in mano come Maigret, ha attraversato un tempo di ferocia e di ingiustizia mantenendo integro il proprio amore per la libertà.
Arte ed eroi

Da lui, i piccoli visitatori possono sentire la vitalità di parole come dittatura e libertà, pace e guerra, amico e nemico, pianeta e nazione. Se ci accostiamo alle mostre storiche con cuore aperto come fossimo alunni, possiamo dire, alla fine, di aver vissuto un viaggio nella storia di un’epoca e nel cuore di un uomo che ha lasciato un’eredità anzitutto politica, mai disgiunta dalla passione civile: una lezione di democrazia che, in altre parole, era una fede coraggiosa nella libertà. La sua storia è stata accompagnata da sofferenze, sacrifici, esilio e carcere. Tutta la sua vitalità combattiva si può racchiudere in una parola: eroismo. E agli Alunni piacciono le imprese degli eroi.
I simboli fra noi

Diventa quasi un mugugno il nostro parlare del potere democratico, il solo che, per nostra fortuna, conosciamo e al quale potremmo dare del tu, sia pure con il massimo rispetto. Al bar Italia si mugugna e si grida contro le persone che rappresentano il governo: nomi e cognomi che, a ben guardare, sono dei simboli, delle figure disincarnate. Le parole per definirle sono quelle della contestazione popolare a prescindere, proprie della folla senza nome che spesso usa il dialetto per deformare un nome, una persona potente o una figura politica quasi sempre associata a Roma. L’ideologia spesso annebbia il giudizio e rende ancor più lontana la capitale considerata come sede di tutti i mali.
Simboli in una bolla

Questo distacco tra la gente e i governanti è sempre forte: i nostri rappresentanti nazionali, non i sindaci che possiamo incontrare in piazza o a teatro, vivono in una bolla impenetrabile, sembrano vivere come idoli da venerare ma non toccare. Sono protetti in palazzi storici dove i cittadini li hanno mandati con il loro voto. Quando escono da quelle dimore austere sfilano come su tappetti rossi e trasformano le loro uscite in spettacoli mediatici.
Simboli ma, a volte, presenti

Ma in questa fotografia impietosa dei vertici politici del nostro paese, si distingue, per contrasto lo stile del Colle: il presidente Mattarella sta in mezzo a noi in tutta semplicità ed empatia con la forza simbolica del suo servizio alla Costituzione. Di questo stile Mattarella ha dato prova ancora una volta domenica 17 maggio a Modena dove, insieme alla presidente del Consiglio Meloni, ha visitato i superstiti della tentata strage del giorno prima e le loro famiglie.
I simboli della nostra democrazia

I due presidenti, simboli della nostra democrazia, hanno compiuto insieme un gesto che ha fatto riflettere molti cittadini, e qualcuno ha parlato di “visita affettuosa”. I due presidenti si sono poi recati a Bologna dove hanno visitato in ospedale altri sopravvissuti al folle agguato di Modena. Vorrei sottolineare un particolare importante: anche a Bologna l’incontro con gli sventurati circondati dai loro famigliari, è avvenuto, per scelta delle due autorità senza la presenza delle telecamere, salvando così l’intimità degli incontri: solidarietà e affetto non hanno bisogno di tappetti rossi. Sono giornate da ricordare quelle in cui le istituzioni si inchinano davanti ai cittadini sofferenti.
Le parole sono nude

(poesia)
Le vecchie parole ci inseguono,
ci chiamano con voci tremanti,
escono furtive mascherate
in mezzo al rumore di fondo.
Molte si torcono come in agonia
dal divino padre Dante a Zanzotto,
altre banalizzate dal bla bla
che scompare nel non tempo.
Molte fiorivano sulla bocca
di mia madre, figlia d’una terra
che sa di salmastro e di nebbia.
Ne conservo molte, gelosamente.
Uno straniero dice:
ogni mia parola è nuda.
Anonimo 26














































































Pertini: “il Presidente più amato dagli italiani”! Vero! Anche da me!!! Ma quando si AMA una persona, con essa si condividono molto, moltissime cose: si imitano i suoi sforzi, le sue idee, le sue iniziative, i sui Valori, i suoi sacrifici, etc. Pertini è stato un Uomo, marito, politico, Presidente della Repubblica; il suo un percorso? all’insegna dell’Onestà, della Costanza, della Libertà, della Democrazia. Quanche errore in buona fede, senz’altro: ” Humanum est errare”. Ma quanto di buono è stato ereditato? Mi riferisco quasi esclusivamentìte ai politici italiani. Pertini, di fatto, è stato ancora una volta mandato in esilio, per poi farlo rientrare come citazione a fini politici. I suoi Valori restano solo …