«La celebrazione del 6 maggio rappresenta un momento solenne di memoria e riflessione ma anche un’occasione per ribadire i valori di coesione, responsabilità e capacità di reazione che hanno caratterizzato la ricostruzione. Il terremoto ha segnato la nostra terra e le nostre comunità, ma da quella tragedia il popolo friulano ha saputo costruire un modello di rinascita e sviluppo riconosciuto e ammirato a livello internazionale».
Le parole di Fedriga

Con queste parole il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha sottolineato la rilevanza dell’appuntamento istituzionale previsto per domani, 6 maggio, alle 17 a Gemona del Friuli con la convocazione della seduta straordinaria del Consiglio regionale alla quale presenzieranno il Capo dello Stato Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Melo, unitamente ai Ministri Giancarlo Giorgetti e Luca Ciriani.Giorgia Meloni si fermerà, da quanto si apprende da Palazzo Chigi, per un’ora, diversamente dal Presidente Mattarella che arriverà all’aeroporto di Rivolto alle 16 per poi spostarsi al cimitero monumentale dove insieme al prefetto Domenico Lione, al sindaco Roberto Revelant e a Massimiliano Fedriga, ci sarà l’omaggio alle vittime e un momento di riflessione strettamente privato da parte del Presidente.
La cerimonia in ricordo del terremoto
Mattarella si sposterà quindi al Teatro Sociale dove, oltre alla Meloni, lo accoglierà il presidente del Consiglio Mauro Bordin. La cerimonia sarà abbastanza snella con l’inno di Mameli, il discorso di Bordin, quello di Revelant e poi Fedriga. Non è escluso che possano esserci anche dei brevi interventi dello stesso Mattarella e della Presidente ma al riguardo il cerimoniale non li prevede. Il Presidente della Repubblica si sposterà quindi a palazzo Elti dove sarà accolto dai vertici del gruppo editoriale Nord Est Multimedia per la visita alla mostra allestita attingendo dagli archivi del Messaggero Veneto, di cui la Nem è l’ editrice (oltre che delle testate il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso, il Corriere delle Alpi e il Piccolo) che racconta i giorni del terremoto. La partenza del Capo dello Stato per il rientro a Roma è quindi prevista per le 18.20.
A 50 anni dal terremoto


Sarà questo il culmine del programma particolarmente intenso predisposto per la celebrazione dei 50 anni dal tragico sisma ricordati attraverso molteplici appuntamenti, tra mostre e varie cerimonie, che si sono tenuti e si terranno ancora per i prossimi giorni su buona parte del Friuli, in particolare nei Comuni che più sono stati colpiti dal sisma. Ad Artegna, altro luogo simbolo, l’assessore regionale Barbara Zilli ha inaugurato sabato il nuovo monumento dedicato al mezzo secolo dal terremoto che sorge sul Colle di San Martino, “custode – ha detto Zilli – della nostra identità e con questa opera esaltiamo la forza di un popolo che ha saputo ricostruire il futuro sulle proprie radici, offrendo al mondo un esempio di tenacia e solidarietà”.
La messa in memoria dei morti in quel tragico terremoto

Di grande rilievo è stata la celebrazione della Santa Messa di domenica presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italia, che si è tenuta nella caserma Goi-Pantanali che è uno dei luoghi simbolo del sisma in quanto vi persero la vita in quel drammatico evento 29 alpini del Battaglione Gemona.
Le parole di Riccardi

“La Santa Messa di ringraziamento e commemorazione ha voluto essere – sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi – un momento di partecipazione corale e inclusiva per tutta la comunità per ricordare le quasi mille vittime e quanti riuscirono a sopravvivere e che oggi non ci sono più, nonché per dire grazie a quanti collaborarono al quella grande fase della ricostruzione, divenuta senza tema di smentita un modello da replicare, capace di gettare le basi della Protezione civile come la conosciamo oggi”.
Una messa speciale


Sono state oltre 5 mila le persone che hanno partecipato alle celebrazione. Un vero e proprio evento di popolo. Concelebrata da Monsignor Zuppi con circa 200 sacerdoti e 19 vescovi. L’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba e l’arcivescovo emerito Andrea Bruno Mazzocato, insieme a presuli provenienti dal Nordest. E da altre diocesi italiane, oltre a rappresentanti ecclesiali anche da Lubiana e Gurk-Klagenfurt. La liturgia è stata accompagnata da un grande coro di duecento elementi. E un’orchestra di trenta strumentisti, con canti anche in friulano, a sottolineare il legame profondo tra fede, lingua, terra e memoria.
Anche Bocelli per ricordare

Il 7 maggio, infine, al di là degli altri innumerevoli appuntamenti in calendario, si terrà a Gemona del Friuli nell’area della Caserma Goi-Pantanali, completamente gratuito, uno straordinario concerto di Andrea Bocelli. “Che sarà – viene sottolineato dalla Regione – un momento di memoria collettiva. Che unisce il Friuli Venezia Giulia nel ricordo delle vittime del terremoto e nel riconoscimento della straordinaria capacità di questa terra di rialzarsi.”. Il 6 maggio, alle 21, tutte le Campane delle Chiese del Friuli suoneranno per celebrare la tragedia del sisma e quanto di drammatico accadde.







































































