Chiamate Roma 3131. Negli anni ’90 ascoltavo la radio, non solo in macchina, magari nella camera dove sono cresciuto, quando ancora abitavo con i genitori o poi andavo a trovarli. E allora c’era Enrica Bonaccorti, presenza rincuorante, bella, pulita, su Rai radio 2 come sui canali Rai. Ancora non c’era la radio in tv, ma quel viso grazioso, quegli occhi azzurri o forse verdi piacevano a mamma Emilde, che mitizzava quelle showgirl, come un’italiana media. Erano i tempi anche di Luciano Rispoli, di “Parola mia” e anche “mia”. Del professor Umberto Broccoli, che tuttora è in radio, nel tardo pomeriggio, sull’1, con i suoi dialoghi con il maestro Bernardini.
Bonaccorti, sinonimo di gentilezza

Bonaccorti, quel cognome lungo, rotondo, quella grazia spontanea, vera, quella gentilezza lontana dalla tv spesso scatenata di oggi, fra decibel e verve. Viso angelico, mai una parola fuori posto, mai una polemica gratuita, a memoria nostra. Era il simbolo di una tv sussurrata, emozionale ed emozionante. Una volta è capitato anche alla leggiadra Enrica, di arrabbiarsi, in tv.

Ma accadde anche a Mike Bongiorno, quando sentivano olezzo di truffa. Una telespettatrice di Non è la Rai azzeccò una parola del Cruciverbone, l’ethernit, ovvero quella sostanza da 20 anni identificata come cancerogena, senza che fosse stata formulata la domanda. Quel viso unico per grazia si incupì all’improvviso, divenne indagatrice: “Come facevi a sapere quella definizione? Sei parente di qualcuno? E’ una truffa”.
Enrica ne parlò anni più tardi da Antonella Clerici, utilizzando proprio quel termine

La storia della tv, Rai in particolare, è punteggiata di combine, rare ma significative, nei quiz e Bonaccorti non l’accettava. “Andai in tribunale a Viterbo – raccontava -, una volta mi ero pure dimenticata. La signora venne assolta perchè sostenne di avere avuto una premonizione”. Nientemeno…Ecco, quei riccioli d’oro non potevano concepire un bluff, per chi fa tv, la stessa è sacra, sempre, si perde di credibilità. Ecco, Enrica era credibile, piaceva alle mamme, alle nonne, alle fruitrici più tradizionali del pomeriggio, della sera, soprattutto alle donne che vivono da sole. Basta sfogliare wikipedia per un curriculum lunghissimo di questa signora savonese che, a differenza di Enrique Balbotin, il comico del “Io parlo savonese”, parlava un bell’italiano, elegante, sempre. Papà ufficiale di polizia, fra Genova, Sassari e Roma, Enrica debutta nel mondo dello spettacolo con Alla ringhiera, poi è scelta da Domenico Modugno e da Paola Quattrini, oggi 81enne, per la messa in scena di Mi è cascata una ragazza nel piatto. Nel 1969, a 19 anni, appare nel film Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi. Compone testi per Modugno, poi contribuisce a un allestimento di Plauto, con Sandra Mondaini.
Enrica Bonaccorti anche attrice

A 25 anni diventa mamma di Verdiana, nome unico, che ricorda in parte anche i suoi occhi, e a teatro rallenta. Va invece in tv con Anton Giulio Majano, poi accanto a Giulietta Masina. Un passaggio lo fa anche nella commedia sexy, popolare a fine anni ’70, con 7 produzioni. Si sposa con Daniele Pettinari, con il quale nel 1975 sceneggia il film Cagliostro. Nell’estate del 1978 debutta come conduttrice, con il gioco a premi Il sesso forte, accanto a Michele Gammino. Da lì, a 7-8 anni, partono i nostri ricordi. A capodanno nel ’79 commenta l’eurovisione del concerto di Vienna. Nel luglio del 1982 posa nuda per l’edizione italiana di Playboy, lo faranno anche varie sportive, come Francesca Piccinini, l’ex pallavolista.
In coppia con Mino Damato

Si afferma come conduttrice accanto a Mino Damato, l’uomo che amava camminare sui carboni ardenti scomparso nel 2010, e poi con il mite Piero Badaloni, tra i personaggi preferiti da mamma Emilde Montecchi in Zagnoli, a condurre il primo preserale di Rai 1, Italia sera, vincitore anche di un Telegatto. Avrebbe sostituito Raffaella Carrà e si sarebbe alternata talvolta con Heather Parisi e con Giancarlo Magalli. Annunciò in diretta di essere incinta, salvo poi abortire spontaneamente, e allora venne criticata per aver fatto uso privatistico di servizio pubblico, decise così di lasciare la Rai: avrebbe dovuto condurre l’edizione 1987-1988 di Domenica in. Passa a Fininvest dall’87-88 per la domenica pomeriggio, La giostra e per il preserale Ciao Enrica.
Non è la Rai

Nel 1991 avvia Non è la Rai, trasmissione del mezzogiorno di Canale 5, nell’ambito della quale si ricongiunge con Gianni Boncompagni e Irene Ghergo, già regista e autori di Pronto, chi gioca?. Presenterà anche Capodanno 1991-1992. E poi Vota la voce, Seratissima, Canzoni spericolate, il passaggio a Rete 4 con Cuori d’oro, insieme con Tiberio Timperi. Lavora con Claudio Lippi, poi con Massimo Giletti.
Anche giornalista

Una trentina d’anni fa diventa rubrichista su femmiili, su Noi donne, su Sette, del Corriere della Sera, su Oggi. In questo millennio perde un briciolo di popolarità, non lo charme. Buona Domenica con Maurizio Costanzo, Rete4 sugli animali. Teatro con Enrico Vaime e Simona Marchini. Di nuovo radio1, poi due romanzi. Dal 2010 passa fra Rai e Mediaset, Domenica Live, La vita in diretta, Estate in diretta e Mattino Cinque. Qualcosa anche a teatro e pure premi. Una delle ultime opere è stata con Stefano Sardo, 2021, nel film Una relazione, presentato al Festival del cinema di Venezia. E’ stata sentimentalmente legata all’attore cult Michele Placido, ai meno noti Arnaldo Del Piave e Francesco Villari, al nobile Carlo Di Borbone delle Due Sicilie, ostacolato dalla famiglia di lui, e al cantante Renato Zero.
Era molto legata al monte Argentario e, da brava ligure, era tifosa della Sampdoria
E proprio in quella chiave, legata al calcio, la contattammo anni fa per testate locali, come simbolo blucerchiato, al pari di Fabio Fazio. Recitò in una trentina di film, in tv, fece da sceneggiatrice e voce in radio e tv. E poi si prestò a pubblicità. Senza dimenticare una dozzina di premi. Da ottobre aveva rivelato la malattia, il tumore al pancreas, non operabile. La chemioterapia, sino alla morte, a 76 anni. Onestamente, era proprio difficile volerle male. Dice tutto Antonella Clerici. “Ciao Enrica, donna dai mille talenti e regina del mezzogiorno”. Ma anche del pomeriggio e della sera. Era famigliare, rassicurante, con quegli occhi grandi. Era una soubrette da nazional-popolare ma di classe. Pagò anche l’esplosione di Alba Parietti, come popolarità e fisicità. Il funerale ieri, a Roma, nella chiesa degli artisti.







































































