È stata inaugurata venerdì 21 novembre presso la galleria Maco Arte di Padova la mostra Il grande Olivieri, un omaggio a Claudio Olivieri (Roma, 1934 – Milano, 2019), tra i più importanti protagonisti dell’astrazione italiana. L’esposizione, a ingresso libero e visitabile fino al 31 gennaio 2026, raccoglie dodici opere realizzate tra il 1967 e il 2010 e restituisce, attraverso i suoi lavori di grande formato, la dimensione più intensa e meditativa della sua pittura: quella in cui la luce, più che illuminare, “accade”.
La pittura come spazio

Le tele monumentali di Olivieri, vere e proprie architetture di colore e respiro, assorbono lo sguardo e trasformano la visione in esperienza. In queste opere l’artista compie il suo percorso verso una pittura che non rappresenta, ma diventa spazio, un campo di energia luminosa in cui il visibile si dissolve nel sensibile.
La mostra riporta così l’attenzione su una delle figure chiave della cosiddetta Pittura Analitica, movimento che, dagli anni Settanta, ha ridefinito il senso stesso del “dipingeré”: non più gesto o espressione immediata, ma atto di pensiero, indagine sulla natura del colore, della luce e del tempo.
Un dialogo internazionale tra Olivieri e altri tre maestri

Accanto ai lavori di Olivieri, il curatore Mattia Munari propone un dialogo con tre maestri dell’astrazione internazionale: Tancredi Parmeggiani, Paul Jenkins e Sam Francis. ancredi, con il suo segno vibrante e poetico, rappresenta il punto di contatto tra lirismo e astrazione italiana del dopoguerra. Jenkins, protagonista della Lyrical Abstraction americana, lascia che il colore scorra come fenomeno naturale, mentre Francis, con le sue aperture bianche e i grandi spazi di luce sospesa, evoca lo stesso respiro cosmico che attraversa le tele di Olivieri. Un confronto “atmosferico” che amplifica la percezione dello spazio come dimensione mentale e luminosa.
Per Olivieri un progetto di memoria e luce

Il grande Olivieri è curata da Mattia Munari in collaborazione con Eleonora Olivieri, figlia dell’artista e fondatrice dell’Archivio Olivieri, e accompagnata da un catalogo con testo critico di Nicola Galvan. Munari, ricordando il legame personale con il maestro, afferma: “Claudio era un amico. La nostra prima mostra insieme risale al 2008, intitolata Per ora. Questa è la prima che realizzo dopo la sua scomparsa, in collaborazione con l’Archivio e con la preziosa partecipazione di Eleonora.”
Ne nasce una mostra che è insieme memoria e restituzione, un percorso di luce che celebra la capacità di Olivieri di trasformare la pittura in un varco verso l’invisibile.
Chi era Claudio Olivieri

Claudio Olivieri nasce a Roma nel 1934. Si forma all’Accademia di Brera a Milano, dove entra in contatto con la pittura informale.
Espone per la prima volta nel 1960 al Salone dell’Annunciata e partecipa successivamente alla Biennale di Venezia(1966, 1980, 1986, 1990), alla Quadriennale di Roma e a Documenta 6 a Kassel (1977). Dal 1993 insegna Pittura alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, ruolo che mantiene fino al 2011. Muore nel 2019, lasciando un’eredità luminosa e rigorosa nella storia dell’arte contemporanea italiana.
Informazioni
La mostra Il grande Olivieri sarà visitabile fino al 31 gennaio 2026,
da martedì a sabato, ore 10.00 – 12.30 e 16.00 – 18.30, oppure su appuntamento.
Maco Arte, via Ognissanti 33, Padova


















































































Commento esaustivo ed interessante. Mostra da non perdere.