Cosa leggiamo questa settimana? Il podio ci porta a scegliere tra due donne, la regina newyorkese del romanzo fantasy e una giallista spagnola che sembra avere le caratteristiche narrative del grande Camilleri. Potremmo dividerci equamente tra un vento gelido e il cielo infernale di un caso da risolvere molto complesso. Non fermiamoci alle apparenze, anche se il nostro amato Oscar Wilde diceva che solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze.
Con il fantasy esploriamo la classifica della Lovat

In classifica ci sono anche altre novità che sfogliamo subito grazie al medagliere puntualmente elaborato dalla nostra fantastica Libreria Lovat sempre al centro dell’attenzione letteraria con le belle sedi a Villorba (Treviso) e Trieste.
Ecco i primi dieci titoli blasonati della settimana:
1 Maas – UNA CORTE DI ARMONIA INFRANTA – Mondadori
2 Giménez-Bartlett – SOTTO IL CIELO INFERNALE – Sellerio
3 Carofiglio – LA CONFESSIONE DI ELSA – Einaudi
4 Hemming – IL LADRO DI ZUCCHE – Emme Edizioni
5 Cazzullo – QUANDO L’ITALIA RINACQUE – Harper Collins Italia
6 Tumminello – LA LUNGA ESTATE DE GELSOMINI – Nord
7 Gabanelli e Ravizza – LA RESA DEI CONTI – Fuoriscena
8 Strout – LE COSE CHE NON DICIAMO – Einaudi
9 Goldin – LA STORIA DI MONET – La nave di Teseo
10 Tamigio – OTTO RAGAZZE – Feltrinelli
“La serie fantasy che ha conquistato il mondo”

Così leggiamo sulla copertina del nuovo romanzo di Sarah J. Maas: Una corte di armonia infranta (Mondadori) – Il ciclo delle Valchirie: movimento I. La scrittrice newyorkese considerata una firma internazionale del fantasy letterario presenta al suo attivo la bella cifra di settantacinque milioni di copie vendute nel mondo con traduzioni in 40 lingue. Laureata in Scrittura creativa, ha esordito nel 2012 con Il trono di vetro incipit dell’omonima saga. Un successo accompagnato poi da Una corte di spine e rose. Già in classifica dalla scorsa settimana, anche questa nuova storia ha i presupposti per catturare gli appassionati di misteri inquietanti considerando che tutto si apre con un personaggio dall’appellativo inequivocabile: Senzamorte, pronto a risvegliarsi dopo essere stato imprigionato in un lago per millenni. Frammento dalle prime pagine: Le piastre della sua armatura nera nulla potevano contro il freddo letale che quelle raffiche portavano con sé.
Abbandoniamo pioggia sferzante e gelido vento spettrale per un caso di omicidio

Un sacerdote è stato accoltellato davanti all’oratorio dei salesiani in una delle zone più problematiche della periferia di Barcellona. Si tratta di don Lorenzo Santos. Una vita spesa per aiutare i ragazzi problematici: Sotto il cielo infernale (Sellerio) di Alicia Giménez-Bartlett. Un terreno alquanto scivoloso per le indagini dell’ispettrice Petra Delicato, personaggio che ha reso celebre in Spagna questa originale giallista, molto amata a livello internazionale e nata nel 1951 ad Almansa provincia di Albacete. La scrittrice dal 1975 vive a Barcellona. È laureata in Letteratura e Filologia moderna e ha insegnato a lungo letteratura spagnola. Il clamore dei suoi libri l’ha indotta a dedicarsi pienamente alla scrittura ottenendo oltre al grande successo di pubblico, prestigiosi riconoscimenti.
Quanti anni sono che non senti la mia voce, e io non sento la tua?

Non ha bisogno di presentazioni lo scrittore che troviamo sul podio al terzo posto. I suoi libri, saggi e romanzi, sono sempre al centro dell’attenzione letteraria: La confessione di Elsa (Einaudi) di Gianrico Carofiglio. Come un incipit apparentemente semplice si rivela invece enigmatico e complesso, prerogative universali dei rapporti umani. Tutto si apre con la telefonata di un fratello che il protagonista non sente da anni. A leggere le prime pagine sembra che la telefonata arrivi da un altro pianeta. Una vicenda imprevedibile, sospesa tra dubbi e verità come accade sempre di notte, palcoscenico naturale degli eventi. Torna l’avvocato Guido Guerrieri eroe malinconico che affascina per come si muove in una Bari che conosce nei dettagli più nascosti e che è anche la città natale dell’autore. Carofiglio ci regala una storia notturna, complice l’insonnia di Guido Guerrieri che lo porta a vagabondare per le strade. L’arrivo di una telefonata inattesa dall’Australia destabilizza la sua passeggiata insonne. È quella del fratello Stefano che con un semplice “come stai?” accenderà un vortice di domande esistenziali. Gli appassionati dello scrittore, che è stato magistrato e senatore, conoscono molto bene anche uno speciale luogo di incontri al centro della narrazione, “l’Osteria del Caffellatte”, osteria – libreria aperta solo di notte. C’è la presentazione di un libro scritto da una filosofa accademica in pensione, Elsa Corsini. Mentre il pubblico lascia la libreria Guido ed Elsa continuano a chiacchierare. La conversazione da filosofica e letteraria si trasforma in breve tempo in una confessione che abbraccia sesso, amore e tradimento.
C’è uno sciopero del quale probabilmente non avete mai sentito parlare e profuma di gelsomino

La novità in classifica questa settimana è affascinante e ha il pregio di stupire perché si ispira a una pagina dimenticata: La lunga estate dei gelsomini (Nord) di Licia Tumminello. Leggiamo dalla copertina: Una donna in cerca della propria voce. Una battaglia per conquistare un futuro diverso, per tutte. L’autrice palermitana è laureata in giurisprudenza e ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti letterari. Il romanzo racconta l’estate del 1945 a Milazzo e l’avventura della protagonista, Grazia. Nel buio della notte che profuma in modo inebriante, con lei ci sono tante donne e bambine impegnate in un lavoro molto faticoso, raccogliere le piccole corolle bianche di questi fiori che sembrano stelle, utilizzati per i profumi francesi. Le gelsominaie sono obbligate a uscire a mezzanotte per questa preziosa raccolta, piegate sull’erba sino all’alba. Un salario basso, nessun giorno di riposo da giugno a ottobre. Ma in quella piana dei gelsomini qualcosa sta cambiando, un sentimento di ribellione e protesta che porterà allo sciopero per la conquista dei propri diritti.
Il Sud trionfa nella classifica questa settimana, c’è un’altra novità che porta la firma di una scrittrice palermitana.

Aurora Tamigio ha vinto il Premio Bancarella nel 2024 grazie al suo primo romanzo: Il cognome delle donne. Ora entra nel medagliere con: Otto ragazze (Feltrinelli). Classe 1988, nata a Palermo e cresciuta a Milano, è laureata in Storia dell’Arte Contemporanea e ha studiato sceneggiatura cinematografica, esperienza che l’ha portata a lavorare per il cinema. È copywriter, scrive per il settore della tecnologia e del design e caporedattrice del magazine di informazione cinematografica Silenzioinsala.com. Il suo nuovo romanzo si muove nello scenario di una villetta Liberty nel centro di Milano. C’è un progetto, quello di trasformare la villa in un esperimento di co-residenza per sole donne. Le prime ospiti sono donne sole o con gravi problematiche, come Valeria che fugge dal marito violento. Tante storie, età diverse, complicità, ma anche contrasti che sembrano insidiare un equilibrio difficile da instaurare.
Dal fantasy alla sindrome di Stendhal davanti alla bellezza dell’arte

La bellezza è una promessa di felicità ha scritto Stendhal che era appassionato di arte e dell’Italia. La sindrome che porta il suo nome è stata codificata clinicamente dalla studiosa fiorentina Graziella Magherini, anni fa ho letto con interesse il suo libro. La sindrome nasce originariamente da una visita di Stendhal a Firenze. Lo scrittore francese venne colpito da un malore, una specie di vertigine con senso di svenimento dopo la visita alla Basilica di Santa Croce.


Tutto questo per sottolineare che mantengono buone posizioni due libri dedicati all’arte e che abbiamo recensito ampiamente le scorse settimane: Storia di Monet (La nave di Teseo) di Marco Goldin e Quando l’Italia rinacque (Harper Collins)- Il nostro Rinascimento di Aldo Cazzullo.
Buona lettura!












































































Dott.ssa Elisabetta anche questa settimana le librerie Lovat e le Sue presentazioni ci offrono una bella panoramica sui libri che hanno maggiormente interessato i lettori. Vedo che la città di Palermo ci offre due letture estremamente interessanti. Licia Tumminello racconta il duro lavoro delle gelsominaie, non immaginavo che esistesse questo lavoro, eppure hanno la stessa dignità delle operaie delle filande, delle risaie, le mondine, delle lavandare, delle contadine e di tante altre professioni destinate alle donne giovani e forti. Il racconto è ambientato nel 1945, quindi già siamo immersi in anni difficili che hanno acutizzato un disagio sociale nato dal conflitto bellico e dalla lenta ripresa, che al sud è stata più difficile del nord Italia. Il quadro di partenza è triste come per tanti lavori poco pagati che coinvolgono le donne in turni di lavoro impossibili, dove la parola riposo è stata cancellata dal vocabolario. In questo contesto c’è una figura positiva, che spicca e motivata anche dall’affetto per un vecchio compagno emigrato al nord, una ragazza trova il coraggio per migliorare la sua condizione e quella delle sue compagne. Interessante è anche il romanzo di Aurora Tamigio, Otto ragazze, è un percorso di convivenza femminile che di tanto in tanto si riesce ad organizzare specialmente a vantaggio da chi fugge da situazioni familiari difficili. Questo racconto è un romanzo che parla sia del progetto di convivenza sia dell’amicizia tra Valeria e Adele.