È “Trieste True Crime” ed è stato aperto il 5 novembre nella Sala Luttazzi, Magazzino 26,con la presentazione della mostra “La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di Polizia Scientifica” presentata dal questore di Trieste, la dottoressa Lidia Fredella e dalla conferenza dello psichiatra Vittorino Andreoli sul fascino del male. A moderare il dibattito il condirettore de “Il Piccolo” Alberto Bollis. La mattina successiva l’incontro affollatissimo dedicato alle scuole per parlare di violenza e bullismo con lo scrittore Andrea Franzoso, Sergia Adamo dell’Università di Trieste. Ingresso libero fino a esaurimento posti (Info: info@accademia-veneta.it).
Trieste True Crime si pone tra rigore scientifico e racconto mediatico

Tra gli ospiti della tre giorni della rassegna conclusa sabato 7 novembre: Vittorino Andreoli, Massimo Giletti, Salvatore Garzillo, Alessandro Politi, Andrea Franzoso, Simone Tuzza, Luciano Garofano. L’evento è stato organizzato dall’associazione Accademia Veneta in coorganizzazione e con il contributo del Comune di Trieste, ed è inserito nella rassegna “Una Luce sempre accesa”, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo, nella Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste. Il tutto in collaborazione con la casa editrice Linea, con il patrocinio dell’Università di Trieste, patrocinio e partenariato di RAI Friuli Venezia Giulia, mediapartner Gruppo NEM e Il Piccolo, sotto gli auspici del CEPELL centro per il libro e la lettura.
L’importanza di True Crime

Il true crime può rappresentare uno strumento per comprendere i fenomeni della violenza. Interrogare i pregiudizi, approfondire i meccanismi della giustizia e sviluppare uno sguardo critico sul ruolo dei media. In un’epoca in cui il crimine non si manifesta soltanto nelle strade, ma prende forma anche attraverso le narrazioni che lo raccontano e lo interpretano, diventa fondamentale indagare il rapporto tra cultura e criminalità. Analizzando il modo in cui esse contribuiscono a costruire e orientare la nostra percezione di ciò che è giusto, deviante e pericoloso. In questo contesto si inserisce Trieste True Crime. Un progetto interdisciplinare e scientifico che affronta il fenomeno criminale nelle sue dimensioni umane, psicologiche, sociali e culturali. Integrando gli approcci della criminologia, dell’indagine scientifica e della criminalistica.
Gli ospiti di True Crime

Enrico Sbriglia Garante ha parlato dei diritti della persona del Friuli Venezia Giulia. Massimo Giletti e Alessandro Politi hanno dialogato su true crime e racconto mediatico. Ospite atteso del sabato pomeriggio il generale Luciano Garofano. Già comandante dei RIS di Parma e Simone Tuzza docente dell’Università di Bologna autore del saggio “Criminologia pop”. Hanno parlato sui cold case e il loro racconto tra criminalistica e criminologia, verità scientifica e immaginario collettivo.
La questione del femminicidio

In un doppio incontro dedicato ai femminicidi, per tenere la luce sempre accesa su un fenomeno che non vede regressione, Salvatore Garzillo cronista di nera e autore delle suggestive illustrazioni che accompagnano la veste visiva del programma “Blu Notte” di Carlo Lucarelli, ha coinvolto il pubblico nella performance “Il giro di nera. A stand up tragedy”. Successivamente la tavola rotonda con Elisabetta Migliorelli vicedirettrice TG2. Patrizia Romito già docente Università di Trieste, Valeria Dulbecco Questura di Trieste, Gianpaolo Greco Comandante Provinciale Carabinieri. A fare da moderatrice Francesca Nocerino, già giornalista TG2. E un video saluto dell’On. Martina Semenzato Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. Ha chiuso gli incontri quello sulla scienza nelle indagini con un Rappresentante della Polizia di Stato, Stefano D’Errico, Direttore della struttura complessa SC (UCO) Medicina legale – ASU GI, Raffaele Barisani, medico legale. E Laura Tonero, giornalista de Il Piccolo.
True Crime e il sindaco

Nella presentazione della manifestazione il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha voluto ricordare l’assessore Giorgio Rossi, recentemente scomparso. “Che fin dal principio ha creduto con fermezza e lungimiranza in questo progetto. Cogliendone il valore culturale e la capacità di analizzare con rigore scientifico e divulgativo i grandi temi della cronaca nera e del giornalismo d’inchiesta”.
Il parere di Lisa Marra
Per Lisa Marra, responsabile organizzativa dell’evento, presidente di Accademia Veneta ed editrice di Linea, “con la seconda edizione di Trieste True Crime si vuole dare continuità a un progetto che affronta il fenomeno criminale con rigore e spirito critico. Andando oltre la cronaca per approfondirne gli aspetti umani, psicologici, sociali e scientifici. L’evento intende favorire il dialogo tra competenze diverse, promuovendo una riflessione consapevole sulla realtà criminale, capace di stimolare domande e superare pregiudizi”.
Un’esposizione multimediale

La mostra promossa dalla Polizia di Stato “La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di Polizia Scientifica”, è un’esposizione multimediale e immersiva che accompagna il pubblico alla scoperta dell’evoluzione delle indagini forensi. Dalle origini della Polizia Scientifica nel 1903 alle tecnologie più avanzate di oggi. Articolato in sette ambienti tematici, il percorso approfondisce il riconoscimento delle impronte digitali, i rilievi sulla scena del crimine, le riprese video, le analisi genetiche, chimiche e balistiche e le tecniche di ricostruzione tridimensionale. Attraverso immagini, reperti, video e testimonianze legate a importanti casi di cronaca, i visitatori possono conoscere da vicino il lavoro degli specialisti. E i metodi scientifici che permettono di interpretare le tracce e ricostruire i fatti.
I premi

Nel corso della rassegna consegnati anche due premi: il premio “Giorgio Rossi” dedicato ai professionisti che si sono distinti nel diffondere l’educazione alla legalità tra gli studenti di ogni ordine e grado. Il premio C.R.I.M.E. dedicato ai professionisti che si distinguono nella narrazione del true crime per rigore, responsabilità ed etica, valorizzando la complessità dei fenomeni criminali nel rispetto della presunzione di innocenza, della dignità delle persone coinvolte e della distinzione tra verità storica e giudiziaria.












































































