Reggio Emilia, il consiglio comunale. Cristian Paglialonga (Fratelli d’Italia): “L’odg urgente di Cinzia Ruozzi è discriminatorio nei confronti di meridionali emigrati al nord”. Antonio Casella (pd): “Chi vota il partito della Meloni è feccia”. Poi fa ironia. “Se non vi piace feccia, diciamo freccia”. Da capotreno. Cinzia Ruozzi, all’inizio: “Impedire a uno straniero di andare a scuola vicino è una deportazione”. Espressione totalmente fuori luogo, senza senso.
Quando un consiglio comunale diventa un teatrino
Teatrino, sempre più tale, dal no della maggioranza ad asfaltare una strada di campagna, a un’attenzione a mio avviso esagerata sugli animali nei circhi. Roberta Rigon al debutto non parla, al pari di tanti della maggioranza che mai intervengono o quasi. Una settimana più tardi, Fratelli d’Italia, Lega nord e Forza Italia chiedono a gran voce le dimissioni del consigliere Casella. Reggio Civica, degli avvocati, battuti nella corsa a sindaco, e Coalizione civica, di ex pd, votano contro la richiesta di dimissioni.
Il nostro parere
Casella resta al suo posto, naturalmente sfugge alla nostra telecamera o quasi. Troppo facile. Il copione è consolidato. Per noi, assolutamente, doveva essere congedato, per la gravità della doppia affermazione. Si era compiaciuto per la morte di Umberto Bossi, ovvero il discriminatore territoriale per antonomasia, da mezzo secolo, nel nostro Paese.











































































