Dalla carta alla carta, la raccolta differenziata recupera quasi il 100% della carta e del cartone conferiti dai cittadini nella raccolta differenziata, ma la ricerca sta cercando di ottimizzare anche gli scarti del processo di lavorazione del materiale originario. Il tema è stato approfondito nel primo incontro del ciclo autunnale dei Caffè delle Scienze organizzato dall’associazione Mestre Mia, lo scorso 7 ottobre nella sede di M9 a Mestre.
Biliotti coordina l’incontro

Gli incontri, coordinati da Andrea Biliotti, puntano a sensibilizzare e formare la cittadinanza sui progetti di ricerca in corso al campus scientifico dell’università Ca’ Foscari.
“Pensiamo che la ricerca applicata all’ambiente sia un fattore determinante per mitigare le conseguenze della crisi climatica e per accelerare la transizione ecologica del sistema di sviluppo veneto – ha spiegato Biliotti –. Per questo è importante coinvolgere anche la cittadinanza nel processo di innovazione che sta trasformando la nostra vita quotidiana”.

Razzini (Veritas) sulla tracciabilità della carta: “Nel veneziano raccolte oltre 62mila tonnellate di carta e cartone, riciclate per il 97%”

Il rifiuto di carta e cartone conferito dai cittadini e dalle utenze commerciali nel territorio servito da Gruppo Veritas (che comprende 44 comuni del veneziano e quello di Mogliano) rappresenta l’11,53% del totale dei rifiuti conferiti e la produzione pro capite è pari a 64,38 kg/persona.
Razzini e la carta

“Nel 2024 sono state 62.655 le tonnellate di carta e cartone raccolte e di queste il 97% è stato riciclato, migliorando costantemente il dato che nel 2021 era del 95,75% – ha affermato Andrea Razzini, direttore generale di Veritas-. Si tratta di una filiera corta che ha come destinazione le cartiere locali, con alcuni passaggi intermedi dedicati alla selezione. Del totale raccolto, ben il 24,8% è costituito da imballaggi, un dato che continua a crescere. La carta è il rifiuto di maggiore valore, ma la presenza di frazioni estranee nel materiale conferito comporta la necessità di una accurata selezione (meccanica e manuale) all’interno degli impianti dell’Ecodistretto di Fusina. Negli ultimi anni la quantità di carta raccolta è in costante aumento, ma è importante ricordare che i corretti conferimenti da parte cittadini sono elemento fondamentale per migliorare sempre più la percentuale di riciclo con risparmio di spesa per la collettività.”
Grazie alla raccolta differenziata, risparmiata l’emissione in atmosfera di oltre 61mila tonnellate di CO2 equivalente

La tracciabilità della carta, come di tutte le filiere della raccolta differenziata – realizzata da Gruppo Veritas e certificata da enti terzi – ricostruisce tutti passaggi, dalla raccolta al materiale riciclato. “Si tratta di un percorso volto alla tutela dell’ambiente che permette inoltre di risparmiare l’emissione in atmosfera di 61.856 tonnellate di CO2 equivalente – ha sottolineato il direttore Razzini -, grazie ad una razionalizzazione degli interventi lungo tutto il processo di raccolta e lavorazione.
Va ricordato inoltre che le filiere della differenziata comportano anche un risparmio di spesa. Che altrimenti andrebbe a gravare direttamente sulle bollette con costi di gran lunga superiori. Per questo è importante che i cittadini si impegnino al corretto conferimento dei rifiuti nelle specifiche filiere della differenziata. Contribuendo in questo modo a limitare le spese a carico della collettività. Voglio sottolineare per esempio che anche il tetrapak può essere conferito insieme alla carta. Visto che nei nostri impianti è presente una macchina in grado di separare il materiale cartaceo dal foglio di alluminio. Per informazioni sui corretti conferimenti, rinviamo al sito aziendale www.gruppoveritas.it dove lo butto”.
Gigli (Ca’ Foscari): “Per ogni chilo di carta utilizzati due chili di legno e bruciato mezzo chilo di lignina. La nostra ricerca punta al recupero di questo scarto”

La sfida che porta “dalla carta alla carta” coinvolge però anche altri processi. Primo fra tutti la produzione originaria di questo materiale che, quando non viene direttamente dal riciclo, deriva dalla lavorazione della cellulosa. Per ogni chilo di carta prodotto servono due chili di legno e come scarto viene prodotto mezzo chilo di lignina che attualmente viene perlopiù bruciata.
All’incontro del 7 ottobre è intervenuto anche Matteo Gigli, professore di chimica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Alla guida di un gruppo di ricerca che si sta occupando di testare le diverse possibilità di riutilizzo della lignina.
“Si tratta di un materiale di scarto che presenta interessanti proprietà. Alta biocompatibilità e biodegradabilità; capacità di filtro UV; attività antiossidanti, antibatteriche e antiinfiammatorie – ha concluso il professor Gigli -. Con potenziali impieghi di cui stiamo studiando le prestazioni in diversi ambiti e che vanno dalla cosmesi alla meccanica fino alla depurazione delle acque.”












































































