Il 29 agosto 2021 https://www.enordest.it pubblicava la recensione del romanzo di Mariella Favaretto, Elide, uscito per i tipi di Cleup qualche mese prima (https://www.enordest.it/2021/08/29/due-donne-nel-veneto-di-100-anni-fa/). A cinque anni di distanza l’autrice ha dato alle stampe, sempre con Cleup, il sequel di quella storia, intitolato Elide: il tempo del coraggio. Avevamo lasciato la protagonista, una giovane donna vivace, curiosa, irrequieta, avida di imparare e di conoscere il mondo, nel 1907, alle prese con un faticoso e doloroso processo di emancipazione da una realtà che la voleva esclusivamente moglie e madre, unico ruolo riconosciuto e rispettato all’epoca. Il finale aperto del primo romanzo dedicato a questa figura ha concesso alla Favaretto di continuare quella storia, seguendo le vicende non solo di Elide, ma di molti altri nuovi personaggi che incontra lungo la sua strada, arrivando fino alla fine della Prima Guerra Mondiale con un epilogo che si estende fino al 1948.
Elide e la fuga da Pordenone

Nelle prime pagine chi non ha letto il prequel troverà il riassunto delle vicende precedenti, abilmente inserito nei dialoghi tra Elide ed Emilia Brambilla, una baronessa milanese che l’accoglierà dopo una rocambolesca fuga da Pordenone per sfuggire all’internamento in manicomio deciso dal marito, e che l’accompagnerà verso la rinascita. Una seria e lunga ricerca storica ha permesso all’autrice di proseguire la narrazione della vita di Elide raccontando la sua crescita attraverso interessi che la portano dai salotti letterari alla vita della fabbrica, alla comprensione di quanto l’istruzione sia fondamentale per l’emancipazione non solo delle donne ma anche per la classe operaia affinché possa affrancarsi dallo sfruttamento dei padroni.
Una crescita che ora avviene attraverso la sorellanza con altre donne che condividono le medesime idee

L’amicizia con Margherita, Esterina e Lisetta sarà fondamentale, così anche come l’amore per Giuliano, un uomo comprensivo e gentile, che sposerà e con il quale tornerà nel suo Friuli. Con lui, a Cordenons, condividerà molte battaglie nel contesto del cotonificio Makò, con sempre maggior consapevolezza, grazie anche all’esperienza sindacale di Pietro, un operaio che ha avuto la possibilità di studiare e con il quale instaura una vivace amicizia, fatta anche di battibecchi e discussioni attorno al ruolo delle donne nella vita politica e all’importanza della loro emancipazione.
Elide e la sua maturazione

La maturazione di Elide avviene anche riconoscendo un certo “paternalismo borghese” che non le permetteva, nonostante le buone intenzioni, di comprendere davvero le difficoltà economiche in cui versavano le famiglie operaie che in un primo momento avversavano il suo progetto di far frequentare la scuola ai figli piccoli, sottraendoli dalle fatiche della fabbrica. Come si legge nella prefazione al romanzo scritta da Lucia De Michieli «Elide si concentra proprio su questo: non permettere che il mondo si divida tra colti che hanno il potere e analfabeti che possono solo rassegnarsi a una vita “come si è sempre fatto”» (p. 11).
Elide, il secondo romanzo

Il romanzo si sviluppa in tre parti: Una nuova vita, Ritorno nella terra natia, L’umana follia, che racconta, quest’ultima, con profonda partecipazione, la tragedia della guerra, il sacrificio insensato di tanti soldati mandati al macello, lo strazio di chi ha visto morire in modo atroce i propri compagni e si è portato per tutta la vita dentro il rimorso di non averli potuti salvare. Pagine toccanti, che commuovono profondamente e che si rivelano di estrema attualità, testimoniando come in quel frangente le donne abbiano saputo condurre da sole la “loro guerra”, fatta di rinunce, di assunzione di responsabilità in famiglia e sul lavoro, di lutti intollerabili, di grande sofferenza.
Mariella Favaretto, con una scrittura che si adegua al periodo storico in cui è ambientata la sua vicenda, dimostra una forte capacità introspettiva e psicologica determinata anche dalla sua lunga esperienza di insegnante, a cui sa affiancare il rigore della ricerca storica e l’uso sapiente del dialetto friulano che spesso colora e rende efficaci i dialoghi.
L’autrice

Mariella Favaretto, mestrina, laureata in lettere e specializzata in Filologia moderna presso l’Università di Padova, è stata insegnante nella scuola secondaria. Dopo la frequentazione di alcuni corsi di scrittura creativa la sua passione per la narrazione si è concretizzata con la pubblicazione di I miei calzettoni rossi (Andrea Oppure Editore, 2005), Il filo spezzato (Alcione Editore, 2008), nel 2014 del suo romanzo d’esordio Vite fatte di niente (Alcione Editore), nel 2021 Elide (Cleup). Suoi racconti sono presenti nelle raccolte “Cucina di Storie” curate da Annalisa Bruni, Lucia De Michieli e Anna Toscano dal 2008 al 2013, e nelle raccolte prodotte dal concorso “Quello che le donne non dicono…” della Compagnia di arti e mestieri di Pordenone, 2013/2015. Ha ricevuto diverse segnalazioni di merito in Premi nazionali e internazionali. Nel 2013 si è classificata seconda nella sezione “racconto breve” del Premio Internazionale S. Marco della L.A.P.S. di Venezia.
Mariella Favaretto, Elide: il tempo del coraggio, Padova, Cleup, 2026.













































































Una recensione convincente, per un romanzo dalle mille sfaccettature. n particolare ho apprezzato le pagine dedicate alla necessità di un’istruzione che diventa veicolo di libertà.Grazie
Grazie per l’apprezzamento!
Bellissima e convincente recensione! .Come sempre attenta ai temi generali del romanzo, ma anche a tutti i risvolti dei personaggi e della scrittura. Hai saputo anche risalire al romanzo precedente, “Elide”, facendo notare la maturazione della protagonista. Grazie Annalisa!
🙂