Ieri è ufficialmente scattata l’ottantatreesima edizione della mostra del cinema di Venezia con la cerimonia d’apertura affidata agli attori Greta Scarano (esordio anche come regista nel 2025 con il film “La vita da grandi” premiato ai Nastri d’argento come migliore opera prima) e l’italo-francesce Nicolas Maupas (protagonista nelle serie televisive “Mare fuori” e “Un professore”). Anche se la parte del leone (e qui il gioco di parole ci sta tutto) l’ha fatta un “certo” George Clooney.
A Venezia il Leone d’oro alla Carriera a George Clooney



Ma il momento “clou” è arrivato con la consegna del Leone d’oro alla carriera all’attore e regista statunitense George Clooney, diventato un vero e proprio aficionado della mostra veneziana e oggi più che mai. Un premio ricevuto dalle mani dell’attrice Laura Dern (premio Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2020 per il film “Storia di un matrimonio”) e l’anno scorso protagonista proprio assieme a Clooney nel film “Jay Kelly”. Forse anche per questo motivo la “laudatio” per il premiato è stata affidata a lei.
La giuria della Mostra del Cinema


Presentata anche la giuria che vede nel ruolo di presidente l’attrice e regista statunitense Maggie Gyllenhaal assieme a Kaouther Ben Hania (regista e sceneggiatrice), Daniel Blunberg (compositore e artista), Johnnie To (regista e produttore), Francesco Casetti (docente universitario), Sharbanoo Sadat (regista), Xavier Gisannoli (regista e sceneggiatore). Al di là del “contorno” che fa molto gossip è iniziata la lunga “scaletta” dei film in programma, sia quelli in concorso che quelli facenti parte delle altre sezioni (Orizzonti, Giornate degli autori, Spotlight ecc..).
Dopo la gioia di Clooney, a Venezia esordio con Ink primo film in concorso

Ieri sono entrati in scena “La ragazza con la Leica” di Alina Marazzi per la sezione “Orizzonti”, “My notes on mars” di Lili Horvat per la sezione “Giornate degli autori” e “Ink” di Danny Boyle primo film in concorso per “Venezia83”, che narra dell’acquisto spregiudicato da parte dell’editore Rupert Murdoch del giornale “Sun” affidandolo come direttore a Larry Lamb che lo trasformò in un incredibile giornale scandalistico.
La ragazza con la Leica

“La ragazza con la Leica” è tratto dall’omonimo romanzo di Helena Janeczek che si aggiudicò il premio Strega nel 2018. La regista Alina Marazzi, italiana naturalizzata svizzera, da sempre ha incentrato il suo cinema puntando su personaggi femminili molto particolari oltre che essere una bravissima documentarista vincitrice nel 2003 del premio come miglior documentario al Torino film festival con “Un’ora sola ti vorrei” dove tracciava la storia della madre morta suicida.
Con “La ragazza con la Leica”, ci riporta alle immagini meravigliose scattate dalla famosa fotografa Gerda Taro, portando alla memoria il 14 luglio del 1937 a Parigi, quando trascorse il suo ultimo giorno prima di tornare sul fronte spagnolo assieme alla sua inseparabile macchina fotografica Leica. Quel giorno fatidico volle stare assieme al grande fotografo di guerra Robert Capa, tra l’altro uno dei suoi grandi amori e un gruppetto di amici con i quali era fuggita dall’incubo della Germania capeggiata dalle forze naziste.
Un film che ha colpito molto alla Mostra del Cinema di Venezia

La regista è molto brava nel muoversi tra il passato e il presente mettendo “a fuoco” quelli che sono stati i momenti, i giorni, le emozioni, le sensazioni più importanti della vita di Gerda Taro, che una volta tornata sul fronte andò a morire sul campo di battaglia da vera fotografa di guerra noncurante della paura. Il film scorre bene e non manca di sottolineare l’impegno politico della protagonista vissuto a Lipsia con il suo primo grande amore Georg Kuritzkes. Un periodo in cui fu anche arrestata per propaganda contro il partito nazista e aver aderito a circoli ebraici progressisti. Uscita di prigione andò via da Lipsia per rifugiarsi a Parigi dove conobbe Robert Capa che la portò verso la grande passione per la fotografia, al punto che divenne la prima donna fotoreporter di guerra.
Un film che fa riflettere

Il film pone in risalto gli aspetti ben descritti nel libro di Helena Janeczek, soprattutto la gioia di vivere di questa donna morta troppo presto, ma forse consapevole della sua fine. Emerge nella volontà della regista la necessità di far capire quello che volevano ottenere dei giovani esuli di fronte all’ assurda e minacciosa presenza del totalitarismo. Forse parlando di quel passato emerge una forte similitudine con un presente piuttosto inquietante e di questo siamo grati alla scrittrice e oggi alla regista che ha avuto il coraggio e la forza di portare sul grande schermo la storia di questa grande donna, ma soprattutto il suo grande ideale di libertà per il quale ha donato la vita. Molto brava l’attrice Emilia Schule nel ruolo di Gerda Taro.
Regia: Alina Marazzi. Cast: Emilia Schule, Luna Wedler, Lucas Englander, Lia J. Von Blarer. Produzione: Italia. Anno: 2026. Genere: drammatico. Durata: 115 minuti.
Cosa accade oggi alla Mostra del Cinema di Venezia
Oggi per chi legge entreranno in scena altri due film in concorso “Bucking Fastard” di Werner Herzog e “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh
Per la sezione Orizzonti c’è attesa per “Nessun dolore” di Gianni Amelio.
Tutte le immagini e i video sono della nostra inviata all’83° edizione del Festival del Cinema di Venezia Barbara Pigazzi per https://www.enordest.it e tutte le foto e i video sono protette dal diritto d’autore- https://animicaportraits.com/












































































