Sempre più spesso sentiamo parlare di Overbooking, questa parola inglese significa letteralmente sovraprenotazione e si usa nel caso di imbarco negato. È una tecnica utilizzata dalle compagnie aeree per guadagnare il massimo profitto possibile per ogni singolo volo, vendendo due volte il tuo posto in aereo, e giocando sul fatto che c’è sempre qualcuno che all’ultimo minuto rinuncia al viaggio a causa di un contrattempo. Per esempio, c’è chi non si presenta perché ha bucato una ruota dell’auto e non è riuscito ad arrivare in tempo in aeroporto, chi ha perso la coincidenza a causa del ritardo del volo precedente, chi ha deciso di non partire per altri motivi ancora. Si tratta, in ogni caso, di persone che hanno acquistato il biglietto, ma non si sono imbarcate sul volo.
Overbooking: perché le compagnie vendono il tuo posto due volte e chi decide chi resta a terra?

Vi è capitato di arrivare al gate con carta d’imbarco regolare e sentirvi dire “il volo è completo”? Per fortuna, pur essendo una che di voli ne prende spesso sia a corto e a lungo raggio, non ho mai avuto questo problema. Ma in questi giorni di esodo vacanziero, la cronaca nazionale fa emergere il temutissimo spettro dell’OVERBOOKING che abbiamo visto essere motivo di liti e di aggressioni tra viaggiatori e di allontanamenti da aeromobili pronti a partire, perché un/a turista non aveva più la sua poltrona. Ebbene sì, ma attenti perché non è un è un errore del sistema. È a punto l’overbooking, e le compagnie lo applicano volutamente.
L’overbooking, o sovraprenotazione, è la pratica legale di vendere più biglietti dei sedili effettivamente disponibili. Su un volo da 180 posti, il sistema può venderne 188. Non è truffa, è matematica applicata.
Perché vendono più posti sull’aereo? Non per avidità, ma per i no-show

Il trasporto aereo si basa su una certezza statistica: una parte dei passeggeri non si presenta mai. La media europea è tra il 5 e il 15% a seconda della rotta.
Chi sono? Il manager ad esempio con biglietto flessibile che ha preso tre voli per lo stesso giorno e ne usa uno; chi perde la coincidenza; chi si ammala; chi cambia idea con un low cost da 29 euro che non conviene nemmeno chiedere il rimborso.
Un aereo che parte con 10 posti vuoti, però, è una perdita netta enorme. Carburante, equipaggio e le tasse aeroportuali li paga lo stesso. Per tenere il coefficiente di riempimento sopra l’85% e i prezzi bassi per tutti, le compagnie low cost hanno creato algoritmi di revenue management che prevedono, con precisione quasi chirurgica, quanti no-show ci saranno su quel volo specifico, quel giorno, a quell’ora, cioè quanti non si presenteranno.
Sulla Milano Linate – Roma Fiumicino del lunedì alle 7:00, la tratta è piena di biglietti business rimborsabili, l’overbooking sarà aggressivo. Sul volo per le vacanze di agosto, pagato mesi prima e non rimborsabile, sarà quasi zero. Quando l’algoritmo sbaglia, è lì che nasce il problema.
Dal volontario al passeggero scaricato: come funziona al gate

Quando tutti si presentano davvero, scatta la procedura standard.
Prima fase: l’appello ai volontari. L’assistente di volo chiede: “Chi si offre di partire con il prossimo volo?”. In cambio offre voucher da 200 a 600 euro, upgrade, hotel e cena pagati, riprotezione garantita. Per chi non ha fretta, spesso conviene.
Se non ci sono abbastanza volontari, la compagnia passa al “denied boarding involontario”. Deve scegliere lei. E i criteri, pur non essendo pubblici, sono ormai noti agli addetti ai lavori.
Hanno più probabilità di restare a terra prima di tutto chi ha fatto il check-in per ultimo, chi viaggia con tariffa basic o light senza bagaglio, chi viaggia da solo, chi non ha uno status nel programma di frequent flyer….
Al contrario, famiglie con bambini piccoli, minori non accompagnati, passeggeri con disabilità e clienti ad alto valore vengono protetti fino all’ultimo.
Cosa ti spetta se non c’è il tuo posto in aereo: in Europa la legge è dalla tua parte

Molti pensano di non avere diritti. È il contrario. Se il volo parte da un aeroporto UE, o arriva in UE con compagnia europea, vale il Regolamento CE 261/2004, ed è molto chiaro.
Se ti viene negato l’imbarco contro la tua volontà per overbooking, la compagnia DEVE offrire: la compensazione pecuniaria immediata: 250 euro per tratte fino a 1500 km, 400 euro tra 1500 e 3500 km, 600 euro oltre i 3500 km, ricevere in contanti, bonifico o carta. Se offrono un voucher si può rifiutarlo. Oppure la scelta del rimborso completo del biglietto entro 7 giorni e volo di rientro, oppure riprotezione sul primo volo disponibile per la propria destinazione. Garanzia di Assistenza a terra con pasti e bevande in proporzione all’attesa, sistemazione in hotel se si deve ripartire il giorno dopo.
Attenzione se accetti di fare il volontario, rinunci però alla compensazione da Regolamento. Quello che ottieni è solo ciò che hai negoziato

L’overbooking quindi non sparirà. Finché esisteranno biglietti rimborsabili e passeggeri che non si presentano, le compagnie continueranno a farlo. È il prezzo che il sistema paga per non far volare aerei mezzi vuoti. Il problema non è che esista, va tenuto di conto, ma viene gestito spesso male al gate, anche per il numero massiccio di passeggeri, da gestire come in questo periodo dell’anno, sono infatti testimonianza le foto del t1 di Malpensa.
Una raccomandazione per tutelarvi: fate sempre il check-in online appena apre la possibilità di accedervi, presentatevi al gate presto e conservate sempre la carta d’imbarco. In caso di negato imbarco, chiedete subito la dichiarazione scritta con la motivazione “denied boarding due to overbooking”. È il documento che fa scattare tutto il procedimento a cui si ha diritto,
Buon viaggio e buone vacanze













































































