Il 14 giugno si aprirà la nuova edizione della Venice School per Difensori dei Diritti Umani, il programma internazionale organizzato dal Global Campus of Human Rights, presso la sua sede all’ex Convento di San Nicolò al Lido di Venezia, e riunirà difensori dei diritti umani, attivisti, ricercatori e professionisti provenienti da diverse regioni del mondo per una settimana di formazione avanzata e scambio di esperienze. L’edizione 2026 si apre con una tavola rotonda dedicata al progetto colombiano Despojo y memoria de la tierra, un’investigazione che documenta gli effetti dello spossessamento delle terre e delle violazioni dei diritti umani nel contesto del conflitto armato colombiano.
I protagonisti dei DIfensori dei diritti umani
L’incontro vedrà la partecipazione di Andrés Celis Rodríguez, Hannah Meszaros Martín, Oscar Pedraza e Folco Zaffalon. Rappresentanti della Comisión de la Verdad colombiana e di Forensic Architecture, l’agenzia di ricerca multidisciplinare riconosciuta a livello internazionale per il suo utilizzo innovativo di tecnologie investigative e premiata nel 2024 con il Right Livelihood Award. Attraverso l’analisi di casi concreti e metodologie innovative di ricerca, la tavola rotonda offrirà ai partecipanti l’opportunità di riflettere sul ruolo della memoria, della documentazione e della ricostruzione della verità nei processi di giustizia, riconoscimento delle vittime e riconciliazione.
Temi fondamentali per i Difensori dei diritti umani
Nel corso della settimana, i partecipanti approfondiranno inoltre temi fondamentali per il lavoro dei difensori dei diritti umani. Tra cui i meccanismi internazionali e regionali di protezione dei diritti umani con Manfred Nowak, Wiebke Lamer, Dalila Mujagic, Gisela Pérez de Acha, Marine Constant e Zala Čas. Tra i momenti più significativi del programma figura la giornata del 17 giugno. Dedicata alle narrazioni sui diritti umani, alle nuove strategie di comunicazione e al ruolo delle arti nel promuovere partecipazione e consapevolezza. George Ulrich guiderà una riflessione sul modo in cui le narrazioni possono contribuire a rafforzare il sostegno pubblico ai diritti umani. In contesti caratterizzati da crescente polarizzazione e scetticismo.
Tra i principali promotori
A seguire, Thomas Coombes, tra i principali promotori internazionali della hope-based communication, condurrà una sessione e un workshop dedicati a un approccio comunicativo. Che mette al centro partecipazione, solidarietà e capacità di immaginare un cambiamento positivo. La giornata si concluderà con Unchilded, la performance immersiva della compagnia Raizes Theatre. Che accompagnerà i partecipanti in un percorso artistico di riflessione sui temi della dignità umana, dell’identità, della vulnerabilità e della resilienza. Lo spettacolo rappresenta un momento significativo del programma, evidenziando il ruolo delle arti come strumento di sensibilizzazione, partecipazione e riflessione sui diritti umani. Attraverso il linguaggio teatrale, il pubblico viene coinvolto in un’esperienza immersiva che favorisce empatia, dialogo e consapevolezza.







































