“Sebben che siamo donne, paura non abbiamo, abbiam delle belle buone lingue e ben ci difendiamo”. Frammento di un brano molto popolare nato ai primi del Novecento appartenente al repertorio delle mondine e alla loro durissima lotta per il lavoro dignitoso. Le donne sono protagoniste di questa nuova pagina letteraria, molti i titoli che in qualche modo sottolineano il ruolo fondamentale della presenza femminile nella storia.
In compagnia delle donne entriamo alla Lovat

Cercheremo di evidenziarne gli aspetti analizzando conferme e novità del medagliere con l’aiuto della fantastica Libreria Lovat.Due grandi sedi: Villorba (Treviso) e Trieste. Molti e imperdibili gli eventi in programma: Lovat Lab per unire lettori e scrittori, Carta Straccia dedicata appositamente ai più piccoli e Lovat Café e le sue iniziative gastronomiche.
La classifica della settimana presenta interessanti novità dalle quali vogliamo partire
- Manzini – I tramezzini di Rocco Schiavone – Sellerio
- Carrère – Kolchoz – Adelphi
- Riley – Game of Olympus – Sperling & Kupfer
- Cassar Scalia – Le terme dell’indirizzo – Einaudi
- Giannone – Gli anni in bianco e nero – Nord
- Galiano – il cuore non va a dormire – Einaudi
- Cassano – Duramadre – Garzanti
- Littizzetto – Il tempo del la la la – Mondadori
- Pera Toons – Il gioco delle risate – Tunuè
- Dandini – Paura non abbiamo – Einaudi
La nostra Repubblica quest’anno ha compiuto 80 anni. Al Referendum istituzionale del 1946 le donne votarono per la prima volta e il loro fu un voto determinante per l’esito della consultazione

Tutto cambia, Inizia una grande avventura, quella delle Madri costituenti. Impegno molto importante e difficile considerando che su 556 deputati che componevano l’Assemblea costituente, le donne erano solo 21. Si tratta di figure straordinarie anche se spesso dimenticate. Serena Dandini racconta la loro storia fatta di lotte operaie, movimenti culturali, impegno civile: Paura non abbiamo. (Einaudi) – Le donne che hanno fatto la Repubblica. Protagoniste che hanno combattuto e versato sangue. Diverse per carattere e orientamento politico, ma in sintonia con il desiderio di costruire la democrazia dopo gli anni drammatici della dittatura. Leggendo queste biografie scopriremo che a loro dobbiamo davvero molto. Un mosaico luminoso di storie dove troviamo intellettuali, artiste, parlamentari e donne giudici che hanno trasformato le istanze femminili in leggi. Una rivoluzione culturale che Serena Dandini narra con raffinata sensibilità e la classica ironia che l’ha resa celebre grazie a iconiche trasmissioni televisive e saggi di grande spessore.
La vita era ancora molto dura per le donne degli anni sessanta imprigionate in un mondo senza colori

Entra in classifica il nuovo romanzo di Francesca Giannone e brilla già come nuovo evento letterario: Gli anni in bianco e nero (Nord). La scrittrice pugliese torna nel medagliere dopo il successo del Premio Bancarella La Portalettere. Anche questa volta le donne costituiscono il fulcro della narrazione che prende vita in una sartoria di famiglia nel Salento degli anni ’60. Quattro ragazze e una realtà quasi distopica che va dai romanzi di Jane Austen, alla musica ribelle, ai film di Fellini e Visconti. Un mondo nuovo che una delle protagoniste decide di rendere visibile. Fotogrammi silenziosi dentro la sartoria mentre all’esterno scorrono tumultuose le lotte operaie, le occupazioni studentesche, le battaglie femministe. Francesca Giannone è laureata in Scienze della Comunicazione e ha studiato cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
Il suo romanzo “La Grande Sete” ha conquistato critica e pubblico dominando le classifiche. Ora l’autrice torna nel medagliere con la storia di Celeste, una donna coraggiosa in un mondo che la esclude perché troppo diversa

Tra i primi dieci titoli della settimana un’altra novità: Duramadre (Garzanti) di Erica Cassano. L’autrice nata nel 1998 a Maratea ha conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne e la magistrale in Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. Incipit del romanzo un primo giorno di scuola in Calabria. Celeste entra in aula come nuova professoressa, ma non trova nessuno. Le famiglie hanno il timore di mandare i loro bambini da questa sconosciuta insegnante considerata molto pericolosa. Con quali motivazioni? È donna, nubile, quasi quarantenne, troppo moderna ed estranea al territorio. Mentre l’Italia sembra avvolta dall’arrivo del boom economico, Celeste trova in quella Calabria immobile una realtà ben diversa, dura come una madre che non assolve. A complicare tutta la vicenda anche un segreto che potrebbe sconvolgere ogni rapporto personale della protagonista.
Agli antieroi convinti che non avranno mai un lieto fine, ai realisti che non hanno il coraggio di sognare

Frammento della bella dedica che troviamo nel nuovo romanzo di un’autrice sarda, classe ’97 appassionata di scrittura da sempre. Torna ai vertici delle classifiche Hazel Riley: Game of Olympus. Catarsi (Sperling & Kupfer). Prosegue con successo la saga Game of Gods che piace molto al pubblico perché armonizza vari generi letterari dal Contemporary Romance al Fantasy mitologico, al thriller. Una caratteristica peculiare di questa scrittrice italiana capace di trasformare la mitologia greca in chiave moderna. Hazel Riley è laureata in Comunicazione, leggendo il suo profilo scopriamo che scrive da quando ne ha memoria e che a 15 anni inizia a pubblicare le sue storie sulla piattaforma Wattpad.
Quando social e piattaforme non bastano, per socializzare dobbiamo cercare un mezzo alternativo e molto avveniristico: il bar

E quando le donne si incontrano al bar non bevono solo caffè ma costruiscono storie, lanciano strategie per sconfiggere paure e grandi delusioni. È il messaggio che ci arriva da Luciana Littizzetto sempre in classifica con il suo ultimo lavoro: Il tempo del la la la (Mondadori). Una storia che l’autrice torinese ambienta proprio nella sua città. Le protagoniste del racconto sono Lola, Maura e Ida. Si incontrano abitualmente al bar di fiducia. Problematiche diverse e al tempo stesso universali come l’incalzare dell’età, un matrimonio che non entusiasma più, sogni mai realizzati. Luciana Littizzetto grazie alla sua classica ironia riesce a dare voce a tre storie luminose e incisive, armonizzando leggerezza e profonde emozioni.
Scrittore e registra francese sempre ai vertici della classifica grazie allo straordinario ritratto di una donna cosmopolita e figura culturale di primo piano, sua madre

Concludiamo questa pagina quasi tutta al femminile con una firma d’eccezione che abbiamo visto recentemente in Italia, a Roma e a Torino per il Salone del Libro, Emmanuel Carrère: Kolchoz (Adelphi). Anche in questo caso la presenza femminile è determinante come gli aneddoti legati all’infanzia dello scrittore. Quando il padre si assentava per lavoro, Emmanuel con le due sorelle dormiva nella stessa stanza della madre, un rito che lei definiva “Fare kolchoz” dalla parola sovietica che indicava la proprietà collettiva. Carrère è figlio di Hélène Carrère d’Encausse, scomparsa il 5 agosto 2023 a novantaquattro anni. Storica e politica, membro dell’Académie francaise con padre georgiano e madre di origine russo-tedesca.
Nell’augurarvi buona lettura, salutiamoci con un aforisma dedicato alle donne rubato al grande Oscar Wilde: “Noi donne ce la passiamo meglio degli uomini: a noi sono proibite più cose che non a loro”.








































Dott.ssa Elisabetta grazie a Lei e alle librerie Lovat per il piacere che proviamo nel conoscere quali nuovi libri sono ricercati con maggiore interesse dai lettori. Mi fa piacere ritrovare nella classifica dei libri più venduti Francesca Giannone con un nuovo libro ambientato nella sua Puglia. La Portalettere ebbe un ottimo successo anche perchè raccontava una storia verosimile. In questo nuovo romanzo dal titolo Gli anni in bianco e nero, la scrittrice presenta la storia di quattro sorelle, collocate in un tempo più vicino a noi, probabilmente negli anni delle proteste del ’68. Queste sorelle lavorano nella sartoria di famiglia e sono costrette dai genitori al rispetto della tradizione, alla normalità, alla consuetudine, mentre in ognuna di loro arde una passione e un interesse. In questo contrasto tra una società che cerca di emanciparsi attraverso il lavoro e le lotte studentesche, anche all’interno della famiglia protagonista ci sono dei tentativi di evoluzione sociale. In particolare la sorella più giovane, Domenica – Mimì, appassionata di cinema, scopre questo linguaggio sfidando i divieti del padre. Dopo aver conosciuto i film dei grandi autori, riesce ad avere una cinepresa con cui riprende e documenta l’azione di protesta e di cambiamento specialmente delle donne del Salento che cercano una liberazione affettiva, sociale e economica dall’uomo, padre o marito.