Sono 50 anni che il Tricolore non sventola sul Foro Italico per il vincitore del torneo di tennis di casa: il Master 1000 di Roma. Nel pomeriggio ci proverà Sinner a fare l’impresa dopo una lunga battaglia in semifinale contro il russo Medvedev conclusa solo ieri al terzo set complice il rinvio per pioggia di venerdì notte. Ma in questi giorni la Capitale è diventata teatro anche della stucchevole polemica generata dall’ennesimo esempio di pressapochismo dell’italico folber: una mancanza di programmazione nella stesura dei calendari di Serie A ovvero lo strumento con cui si deve programare la stagione.
50 anni di attesa e il calcio si mette in mezzo
Il sistema calcio è riuscito nella difficile “impresa” di prevedere il derby Roma-Lazio proprio nel giorno della finale degli Internazionali che si giocano a poche centinaia di metri dallo stadio Olimpico appunto al Foro Italico. E tre giorni prima è andata in scena pure la finale di Coppa Italia con tanto di fumogeni post partita che hanno costretto a sospendere per 20 minuti il match di Darderi contro lo spagnolo Jogar poi concluso alle 2 di notte.
Biraghi (Federtennis) non le manda a dire: colpa di un deficiente

Il presidente della Federtennis Angelo Biraghi l’ha toccata piano: “Abbiamo qui a Roma il supervisor dell’Atp e non possiamo spostare l’orario della finale perché c’è un deficiente che organizza il calendario del calcio con i piedi”. Alla fine il derby della Capitale si giocherà appunto oggi – domenica 17 – sul far di mezzogiorno con l’aggravante di trascinarsi appresso le altre 4 partite delle squadre coinvolte nella corsa al pass per la prossima Champions ovvero ai posti di rincalzo dietro i campioni d’Italia dell’Inter: Pisa-Napoli, Juve-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma in campo tutte oggi alle 12. I calciatori e i tifosi di queste otto squadre hanno saputo soltanto 48 ore prima il giorno e l’ora in cui si gioca. Davvero un circo più che una commedia all’italiana.
Tennis in primo piano per… dimenticare il caos

Per dimenticare tutto questo caos non ci resta che sperare nel “solito” Jannik Sinner chiamato a battere anche il norvegese Casper Ruud giustiziere di un buon Lorenzo Darderi, l’azzurro – in verità italo-argentino – crollato purtroppo sul più bello: raggiunta la semifinale dopo match spettacolari vinti contro Zverev e Jogar, ha raccolto la miseria di due game contro il 27enne ex n. 2 del mondo (il suo miglior ranking raggiunto nel 2022). Ruud avrà in finale il non trascurabile vantaggio di un riposo molto più lungo rispetto alla Volpe Rossa. Il fenomeno altoatesino dovrà superarsi ancora una volta per regalare agli italiani il titolo che manca da 50 anni ovvero da quel 30 maggio 1976 in cui un 25enne romano de Roma, Adriano Panatta, riuscì a battere l’argentino Guillermo Vilas in 4 set (all’epoca la finale era al meglio dei 5 set) dopo due spettacolari tie break.
Forza Jannik. Aspettiamo da 50 anni

Se arriverà il titolo per Sinner sarà davvero apoteosi, peraltro al cospetto del Capo dello Stato Sergio Mattarella annunciato in tribuna, altrimenti dovrà accontentarsi di essere il n. 1 al Mondo, aver vinto (come nessuno è mai riuscito) cinque Master 1000 di seguito e non aver perso per 33 partite consecutive ovvero due in più del precedente recordman Djokovic e ben 4 in più di un mostro sacro come Federer. Insomma, comunque vada per il nostro “Peccatore” (traduzione dall’inglese di Sinner!) sarà un successo.
Ci piace rendergli merito ancor prima e al di là dei risultati: un tennista come lui in Italia chissà quando nascerà ancora.
Forza Jannik, cancella tutto il resto e fai risuonare l’Inno di Mameli dopo 50 anni.
































