Leggo su Internet che è possibile visitare l’ex isola abbandonata di San Giacomo in Paludo, acquistata nel 2018 da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, famiglia di industriali torinesi, molto affezionati a Venezia. E inaugurata dopo grandi restauri, pochi giorni fa. Stampa locale non invitata, salvo media torinesi, milanesi, romani. Boh? Per fortuna che se ne intendono di comunicazione. Il progetto – sta scritto – mira a trasformare un sito storico abbandonato dagli anni Sessanta, in un laboratorio ecologico e artistico…” Molto interessante e utile, ammetto. Soprattutto per tutte le isole abbandonate!
Un esempio di isole abbandonate e sistemate…ma c’è un ma…

I Re Rebaudengo hanno già trasformato i Giardinetti Reali a Venezia e sistemato il parco verde del Redentore dei frati francescani alla Giudecca (basta pagare il biglietto, 12 euri, residenti compresi, solo religiosi esclusi). Ora leggo testuale, per l’isola di San Giacomo in Paludo: “È stata istituita una fermata a richiesta sulla Linea 12 Actv nella tratta Murano- Burano, ed è prevista la costruzione di un nuovo molo”. Mi reco di corsa alle Fondamente Nuove, per prendere il vaporetto, linea 12. La fermata, mi dice il capitano Actv, non è attiva…
Isole dimenticate

Ricordavo ancora lo spettacolo dell’artista polacco Jerzy Grotowsky, in occasione della storica Biennale Teatro di Carlo Ripa di Meana del 1975. Titolo: “Apocalypsis cum figuris”, magnifico spettacolo musicale e di danza negli ex capannoni napoleonici ottocenteschi. Due anni dopo, nel 1977, io e mio gemello Giorgio, testimoniammo con repertorio fotografico, l’abbandono di fatto dell’isola in una mostra alla Scuola Grande di San Teodoro nel 1978. Da allora il silenzio, aspettando ovviamente la sosta Actv.
Che tristezza in laguna con le isole abbandonate



Ma penso con una certa inquietudine alle più sfortunate isole abbandonate della laguna: S.Giorgio in Alga, San Angelo delle Polveri, Santo Spirito, Madonna del Monte, San Secondo, Poveglia. Che tristezza! In laguna. Lazzaretto Vecchio e Lazzaretto Nuovo si sono salvate, per fortuna, grazie ai volontari dell’Archeoclub di Gerolamo e Giorgia Fazzini.
Grazie alla Toletta per la mostra






Ora ho la fortuna di vedere alla Spazio Eventi della Toletta, di Giovanni Pelizzato, la mostra per il recupero del Forte di Sant’Andrea, cinquecentesca isola di un certo Michele Sanmicheli, che proprio architetto rinascimentale sconosciuto non era. Abbandonata dai lagunari negli anni Sessanta. Isola militare alle Bocche di porto del Lido, costruita tra il 1484-1559, per via delle 40 bocche di fuoco a pelo d’acqua. Fu salvata dal disfacimento con un costosissimo restauro nel 1964 dall’ingegner Eugenio Miozzi. Ma pochi a Venezia si ricordano di lui. Ora gli architetti veneziani Franco Mancuso ed Ernesta Stella Serena, propongono il recupero di Forte S.Andrea, per farne una hub culturale e verde in mezzo alla laguna, aperta alla città 365 giorni all’anno. Il progetto prevede un collegamento con in mezzi pubblici alle Vignole. Sarebbe magnifico. Allargare le visite storiche e ambientaliste, per locali e turisti, in laguna nord. Al prossimo sindaco di Venezia, la decisione.






























